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Bitcoin, tori all’ATTACCO: la partita si decide su QUESTI LIVELLI di prezzo!

Follow-up della domanda per Bitcoin: i prezzi vanno per il rialzo ma ci sono alcune considerazioni da fare.

Lo scenario di breve periodo inizia a farsi interessante per Bitcoin (BTC): i prezzi della criptovaluta sono in fase di breakout tecnico, reduci da 5 candele daily consecutive in positivo che spianano la strada verso un recupero più ampio. Il nuovo anno si colora di verde ed accende nuove speranze bullish agli investitori, che devono però ora fare i conti con i prossimi livelli da bucare per la price action.

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Rimangono ancora delle questioni aperte e ci sarà da vedere soprattutto se Bitcoin riuscirà a reggere il peso di quegli investitori che hanno accumulato posizioni short nel corso delle ultime settimane del 2025. La partita si gioca tutta qui, ed in questo articolo andiamo ad analizzare quelli che sono i segnali più importanti da considerare e le resistenze dove c’è maggiore attrazione speculativa.

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Bitcoin UP: recupero fondamentale dei prezzi

Mentre scriviamo Bitcoin quota $92.790, in rialzo dell’1,86% nelle ultime 24 ore e del 6,43% negli ultimi 7 giorni. C’è più di una considerazione da fare all’interno di un outlook del genere, che lascia trasparire un sentiment rialzista nell’aria, ma che va studiato più a fondo.

Innanzitutto, va specificato che su time frame daily siamo nel pieno di una rottura dei livelli che hanno fatto da resistenza nelle sessione del 4 e 10 dicembre, cosa che potrebbe lasciare ulteriore spazio per una salita nel breve periodo. Ci avviciniamo anche ad una fase dove il Volume Profile (VPVR) segnala un LVN, ossia una zona dove, da fine settembre ad oggi, ci sono stati pochi scambi e che dunque potrebbe essere facilmente attraversata dai prezzi.

Un altro dettaglio cruciale (e che pochi analisti stanno osservando) riguarda la divergenza tra prezzi di Bitcoin ed open interest, dal bottom del 21 novembre. Ora infatti le quotazioni sono di ben lunga maggiori rispetto a quanto toccato quel giorno, ma l’open interest è più basso, segno che l’ultima leg up è stata alimentata più da acquisti spot che da spinte sui derivati.

Bitcoin derivati
Bitcoin open interest funding rateFonte dati: https://legend.coinglass.com

Aggiungiamo anche che il funding rate è rimasto piuttosto piatto nell’ultimo periodo, dato che suggerisce un basso utilizzo della leva finanziaria ed un basso scostamento dei prezzi tra mercati spot e futures.

Gli short hanno accumulato parecchie posizioni short

Come abbiamo accennato nell’introduzione, uno degli elementi principali da valutare in questo momento su Bitcoin riguarda il posizionamento degli investitori, in particolare quelli che nell’ultimo periodo hanno costruito parecchi short intorno al prezzo attuale. 

Osservando infatti come la metrica Long/Short ratio, che valuta sostanzialmente il volume taker e l’aggressività dei movimenti degli operatori, e mettendola in relazione con l’andamento dell’open interest, capiamo chiaramente che dal 10 novembre in poi molti traders hanno scommesso su un ribasso della criptovaluta.

Ciò significa verosimilmente che in questo momento ci sono diverse posizioni short che limitano l’upside di Bitcoin e che potrebbero assorbire una prossima spinta da parte della domanda. Nelle ultime sessioni, correttamente a come avevamo previsto 5 giorni fa, c’è stato un miglioramento complessivo dell’outlook speculativo, con più long sul mercato ed un graduale esaurimento della pressione ribassista. Resta tuttavia ora la parte più difficile.

Bitcoin short
Long/Short ratio BitcoinFonte dati: https://legend.coinglass.com/

Vi facciamo notare anche come l’indicatore Coinbase Premium Index, di cui abbiamo parlato in più occasione nelle nostre analisi, sia ancora in territorio negativo, sintomo di una maggiore dipendenza dalle borse futures di Binance piuttosto che dagli afflussi statunitensi su Coinbase.

La partita si gioca qui: ecco i livelli di prezzo più importanti per Bitcoin

Dal 26 dicembre, data in cui sono andati in scadenza $23 miliardi di contratti, gli operatori hanno allentato la stretta su Bitcoin, lasciando più margine di manovra ai bulls. Tuttavia il regime di compressione di volatilità è ancora valido, e la gran trafila di posizioni short in gioco, di cui abbiamo accennato poco sopra, contribuisce a bloccare l’avanzata dei tori al rialzo.

Serve a questo punto un movimento direzionale che riesca a prendere di sorpresa gli shortisti e portare alla loro liquidazione, cosa che creerebbe i presupposti per uno short squeeze. Il primo livello da monitorare è quello dei $95.000, dove inizia ad aumentare la somma complessiva di contratti potenzialmente liquidabili, con $240 milioni sul piatto.

A seguire troviamo diverse altre zone molto calde, che vanno dai $95.800 fino ai $99.000, con capitali in gioco che complessivamente superano $1 miliardo di controvalore. A tal proposito, sarebbe ottimo per la price action recuperare i $99.000 e magari tentare lo strappo sopra i $100.000, quotazioni su cui la coorte degli short-term tornerebbe teoricamente in profitto.

Bitcoin mappa liquidazioni
Bitcoin mappa liquidazioniFonte dati: https://legend.coinglass.com

Un ritorno di Bitcoin sopra i $100.000, ed a seguire sopra i $104.000,  metterebbe in grave difficoltà gli short ed aprirebbe le porte verso un nuovo rally da bull market, ma serve un impulso netto per evitare l’ennesimo falso breakout. Restiamo in attesa di nuovi aggiornamenti dai mercati.

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