Morgan Stanley ha inviato una richiesta di approvazione per un ETF su Ethereum, dopo aver inviato ieri quelle relative a Bitcoin e Solana. Si tratta di un ulteriore passo avanti di un gruppo che in realtà di ETF ne gestisce pochi e che ora vuole una fetta dell’enorme torta degli exchange traded funds che sono quotati negli States e che permettono esposizione verso il mondo crypto.
Come per gli altri due ETF inviati in approvazione ieri, ancora non sono note le commissioni e dunque quanto sarà competitivo il prodotto rispetto agli altri. Rimane però un ingranaggio interessante che Morgan Stanley potrebbe offrire ai suoi servizi di gestione e investimento del capitale, sottraendo così risorse agli altri ETF già quotati e che stanno incamerando delle commissioni molto importanti in questo senso.
Morgan Stanley alla riscossa
Morgan Stanley non è esattamente nota per la gestione diretta di ETF. Al momento, esclusi quelli crypto in approvazione, ne ha un gruppo davvero sparuto, spesso gestito in collaborazione con altre società. Le ultime tre richieste però sembrerebbero segnare una svolta. Anzi due.
La prima è relativa all’impegno del gruppo nel mondo crypto, che è evidentemente importante in termini di proporzioni e di attività. Il secondo è invece nella tipologia di strumenti: MS non è mai stata un gigante del settore dei prodotti di questo tipo.
La sensazione è che MS, dopo aver detto ai suoi promotori di iniziare a collocare anche gli ETF dei concorrenti diretti del gruppo, abbia incontrato delle buone risposte in termini di domanda. E che dunque abbia deciso di prendere la situazione in mano, anche per non perdersi le importanti commissioni che tali prodotti permettono di incamerare.
Probabilmente altri in arrivo?
Queste sono le voci, che però non possono essere confermate, almeno per il momento. È indubbio però che il gruppo nutra un certo livello di interesse anche per il mondo delle criptovalute alt, dato che ha già richiesto approvazione per un ETF su Solana, sotto-comparto nel quale per il momento non esistono ancora grossi player, se non Fidelity, che però sta subendo un po’ la concorrenza dei gestori crypto only come Bitwise.
Sarà dunque di nuovo un 2026 all’insegna degli ETF. Un 2026 che vedrà un maggiore ingresso da parte degli istituzionali nel comparto.
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