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Bitcoin e crypto: 5 LEZIONI importanti che DEVI aver imparato nel 2025

Sono successe tante cose su Bitcoin e crypto nel 2025, e non dovremmo dimenticarci di questi importanti insegnamenti.

Il 2025 è ormai alle spalle. Si conclude un altro anno che ha messo alla prova le aspettative e le convinzioni degli investitori del settore crypto. Un anno fatto di alti e bassi, sia per Bitcoin che per le altcoin, con alcune soddisfazioni ma anche molti momenti di forte delusione, che ci ha lasciato più di una lezione utile da portarci dietro guardando al 2026.

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Per qualcuno di voi sarà stato un anno pessimo dal punto di vista speculativo, per qualcun’altro un periodo che, tutto sommato, ha comunque prodotto risultati degni di nota. In entrambi i casi però, il 2025 ha ricordato una volta di più che nel mondo di Bitcoin e delle crypto non esistono scorciatoie, e che a volte è necessario rivedere quegli assunti su cui siamo stati così tanto convinti in passato.

Il mondo evolve cari lettori, e più passa il tempo, più dobbiamo far tesoro di ciò che abbiamo imparato lungo il percorso.

1- Bitcoin è sempre Bitcoin

Non è stato nel complesso un ottimo anno in termini di performance di prezzo né per Bitcoin, né tantomeno per le altcoin. Ma nel 2025 più che mai, tutti noi dovremmo quantomeno aver capito che il “re” del mercato mantiene una solidità strutturale decisamente superiore rispetto alla maggior parte delle altre crypto, soprattutto nei momenti più difficili.

Bitcoin si lascia alle spalle un anno strano, quasi di passaggio: rispetto ai prezzi di apertura è rimasto più o meno sugli stessi livelli, pur attraversando comunque fasi di forte volatilità ed escursioni significative. Le altcoin, invece, hanno dovuto fare i conti con drawdown molto più marcati e con rimbalzi spesso più deboli, a testimonianza di quanto le performance settoriali siano state complessivamente deludenti.

La prima lezione che ci portiamo a casa per il 2026 è quindi questa: evitiamo di essere constamente sovraesposti alle altcoin, ed accontentiamoci di ritorni più modesti su Bitcoin perché tanto alla fine cercare di anticipare le rotazioni di mercato raramente paga nel tempo. Da inizio anno, tralasciando le privacy coins che sono un caso eccezionale, Bitcoin ha sovraperformato in termini relativi qualsiasi altra categoria.

Artemis Sector Performance
Artemis Sector PerformanceFonte dati:https://app.artemisanalytics.com

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2- Non esistono più i cicli quadriennali, sia come tempismo che come intensità

Questa è probabilmente la novità più importante che il 2025 ci ha messo davanti agli occhi. L’idea dei cicli quadriennali, scanditi in modo quasi perfetto dall’halving di Bitcoin, oggi appare sempre meno convincente. Non perché l’halving abbia perso rilevanza, infatti questo meccanismo continua a contribuire a rendere BTC sempre più scarso, ma perché il mercato crypto di oggi è profondamente diverso da quello di pochi anni fa.

Nell’ultimo anno abbiamo assistito all’ingresso di nuovi attori, una maggiore integrazione con i mercati tradizionali e un contesto macroeconomico decisamente più complesso rispetto al passato. In realtà già dal 2024 abbiamo avuto un assaggio di come i cicli quadriennali, come li abbiamo conosciuti, non esistono più: già infatti prima dell’halving di aprile 2024, Bitcoin aveva superato il suo precedente massimo storico, cosa del tutto atipica rispetto al passato.

Poi nel 2025 abbiamo avuto la conferma definitiva, non solo dal modo con cui i flussi di liquidità finiscono per impattare sul prezzo di Bitcoin e delle crypto, ma anche osservando come si stanno comportando le diverse categorie di investitori, tra short term holder e long term holder.

Long Term MVRV bitcoin
Long Term MVRVFonte dati: https://studio.glassnode.com/

Un segnale interessante arriva proprio dai dati sul Long Term Holder MVRV: ciclo dopo ciclo, questo indicatore tende ad appiattirsi sempre di più. In altre parole, anche le fasi di euforia producono rendimenti meno estremi rispetto al passato, riducendo quegli eccessi che caratterizzavano i vecchi cicli quadriennali

La seconda lezione quindi è: impariamo a riflettere in termini meno rigidi e meno dipendenti dalle logiche del passato.

