Cina: dal Partito Comunista piano anti-crypto. Stretta su pagamenti sospetti e corruzione
In un documento del Partito Comunista Cinese la volontà di contrastare un fenomeno duro a morire.
17:57 • Pubblicato 01/11/2026
Gli articoli di Criptovaluta.it® sono scritti e verificati da giornalisti e analisti specializzati, sotto la direzione di Alessio Ippolito — giornalista iscritto all’ODG* del Lazio, imprenditore digitale dal 2008 e Popular Investor Champion su eToro. Ogni articolo segue il nostro processo editoriale verificato.
La Cina è decisa a raddoppiare gli sforzi per combattere la corruzione, che passa anche da criptovalute e blockchain. È questo quanto si legge nell’ultima risoluzione del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese sulle maggiori questioni che riguardano l’autogoverno del Partito. Non è chiaro per il momento quali saranno le decisioni immediate, con i casi che però stanno aumentando e che coinvolgono sempre più di frequente funzionari locali e periferici.
Uno dei casi più eclatanti è quello dell’arresto di Hu Henghua – ancora in attesa di giudizio – che secondo l’accusa avrebbe ricevuto circa 30,8 milioni di dollari in USDT, stablecoin ancorata al dollaro ed emessa e gestita da Tether. Il caso riguardava tangenti in cambio di favori al gruppo industriale San’an. Hu Huenghua si è poi dimesso dai suoi incarichi lo scorso 27 maggio.
Quali sforzi?
L’autorità politica che adotta la risoluzione è una delle più importanti di tutta la Cina. Si tratta però pur sempre di linee guida alle quali dovranno adeguarsi le organizzazioni di rango inferiore. È raro, per quanto non impossibile, che producano degli effetti immediati.
Oltre alla citazione di blockchain e asset virtuali tra gli strumenti che vedranno maggiori controlli in ottica anti-corruzione, ci sono altre questioni che riguardano il controllo dei patrimoni dei funzionari pubblici, in particolare allo scopo di individuare casi di discrepanze importanti tra redditi dichiarati e stile di vita.
Ci saranno inoltre maggiori controlli sulle nomine, in particolare per le promozioni – con audit personali che saranno più pervasivi.
Quanta corruzione tramite crypto?
I casi tra il 2025 e il 2026 sono in realtà diversi:
- Yao Qian – che un tempo era a capo del progetto dello yuan digitale. I dettagli riguardano trasferimenti nel 2018, in particolare riguardanti 2.000
ETH2.268 $▲ +0,79%.
- Lam Chun-yin – che avrebbe ricevuto tangenti pagate in USDT di Tether per 470.000$. Il reo aveva autenticato falsi strumenti di garanzia. Anche qui però si tratta di eventi risalenti nel tempo (2022) poi resi pubblici durante indagini e processo.
Il problema sembrerebbe essere relativamente poco diffuso, tant’è che la stessa risoluzione del Partito – che si può leggere qui – parla anche di maggiori controlli su conti esteri e trasferimenti di denaro via internet.
I pagamenti in criptovalute, pur essendo pressoché illegali, rimangono comunque relativamente popolari in Cina, in particolare in settori che non possono, per ovvi motivi, operare alla luce del sole.
Expertise
- Analisi fondamentale e TradFi
- News crypto, Bitcoin e Blockchain
- Fintech, banche centrali & law