Federal Reserve inizierà a offrire presto dei conti anche alle società crypto. È una notizia che in realtà vi avevamo già anticipato – ed è interessante per almeno due motivi. Il primo è che il territorio di Fed non è più precluso agli operatori del mondo crypto. Il secondo è che ci saranno delle forti limitazioni. Se è vero che l’attuale Fed è molto più aperta al mondo crypto, è altrettanto vero che non è intenzionata a far saltare il sistema per fare un favore ai crypto bro, anche quando miliardari.
Cosa sta succedendo? Fed, come ogni banca centrale, offre account alle banche, che possono essere utilizzati per tutta una serie di operazioni, compreso l’invio e la ricezione di denaro tramite il suo circuito. È una buona notizia, perché anche gli exchange crypto, volendo, potranno accedere al circuito senza affidarsi a terzi, risolvendo così uno dei problemi più angosciosi del precedente ciclo. C’è però un ma: non sarà un accesso completo, perché non potranno accedere a quanto forse interessava ancora di più.
No, niente narrow banking
Il discorso che segue è di quelli complicati, ma che vale la pena di sforzarsi di comprendere.
I master account, gli account completi presso Fed, permettono alle istituzioni che vi hanno accesso di guadagnare dai depositi e dalle riserve presso Fed. In parole più semplici: parcheggio del denaro, ricevo degli interessi. Trattandosi di denari sicuri al 100% (sono presso Fed!) la cosa è allettante.
- Il problema del narrow banking
Il sistema bancario privato di oggi svolge un ruolo fondamentale per il funzionamento della catena di montaggio monetaria che parte dalla banca centrale e finisce nell’economia. Le banche ricevono depositi e li prestano in giro, soddisfacendo così sia la domanda di risparmio, sia quella di credito. Le banche devono operare in questo modo, pena il far saltare tutto il sistema.
C’è un’alternativa: una banca potrebbe decidere di ricevere depositi, non prestarli in giro, impegnarli in prodotti a basso rischio e offrire anche un rendimento ai depositanti. Si tratterebbe – tagliamo con l’accetta – di narrow banking, qualcosa di intollerabile per le banche centrali.
Se ci pensi, le stablecoin potrebbero funzionare proprio in questo modo. Depositi, ottieni stablecoin, l’emittente investe in modo sicuro quei denari, te ne versa una parte.
L’ottenimento di un master account da Fed renderebbe il tutto ancora più semplice: sto parcheggiando infatti la mia liquidità presso l’istituzione che tiene a galla tutto il sistema dollaro. Sicurezza massima, zero sbattimenti, massima efficienza.
Niente master account
E niente accesso dunque alle riserve “retribuite”, pena il far saltare il sistema. Fed si è già espressa infatti sul tema narrow banking – quando questo ancora non riguardava il mondo crypto.
Le banche “narrow” sarebbero troppo più sicure rispetto alle altre: dopotutto chi non preferirebbe avere denari lì in caso di crisi? Immagina un contesto di difficoltà delle banche classiche: tutti correrebbero a depositare presso le narrow bank, aumentando il problema. Ed è per questo che Fed si dichiarò contro il rilascio di una licenza a TNB, sigla che stava appunto per The Narrow Bank, società commerciale che si vide così rifiutare licenza e accesso.
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