3- La tecnologia avanza, ma non sempre di pari passo con i token

Il 2025, va detto, è stato un anno di grandissima innovazione dal punto di vista tecnologico. La blockchain ha continuato a fare passi avanti importanti, sia sul piano infrastrutturale sia sul piano dell’adozione. La blockchain è entrata sempre di più nei mercati tradizionali e, soprattutto, ha iniziato a essere presa sul serio anche da attori istituzionali che fino a poco tempo fa guardavano l’intera baracca con parecchio scetticismo.

Un esempio è il grande successo delle stablecoin, che nel corso dell’anno hanno vissuto una vera e propria accelerazione fino a superare la soglia dei $300 miliardi di capitalizzazione.  Anche per gli asset RWA, abbiamo visto una chiara evoluzione con il fenomeno della tokenizzazione che ha iniziato progressivamente ad essere adottato ed integrato nelle logiche degli strumenti tradizionali.

Capitalizzazione stablecoin crypto
Capitalizzazione stablecoinFonte dati: https://defillama.com/stablecoins

Lo stesso vale per la DeFi, che nel 2025 ha continuato a maturare portandosi sul mercato i protocolli sempre  innovativi focalizzati sull’efficienza del capitale e sulla sostenibilità dei modelli di incentivi. Eppure, nonostante tutto questo progresso tecnologico e questa crescente integrazione, non sempre i token che rappresentano i progetti sono cresciuti allo stesso modo delle loro rispettive piattaforme.

In tal senso, la lezione per il 2026 è piuttosto chiara: dovremmo essere ancora più bravi a saper riconoscere quando esiste un legame reale tra crescita del progetto e valore del token, senza dare per scontato che una cosa implichi automaticamente l’altra.

4- Sopravviveranno solo i progetti con flussi di cassa reali

Collegandosi al punto 3, possiamo affermare con fermezza che nel 2025 c’è stato un evidente cambio di atteggiamento da parte degli investitori. L’attenzione si è spostata progressivamente dalle narrative super-rivoluzionarie (ma difficile da realizzare) verso quei progetti che hanno un prodotto funzionante, risolvono un problema concreto e generano domanda reale.

Il mercato è maturato, e con lui anche chi ci investe. Dopo anni in cui bastava proporre un qualche tipo di soluzione per il futuro, ora si guarda al presente. Quello che conta oggi è se un progetto riesce a generare flussi di cassa reali, se riesce a mantenere una certa liquidità, e se serve realmente a qualcosa nel mondo crypto.

Non a caso gli ecosistemi che sono cresciuti sono quelli che hanno metriche di questo tipo in crescita, mentre tutti quelli che promettevano di salvare il mondo senza nulla di tangibile sul banco, ora stanno sanguinando. L’asticella si sta alzando,e per noi investitori ancora una volta diventa fondamentale saper guardare a chi porta con sé davvero un valore aggiunto sul mercato.

revenue crypto progetti
Revenue progettiFonte dati: https://defillama.com/revenue

La lezione da imparere è che gli unici asset che sopravviveranno e che avranno modo di continuare il loro percorso, sono quelli che si sono affermati come infrastrutture critiche, come Ethereum e Solana, o quelli che generano commissioni e ricavi importanti. Tutto il resto è rumore.

5-  Non possiamo investire solo in crypto

Arriviamo poi ad un tasto dolente, di cui più abbiamo parlato più volte all’interno della nostra redazione, pur essendo diciamo un tema che in parte va in “conflitto” con i nostri interessi, visto che appunto ci occupiamo di crypto a 360°. Il punto è che non possiamo basare i nostri investimenti solo ed esclusivamente su Bitcoin e crypto.

Per quanto riconosciamo ancora un grande potenziale nel nostro settore, e crediamo in un futuro prospero per molte monete, il 2025 ci ha ricordato quanto sia davvero rischioso e controproducente concentrare tutto su un solo mercato, specialmente se così volatile come quello delle crypto. Dobbiamo imparare a sfruttare anche piazze meno rischiose e con un andamento meno frenetico.

Esistono lì fuori molti altri asset e strumenti che possono svolgere un ruolo importante nella costruzione di un portafoglio equilibrato. Azioni, obbligazioni, ETF, commodities, strumenti più difensivi o anche semplicemente  avere liquidità permette di gestire meglio il rischio e il fattore tempo, soprattutto nei periodi di forte incertezza.

Qui il mio collega Gianluca Grossi, nonché caporedattore di Criptovaluta.it, vi ricorda 5 esempi di portafoglio con esposizione anche sui mercati tradizionali. Fatene buon uso.

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