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Ripple: licenza EMI anche nel Regno Unito. Via ai pagamenti “transatlantici”

Un altro successo per Ripple, che porta a casa un'importante licenza.

Mentre il Regno Unito cerca di darsi un nuovo assetto per quanto riguarda la regolamentazione delle criptovalute, arriva una nuova e importante licenza per Ripple, che potrà operare nel paese come intermediario per i pagamenti, utilizzando anche asset digitali. La notizia è stata data venerdì da Ripple stessa e conferma l’impegno del gruppo per espandere le proprie operazioni ovunque sia possibile, Europa compresa.

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Il 2026 per Ripple si apre come si era chiuso, ovvero con l’ottenimento di licenze e con l’espansione dei propri servizi. Ripple nel 2024 ha anche lanciato una stablecoin, RLUSD, che è già utilizzata negli USA all’interno dei servizi di Ripple Prime (ex Hidden Road, prime brokerage come servizi principali).

FCA approva Ripple come EMI

La licenza riguarda il riconoscimento di Ripple, in termini di società che gestisce il progetto e i servizi collegati, come Istituzione di Moneta Elettronica, cosa che permette al gruppo di offrire direttamente e indirettamente servizi di pagamento.

Con l’estensione del portafoglio di licenze e di soluzioni di pagamento otteniamo più che efficienza. Questo passaggio vuol dire sbloccare migliaia di miliardi in capitale dormiente e creare un mondo dove il denaro si sposta istantaneamente.

Questo è il commento del presidente di Ripple Monica Long, che lo ha affidato ad un comunicato ufficiale con il quale commenta l’ottenimento della licenza.

FCA propone nuovi requisiti per il 2027

Nel frattempo FCA, l’agenzia governativa UK che si occupa di regolamentare i mercati finanziari ha confermato che proporrà a breve nuovi standard e nuove procedure per gli exchange e per gli operatori del mondo crypto affinché abbiano licenza e dunque libertà di operare nel paese.

Gli standard saranno operativi a partire dal 2027, e punteranno ad offrire un framework legale chiaro, seguendo quanto fatto in Unione Europea con il MiCA e probabilmente allineando Londra a quanto verrà approvato negli Stati Uniti.

Data l’insistenza e la sopravvivenza delle infrastrutture crypto e degli asset digitali in senso stretto, è chiaro che anche le giurisdizioni che sono state maggiormente avverse a questo mercato finiranno per cercare di regolamentarlo, in un certo senso offrendo un quadro più chiaro e anche una resa. Se non li puoi battere, dicevano, alleati. Ed è quanto probabilmente accadrà anche nel Regno Unito.

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