Home / Tether congela 5 wallet e 182 milioni di USDT. Sono legati al Venezuela?

CONGELATI TETH

Tether congela 5 wallet e 182 milioni di USDT. Sono legati al Venezuela?

Tether congela USDT senza però offrire spiegazioni. Operazione dettata dagli USA?

Tether ha congelato 182 milioni di dollari circa in USDT, la stablecoin che emette e gestisce e che replica il prezzo del dollaro USA. Il congelamento è arrivato senza avvisi formali e senza comunicazioni alla stampa – anche se i rumors si concentrano sulla possibilità che si tratti di USDT in possesso di Maduro o della sua amministrazione. Per il momento però bocche cucite da Tether.

Qui hai con Bitget fino a 6.200$ di bonus – all’interno di un exchange di grande qualità e che offre anche accesso ai futures.

Non è la prima volta che Tether congela e dunque sequestra token USDT: è pienamente nelle capacità tecnologiche del sistema ed è avvenuto in passato sempre dietro obblighi imposti dalle autorità. Per il momento però – lo ribadiamo – mancano delle comunicazioni ufficiali di qualunque tipo.

Il sequestro arriva al culmine delle polemiche

Negli ultimi giorni si sono susseguite polemiche e indagini su diverse delle principali testate USA, riguardanti l’utilizzo ampio che si è fatto di Tether USDT da parte di Venezuela e Iran. Questioni che sono tornate di grande attualità proprio per l’evoluzione dei rapporti tra USA e questi due paesi.

Già in passato Tether era intervenuta, su spinta di OFAC, su wallet la cui proprietà era riconducibile a Maduro e ai suoi più stretti collaboratori.

Per il momento però non vi sono conferme sul fatto che i 5 indirizzi “congelati” – che sono tutti su rete Tron, siano riconducibili a entità vicine a Maduro e/o all’attuale governo del Venezuela.

Da indagini che stiamo continuando a condurre possiamo confermare comunque l’utilizzo di USDT da parte di entità vicine al Venezuela ancora oggi – anche e soprattutto allo scopo di aggirare sanzioni e/o di procedere con il ricevimento o l’invio di pagamenti senza passare dal sistema dollaro classico.

Non è chiaro per il momento se l’attuale amministrazione USA abbia interesse a limitare o a eliminare questo tipo di traffici e di pagamenti al di fuori del sistema.

Vicinanza tra amministrazione Trump e Tether

L’attuale amministrazione Trump è vicina a Tether – all’interno di un più ampio avvicinamento tra USA e principali player del settore stablecoin.

La neonata divisione USA di Tether fa affidamento su Bo Hines, ex membro della task force crypto del governo USA, che ha poi abbandonato l’impegno pubblico proprio per diventare l’uomo di punta delle attività di Tether negli States.

Seguiranno aggiornamenti non appena saranno rese pubbliche le motivazioni che hanno portato al congelamento delle somme.

Tether può farlo?

Tecnicamente (e anche legalmente) sì. Tether ha piena libertà di inserire in blacklist qualunque indirizzo, che da quel momento in poi non riuscirà più a spostare i suoi USDT. Un sequestro di fatto – che per Tether è necessario affinché possa rispondere alle richieste delle forze dell’ordine, tanto negli USA come altrove.

È uno dei motivi che rendono Tether – al contrario di quanto scrivono certi giornali – non così solido per utilizzi contra legem.

Iscriviti
Notificami
guest

0 Commenti
Più votati
Più nuovi Più vecchi
Inline Feedbacks
View all comments