Ci sono circa 8.000 miliardi di dollari parcheggiati nei fondi money market. Sono fondi molto popolari, perché investono in asset molto tranquilli (bond a breve scadenza), che però negli ultimi mesi hanno offerto rendimenti molto allettanti. Sono 8.000 miliardi che – dicono i più ottimisti – dovranno prima o poi ruotare verso asset più rischiosi. E chissà in quale parte, proprio verso Bitcoin e crypto.
8.000 miliardi che sono parte di strategie più complesse o semplicemente capitale i proprietari non si sentono di rischiare. Ma per capire cosa c’è in ballo e quanto effettivamente potrebbe finire nelle mani del mondo crypto.
Money market funds: il mattone fondamentale degli investimenti di lungo periodo
E anche di quelli di breve. I money market fund sono il pane e burro dell’investitore, come li definirebbero gli investitori più scafati degli Stati Uniti. Sono fondi – tipo ETF – che permettono di avere dei ritorni che arrivano dagli interessi pagati dai bond sovrani o anche dalla partecipazione al repo market.
- Sono sicuri;
- Sono facili da comprendere;
- Ultimamente hanno offerto dei rendimenti molto elevati.
Sono questi i motivi che hanno portato questi strumenti a raggiungere l’AUM (la quantità di capitali in gestione complessiva) al record assoluto a fine 2025. Sono strumenti infatti nei quali sono parcheggiati più di 8.000 miliardi di dollari, di soldi veri e per una quantità che forse è anche difficile da immaginare.
- Ok, ma perché dovrebbero ruotare?
Perché in realtà i rendimenti dei bond dovrebbero scendere, ammesso che si continui a tagliare i tassi negli Stati Uniti, ipotesi che a chi vi scrive appare come quella corretta, anche oltre i tagli che sono stati già prezzati dai mercati.
Se la legge della domanda e dell’offerta è corretta – e nel mondo degli investimenti lo è quasi sempre – una parte di quei fondi dovranno necessariamente ruotare. Un conto è infatti parcheggiare denaro in strumenti che rendono il 4% annuo, un conto invece è parcheggiarlo in strumenti che rendono il 2%.
La rotazione possibile
Tendenzialmente quando i tassi sono bassi – e quando questi tassi bassi si trasmettono anche al mercato dei bond – una parte di questi fondi finisce per ruotare. Il discorso anche qui è molto semplice da comprendere: se rendono meno, in tanti si metteranno alla ricerca di strumenti alternativi che possano offrire, al prezzo di qualche brivido in più, anche qualche possibile rendimento in più.
- Come si procede però?
In genere non si salta dagli strumenti meno rischiosi a quelli più rischiosi, quindi chi parla della possibilità di vedere centinaia di miliardi immediatamente riversati nel mondo crypto e Bitcoin esagera un po’.
C’è la possibilità però di riallocarli secondo strategie conservative, con un 1%/2% destinato al mondo Bitcoin e crypto. Si tratterebbe comunque di denari importanti, anche se difficili da quantificare.

- In realtà AUM MMF non è mai sceso
Bisogna tenere conto anche di altro, ovvero del fatto i MMF sono cresciuti sì tanto durante l’ultima fase espansiva, ma che anche durante le fasi espansive e quindi di tassi bassi difficilmente perdono AUM. Saranno dunque le nuove allocazioni a finire maggiormente verso asset più rischiosi, con un outflow dai MMF che sarebbe probabilmente una speranza mal risposta.
È una di quelle situazioni che però varrà la pena di seguire in termini macro e che sarà oggetto sicuramente di altre analisi proprio sul nostro sito.
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