Poche ore fa Vitalik Buterin, co-fondatore della blockchain di Ethereum, ha pubblicato un lungo post in cui analizza le sfide che il protocollo deve affrontare per il futuro, citando anche l’argomento tanto discusso del quantum computing. Secondo quanto riportato, la rete deve essere in grado di resistere ad attacchi esterni sempre più sofisticati e arrivare a essere crittograficamente sicura per i prossimi 100 anni.
Nel suo intervento, Vitalik amplia il discorso introducendo il concetto di test di walkaway, ossia una condizione secondo cui Ethereum debba poter continuare a funzionare e mantenere intatta la propria infrastruttura anche senza il bisogno di un continuo sviluppo esterno. In sostanza, si discute di ciò che alla rete oggi manca per potersi definire autosufficiente e capace di camminare da sola sulle sue gambe. Approfondiamo il discorso di seguito.
Vitalik ed il futuro di Ethereum: servono 7 punti fondamentali
Secondo l’idea di Vitalik, Ethereum deve migliorare in alcuni aspetti per essere abbastanza resiliente da mantenere intatta nel tempo la sua offerta di valore, più precisamente in 7 punti principali. Il concetto di base è che la rete è stata costruita con l’intento di ospitare applicazioni trustless tramite un’infrastruttura trust-minimized, e che dovrebbe poter continuare a operare anche nello scenario estremo in cui il supporto attivo della Foundation e della équipe degli sviluppatori venisse meno.
Il primo punto trattato riguarda la necessità di fissare un aggiornamento che renda Ethereum “quantum resistant”, cioè crittograficamente sicura e capace di resistere ad attacchi basati su quantum e brute-forcing. Questa è una condizione che riguarda in particolar modo i wallet ed i sistemi di firma, ad oggi estremamente sicuri ma verosimilmente vulnerabili in uno scenario di forte crescita per le capacità computazionali dei computer quantistici.
Gli altri 6 punti toccano invece diverse altre questioni, ossia più nello specifico:
- Scalabilità massiva, basata su ZK-EVM e PeerDAS. L’obiettivo è arrivare a processare migliaia di TP/S nel tempo.
- Modello di stato pensato per decenni, senza compromettere sincronizzazione, requisiti hardware e decentralizzazione.
- Account abstraction completa, indispensabile per una miriade di attività.
- Un sistema di gas sicuro, in grado di evitare attacchi DoS.
- Un modello economico PoS attraente, in grado di rimanere decentralizzato e basare il valore su ETH
- Un sistema di costruzione blocco resistente alla censura, anche ipotizzando scenari di repressione della libertà finanziaria e della libertà di espressione.
Ethereum necessita di un intervento per fixare il pericolo quantum
Ci soffermiamo sul tema del quantum computing perché è probabilmente quello che interessa di più a voi che ci leggete (anche se oggettivamente non il più importante, ndr.). Vitalik non prende sottogamba questo argomento, affermando che Ethereum deve arrivare ad una condizione in cui potrà affermare di essere sicura a livello di codice per altri 100 anni.
Per farlo serve pensare in modo lungimirante, anche lavorando su quei temi che oggi preoccupano più di quanto dovrebbero. La “minaccia” del quantum, per quanto possa sembrare così pericolosa, è in realtà, ad oggi, il risultato di un eccesso di sensazionalismo da parte di giornali e finti esperti. Qui il buon GG vi aveva spiegato qualche settimana alcune questioni lato computer quantistici e Bitcoin.
Detto ciò, se bisogna pensare al lungo periodo, è giusto che la Foundation di Ethereum dedichi più risorse del dovuto a questo argomento, visto e considerando anche il fatto che la rete mantiene una certa supremazia e rilevanza sul settore DeFi proprio perchè è considerata la più sicura di tutte le chain.
Arriveranno dunque nuovi EIP nei futuri aggiornamenti in cui verranno introdotti algoritmi di firma post-quantum o nuove versioni di wallet in grado di resistere a qualsiasi evenienza. Aggiungiamo che il “pericolo” dei computer quantistici, riguarda più ampiamente tutta l’infrastruttura su cui si basano i sistemi finanziari tradizionali, e che dunque è in un certo senso normale che la ricerca stia lavorando in questa direzione, con largo anticipo e con risultati già interessanti.
La proposta di valore di Ethereum
Chi vi scrive è più preoccupato, o meglio dire più interessato, del fatto che Ethereum dovrà riuscire ad ampliare enormemente la propria condizione di scalabilità e che parallelamente dovrà essere in grado di mantenere un’infrastruttura resistente alla censura. Non che questi siano punti su cui Ethereum è più carente, ma perché banalmente sono quelli dove si gioca la proposta di valore.
Il vero cuore della rete riguarda infatti la possibilità di offrire servizi finanziari per mercati on-chain e per applicazioni DeFi, riuscendo a soddisfare gli alti requisiti di scalabilità della comunità, senza sacrificare decentralizzazione e neutralità, che sono i valori più importanti.
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