La DeFi batte tutti nel 2026: rendimenti superiori a Bitcoin ed Ethereum mentre i DEX conquistano spazio
La DeFi supera Bitcoin ed Ethereum nel 2026: i token con buyback e distribuzione dei ricavi trainano il rally, mentre cresce la fiducia nei DEX.
17:47 • Pubblicato 03/11/2026
Gli articoli di Criptovaluta.it® sono scritti e verificati da giornalisti e analisti specializzati, sotto la direzione di Alessio Ippolito — giornalista iscritto all’ODG* del Lazio, imprenditore digitale dal 2008 e Popular Investor Champion su eToro. Ogni articolo segue il nostro processo editoriale verificato.
La finanza decentralizzata sta facendo passi da gigante: quella che fino a poco fa era una tecnologia ancora poco esplorata dai più, ora è diventata un’infrastruttura sempre più centrale all’interno del panorama crypto, nonché nel contesto dei mercati tradizionali. Il settore è ancora in parte immaturo e vulnerabile sotto alcuni punti di vista, ma giudicando dai risultati registrati finora nel 2026, sembra che la DeFi abbia finalmente iniziato a esprimere il suo vero potenziale.
Da inizio anno un indice composto da asset DeFi, realizzato da una famosa società di investimento, ha registrato una performance nettamente superiore a quella di Bitcoin ed Ethereum, nonostante un outlook speculativo poco favorevole alle altcoin. Nel frattempo continua a crescere anche l’adozione dei protocolli decentralizzati, con la quota di mercato dei DEX rispetto ai CEX che ha appena raggiunto un nuovo massimo storico.
La DeFi batte Bitcoin ed Ethereum nel 2026
L’indice in questione è stato creato da Bitwise, noto gestore di fondi quotati in borsa a tema crypto negli Stati Uniti, e comprende 17 asset DeFi, tutti con lo stesso peso all’interno del paniere. Come riportato da Ishmael Asad, ricercatore presso la stessa società, questo ha registrato una crescita del 124% da inizio anno, battendo di gran lunga BTC77.407 $▼ -0,07% ed $ETH, che hanno messo a segno rispettivamente un -12,7% e un -25% nello stesso periodo.
I dati sono basati su performance realizzate dal 1° gennaio fino al 31 ottobre, dunque non è escluso che da qui a fine anno questi numeri possano cambiare leggermente. Resta però un risultato estremamente interessante, soprattutto alla luce di un trend sempre più evidente nel settore, che vede favorire gli asset dei progetti DeFi che distribuiscono parte dei propri ricavi ai propri holder.
Nell’indice di Bitwise troviamo infatti quasi tutte monete che dispongono di meccanismi di buyback o che in qualche modo restituiscono valore ai detentori, come ad esempio $AAVE, $HYPE, $UNI, $RAY, $ORCA, $AERO, $DRV, $LIT ed altri ancora. Nella lista troviamo anche il token di Kinetiq, crypto su cui sembra stia puntando un noto investitore miliardario.
Chiaramente questo paniere non è rappresentativo di tutto l’ecosistema DeFi, ma solo della sua parte più strutturata e affermata del settore, con progetti che presentano meccanismi economici già ben sviluppati.
Se dovessimo considerare un indice più vasto di asset DeFi, come ad esempio quello fornito da Dexu.ai, vedremmo che il comparto ha registrato un calo del 23,82% da inizio anno, dunque con performance inferiori a quelle di Bitcoin e leggermente superiori a quelle di Ethereum.
Gli utenti preferiscono sempre più la DeFi per il trading di criptovalute
Allo stesso tempo, la DeFi sta migliorando anche in qualità di infrastruttura e venue di trading. Per quanto concerne i mercati spot (escludendo dunque i futures), la quota di mercato dei DEX rispetto a quella dei CEX è passata dal 20% di inizio anno fino al 38% circa di fine ottobre.
In realtà, questo trend è iniziato già nel 2021, con i primi protocolli DeFi come Uniswap, Curve e PancakeSwap che hanno attirato molta utenza dai mercati crypto centralizzati. È però nel 2026 che la quota dei DEX ha registrato un’accelerazione più marcata, segno di un’evidente maturazione del settore, che ora è capace di ospitare anche attori istituzionali e trader con esigenze di vario tipo, dal bisogno di un’ampia liquidità fino alla necessità di operare su pool con focus sulla privacy.

Da notare come questo traguardo sia arrivato in un anno non esattamente positivo sul fronte della sicurezza dei protocolli DeFi, con miliardi di danni da attacchi hacker. Nel 2026 ci sono stati ad esempio gli hack di Drift Protocol e KelpDAO, che sono costati quasi 600 milioni di dollari insieme, oltre a svariati altri incidenti minori.
Detto ciò, sembra che lo stesso problema abbia interessato anche i CEX, ed è forse questa la chiave di lettura su cui dovremmo concentrarci per capire le cause del fenomeno.
L’hack di Binance può favorire ulteriormente la DeFi?
Uno dei motivi per cui i volumi di trading nel mondo DeFi stanno crescendo a discapito degli scambi negli exchange centralizzati è forse legato al tema della fiducia e della sicurezza. Vale la pena infatti notare come, al netto dei tanti hack subiti dai protocolli decentralizzati negli ultimi anni, le piattaforme maggiori non sono mai state bucate dagli hacker.
Per esempio, Uniswap ha gestito volumi di trading miliardari in tutti questi anni, eppure non ha mai subito un attacco paragonabile a quello dei grandi CEX, con il caso di Binance come ultimo esempio. Non a caso, la sua quota di mercato contro quella dell’exchange è salita vertiginosamente negli ultimi anni, passando dal 12,8% del 2024 fino all’attuale 31%.
Un salto così importante suggerisce che gli utenti si stiano progressivamente spostando verso soluzioni di trading non custodial dove si mantiene il controllo delle proprie chiavi e dove c’è maggiore libertà di movimento in caso di emergenza.

Ora c’è chi ipotizza che l’hack di Binance possa contribuire ulteriormente al successo della DeFi, incentivando gli utenti a muoversi su piattaforme più piccole ma anche più indipendenti. Non possiamo sicuramente dargli torto, nonostante per il momento l’incidente non abbia portato gravi ripercussioni sui clienti dell’exchange.
C’è anche chi, proprio dopo l’hack di Binance, ha interpretato la reazione del mercato come un segnale rialzista, decidendo di comprare l’asset più iconico del mondo DeFi.
DeFi & On-Chain Specialist
Expertise
- Analisi e recensione di protocolli decentralizzati
- Analisi dati on-chain e strategie yield DeFi
- Options flow e derivati