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Stablecoin - Bitcoin - Dollaro

Il lato nascosto delle stablecoin. L’effetto che nessuno calcola [Analisi]

Stablecoin, nonostante rendimenti DeFi, la svalutazione del dollaro (-13,3%) nel 2025 ha trasformato i profitti crypto in perdite reali.

Nel mercato crypto esistono evidenze grafiche sia rialziste sia ribassiste che offrono la misura della volatilità dei prezzi. Allo stesso tempo, ci sono andamenti più “tranquilli, come quelli delle stablecoin, il cui numero continua a crescere. Tuttavia hanno un lato oscuro causato dall’ancoraggio con il dollaro americano.

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Stablecoin: crescita e ruolo nel sistema

La market cap complessiva delle stablecoin ha raggiunto 306 miliardi di dollari, con una crescita costante dal 2024. Il settore è dominato da Tether USDT con 186 miliardi di dollari di market cap, seguita da USDC a 75 miliardi di dollari e poi da una serie di altre stable in continua evoluzione. Alleghiamo una panoramica delle prime dieci.

Top 10 stablecoin - Fonte: DefiLlama
Top 10 stablecoin – Fonte: DefiLlama

Parcheggio di liquidità ma non privo di rischi

Le stablecoin rappresentano un parcheggio di liquidità e misurano anche lo sviluppo dell’ecosistema e la sua solidità. Nel corso del 2025 a fronte di ribassi del mercato crypto, la loro capitalizzazione è rimasta in crescita. Tuttavia, soffrono di un “male oscuro”, il loro ancoraggio (peg) al dollaro americano.

Il problema della debolezza del dollaro

Se da un lato questo peg offre sicurezza, dall’altro molti investitori dimenticano il rapporto del dollaro con le altre valute. Nel 2025 il dollaro ha infatti perso contro molte principali valute mondiali.

Nel 2025 il dollaro USA ha mostrato una chiara perdita di forza contro l’euro, che ha guadagnato oltre il 13%. Contro la sterlina britannica il dollaro ha ceduto terreno, con GBP in recupero dell’8,30%.

Andamento 2025: Euro, Sterllina, Yen - Dollar Index
Andamento 2025: Euro, Sterlina, Yen – Dollar Index

Euro forte, sterlina in recupero, yen quasi invariato

Diverso il quadro contro lo yen giapponese, qui il cambio è rimasto sostanzialmente stabile, segnalando una debolezza del dollaro meno marcata. In questa fase il Giappone sta soffrendo la tensione riguardante l’aumento tassi di interesse, che in teoria indeboliscono la valuta, per cui la mancata crescita del dollaro pesa. Nel grafico allegato si può anche osservare il Dollar Index (DXY) che misura la forza del dollaro statunitense rispetto a un paniere di sei valute estere, tra cui Euro (che pesa per il 57,6%), Yen e Sterlina.

In verità, storicamente a fronte di ribassi del Dollar Index, Bitcoin aveva storicamente registrato rialzi e questa è un’altra correlazione che si sta rompendo in questa fase. Bitcoin: il divorzio dalle correlazioni storiche | Cosa aspettarsi nel 2026 [Analisi].

Come è andata a chi ha fatto fruttare i suoi USDT

Nel mondo crypto il panorama DeFi è in costante crescita con protocolli di rendimenti su USDT e altre stablecoin si è diversificato, offrendo soluzioni per ogni profilo di rischio.

Per chi cerca stabilità, Aave e Morpho restano i giganti del lending, con APY medi tra il 3,5% e il 5,5% su mercati isolati ed efficienti.

Chi punta agli asset del mondo reale può guardare a Ondo Finance, che tramite USDY offre circa il 3,7% derivante dai Treasury USA. Per i rendimenti a doppia cifra, Ethena domina con il suo sUSDe (oltre il 10%), sfruttando i tassi di finanziamento dei future, mentre Curve rimane il re delle pool di liquidità con rendimenti incentivati tra il 5% e l’8%. Questi per citare alcuni protocolli noti.

Bitcoin e la trappola invisibile della doppia erosione

Dai numeri esposti, investire in crypto nel 2025 ha messo in evidenza il “rischio cambio”. Acquistando Bitcoin l’1 gennaio a 94.600$, l’investitore europeo ha subito una doppia erosione. Nonostante BTC abbia chiuso l’anno a 87.643$ (calo nominale del 7,35% dal prezzo di acquisto), il vero colpo è arrivato dal dollaro, sceso del 13,30% contro l’euro.

Sommando le due componenti, dell’esempio, il capitale in euro è sceso complessivamente di circa il 19,68%. Il paradosso è che i rendimenti DeFi in stablecoin, pur positivi in dollari, spesso non bastano a compensare la svalutazione valutaria. Per chi ragiona in euro, strumenti come stablecoin in euro, come EURC, che possono aiutare a preservare il valore reale.

Comparativa Bitcoin in USD e EUR
Comparativa Bitcoin in USD e EUR

Il grafico mette a confronto Bitcoin in dollari (candele) e in euro (linea verde). Nel 2025 BTC ha perso circa il 5% in USD, ma oltre il 16% in EUR. La differenza non dipende da Bitcoin, bensì dal cambio, il dollaro si è indebolito contro l’euro. Così la discesa del prezzo si è sommata alla svalutazione della valuta, ampliando la perdita per chi investe in euro.

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