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USD1

Il crypto progetto della famiglia Trump vuole una licenza bancaria

WLFI spinge sul gas, nonostante le polemiche politiche che rischiano di far saltare il banco.

Mentre lo scontro politico sulle crypto continua negli USA, principalmente per il coinvolgimento del Presidente e della sua famiglia nel mercato crypto, non sembra che i diretti interessati ne siano granché preoccupati. Tant’è che ieri uno dei progetti più vicini alla famiglia Trump ha annunciato che la holding WLTC ha richiesto licenza bancaria di base, così come hanno fatto altri progetti crypto. La licenza servirà per la gestione diretta della stablecoin legata al progetto, USD1, anche questa fonte di polemiche importanti.

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Si tratta di un passaggio obbligato per una società, WLFI, che rappresenta un progetto crypto che vorrebbe operare in un paese, gli Stati Uniti, che stanno normando il settore a velocità importante – spingendo su una normazione che però cercherà di non soffocare il settore, almeno nelle intenzioni dell’attuale governo.

WLFI segue l’esempio di tanti del mondo crypto

In realtà sono in tanti ad aver seguito la stessa strada e anzi ad aver anticipato quanto sta cercando di fare WLFI tramite la holding che la controlla. C’è da prendere una licenza, che permetterà una maggiore libertà operativa all’interno di un contesto, quello USA, dove stablecoin e crypto si stanno integrando a buon ritmo con i mercati tradizionali.

Questa nostra richiesta indica un ulteriore passo avanti per l’ecosistema WLFI. USD1 è cresciuto più rapidamente di ogni altro stablecoin della storia nel primo anno di vita. Le istituzioni lo stanno già utilizzando per pagamenti oltre-confine e anche per altre operazioni. Una licenza nazionale ci permetterà di concentrare emissione, custodia e conversione in un full-stack interno a una società altamente regolamentata.

Questo è il commento di Zach Witkoff, che è leader del progetto (nonché figlio di uno degli “uomini di governo” di Trump).

USD1 al centro delle polemiche politiche

USD1, la stablecoin del progetto, è stata al centro di importanti polemiche politiche in quanto utilizzata per una transazione importante per volumi negli Emirati, che ha riguardato anche l’exchange Binance.

Una questione che ha innescato polemiche da parte della pasionaria anti-crypto Elizabeth Warren, senatrice che ha avanzato richieste di chiarimenti rimaste però lettera morta.

Con il Clarity Act che entra nel vivo, non sembra che la famiglia Trump voglia fare alcun passo indietro in termini di presenza nel settore. Una situazione che ha contribuito allo scontro tra repubblicani e democratici che sta purtroppo tenendo in sospeso l’avanzamento della legge di cui sopra.

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