Uno dei temi tra quelli che diventeranno preponderanti nelle previsioni di medio periodo sul mondo crypto è quello del Clarity Act, il complesso di regole che non è stato ancora approvato negli USA e che dovrebbe normare completamente il mercato crypto, per la parte che non è stata coperta dal Genius Act (relativo alle stablecoin). È un framework legale sul quale sta esercitando importanti pressioni anche la Casa Bianca, che lo vorrebbe vedere approvato prima delle elezioni di midterm – che si terranno a novembre.
Ci sono però almeno due problemi. Il primo è che i dem non sembrerebbero avere alcuna voglia di accordarsi, anche tenendo conto del fatto che dopo le elezioni di novembre potrebbero e anzi dovrebbero tornare in maggioranza almeno alla House. Il secondo è che le agenzie governative come SEC e CFTC stanno in realtà già operando per l’apertura del settore, ai limiti di quanto prevedano le leggi attuali.
Cosa hanno scontato già i mercati?
In realtà parte del cambio di sentiment dei mercati nell’ultimo trimestre del 2025 è dovuto anche ai ritardi accumulati dall’approvazione del cosiddetto Clarity Act, complesso di leggi che dovrà normare sia i mercati centralizzati, sia invece quelli decentralizzati – e in particolare la DeFi. Cosa sta accadendo? Senza entrare eccessivamente nel noioso specifico di chi vuole cosa a livello personale, la situazione di partenza è la seguente:
- Pur tutelando gli interessi di banche e “vecchi” operatori, il Partito Repubblicano vorrebbe l’apertura massima possibile verso il settore, compreso quello più decentralizzato.
- Di contro il Partito Democratico, complici anche certi interessi diretti nella questione della famiglia Trump, sta cercando di organizzare importanti barricate, chiedendo l’inserimento di norme che sarebbero molto restrittive per la parte più decentralizzata del settore crypto.
Proposte, quelle dem, che sono state dichiarate irricevibili anche da parte di diversi dei progetti DeFi, in particolare per le parti che vorrebbero attribuire responsabilità simili a quelle delle piattaforme centralizzate anche a protocolli che – in particolare tecnicamente – non potrebbero farlo.
I mercati hanno già ampiamente scontato questa situazione di stallo e anche le difficoltà nel risolverla sul breve periodo. Ed è anche in virtù di questo stallo che si è vista nel corso delle ultime settimane un’accelerazione per quanto riguarda l’azione di SEC e CFTC nel comparto. Accelerazione che sta già producendo risultati e che potrebbe ottenere forse non tanto quanto il Clarity, ma a sufficienza per portare l’apertura alle crypto ad un livello di irreversibilità, a prescindere da chi uscirà vincitore dalla tornata elettorale di novembre.
Quante possibilità di arrivare a destinazione?
La Casa Bianca sta continuando a esercitare delle importanti pressioni sul Congresso affinché si proceda nel modo più spedito possibile all’approvazione di queste leggi. Rimane però il fatto che una maggiore velocità si traduce anche in maggiori concessioni alle richieste dei democratici.
Rimane poi il fatto che i democratici ritengono di avere maggiore potere negoziale nel 2027 e dunque percepiscono qualunque rallentamento nella trattativa come favorevole ai propri punti.
A complicare ulteriormente le cose sul breve ci saranno presto – e di nuovo – discussioni sullo shutdown, che finiranno per dominare tutta la discussione politica, con tutto quello che ne conseguirà per le altre leggi in attesa di essere discusse e approvate.
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