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Barclays compra una società crypto stablecoin. Banche spingono ancora nel settore

Barclays annuncia ingresso in Ubyx, dove trova già giganti del mondo crypto.

Il 2025 è stato il primo anno di avvicinamento tra mondo bancario e tecnologie stablecoin. Anche in Italia si sono mossi due importanti gruppi (UniCredit e Banca Sella), anche se probabilmente per l’ingresso in massa del comparto si dovrà aspettare il 2026. Un 2026 che si apre però già in modo interessante, con l’investimento di Barclays in Ubyx, società che si occupa di settlement in stablecoin. Una conferma dell’interesse da parte di un grande gruppo bancario, che è già in consorzio (anche con le due italiane di cui sopra) proprio per l’emissione di una stablecoin in Europa.

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Investimento importante di Barclays

È un investimento importante per almeno due motivi. Il primo è che a effettuarlo è un grande gruppo bancario di livello mondiale. È Barclays infatti a comprare una quota in Ubyx, società che si occupa di settlement di pagamenti tramite stablecoin, startup USA che entra così nell’orbita del banking che conta davvero.

In secondo luogo perché arriva, già in apertura di anno, la conferma di un interesse presente nel settore bancario per il comparto stablecoin. Questo nonostante i chiari di luna obbligati per il settore dopo una performance deludente da ottobre fino alla fine di dicembre.

Chi è Ubyx?

È una startup nata pochi mesi fa, che ha lanciato i propri servizi in luglio e che ha già visto la partecipazione a round di finanziamenti da parte di Coinbase Ventures, Galaxy, VanEck e anche Peter Thiel. Un gruppo dunque in grado di attirare già capitali dai top investitori del settore.

Ora al suo parterre di soci potrà aggiungere anche Barclays, sconfinando nel mondo della finanza tradizionale.

Stablecoin tecnologia cruciale per il mondo dei pagamenti

Il mondo stablecoin si conferma come il più attivo nel comparto crypto, con diverse iniziative che però non arrivano più da player crypto puri, ma piuttosto da operatori e aziende che arrivano dal settore della finanza tradizionale.

Un passaggio che segnala come queste tecnologie siano ormai di interesse generale, per un’integrazione che almeno al di fuori dell’Europa accelererà in modo significativo.

Vedremo poi come evolveranno certe questioni in Europa, dove in realtà il regolatore e anche la banca centrale stanno spingendo per l’euro digitale, soluzione che sarebbe almeno in un certo senso alternativa.

L’euro digitale però non potrà occuparsi in alcun modo di pagamenti per somme importanti: dagli accordi maturati in seno all’UE, le banche hanno già ottenuto delle importanti limitazioni.

Ricordiamo però ai nostri lettori che le stesse banche europee stanno spingendo, a diversi livelli, anche per l’integrazione di queste tecnologie. In diverse partecipano già a consorzi e/o hanno acquisito società del comparto, per quello che sarà una sorta di scontro epico tra due modi di intendere il futuro dei pagamenti.

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