Avete presente quella narrativa del sempre maggiore ingresso degli istituzionali nel mondo Bitcoin e crypto? Ora ci sono dei numeri molto chiari a supportarla. Sono stati diffusi da Bitwise in una sua recente ricerca e raccontano di un mondo degli investimenti in crypto che sta cambiando molto rapidamente. Una cosa che conferma anche quanto abbiamo visto ieri nel report di Wintermute. Sono questioni decisive per chi investe e non possiamo che invitarti a leggere fino in fondo questo report.
Numeri che sono probabilmente migliori delle aspettative più rosee dei permabull, quella particolare categoria di persone e di investitori che tende a vedere il bicchiere sempre mezzo pieno.
I dati preliminari
Prima di passare all’analisi delle (interessanti) risposte fornite dai promotori finanziari, è bene fissare il campione che è stato utilizzato da Bitwise.
- Tipologia
Per il 46% si tratta di promotori indipendenti, per il 25% invece di promotori che rappresentano broker e dealer in via indipendente, al 16% da partner finanziari e poi al 7% da rappresentanti delle wirehouse. Al 3% abbiamo gli altri e anche gli investitori strettamente istituzionali.

- Capitali in gestione
Un terzo ha meno di 100 milioni in gestione. C’è però una rappresentanza del 16% che ha in gestione più di 100 miliardi e dunque è a pieno diritto parte dei grandi e grandissimi investitori.
Il campione è dunque vario e rappresenta uno spaccato molto interessante della realtà finanziaria USA.
I dati veri
I dati sono molto interessanti perché coprono diversi aspetti, con domande che aiutano a effettuare una fotografia chiara di come stanno andando le cose.
- In quanti investono per conto dei clienti in crypto?
Il 32%, ovvero uno su tre. È un numero in forte crescita rispetto al 2024 (quando eravamo fermi al 22%) e che è quasi il triplo del 2023. La crescita è evidente ad avviso di chi vi scrive riconducibile in larga parte alla crescita del segmento ETF.
- Quanto investono?
In termini percentuali il 14% investe meno dell’1%, il 22% tra 1 e 2%, il 47% tra il 2% e il 5%, il 12% tra il 5% e il 10% il 3% più del 10% e meno del 20%, e soltanto il 2% più del 20%.
Si tratta di numeri che sono più o meno in linea con quanto consigliato da giganti come BlackRock ai propri clienti.
La rotazione
Forse però il dato più interessante è la provenienza dei fondi utilizzati per investire in crypto. Da dove arrivano? Sono frutto di cessione di altri asset? Oppure si tratta di capitale appena impiegato?
| Impiego precedente | Percentuale |
|---|---|
| Azioni | 43% |
| Cash | 35% |
| Materie prime (senza oro) | 8% |
| Obbligazioni | 6% |
| Oro | 3% |
| Altri e alternativi | 4% |
Perché questo singolo aspetto è così interessante? Perché in realtà ci racconta che tipo di atteggiamento hanno gli investitori nei confronti di Bitcoin come asset. È affine alle azioni, e dunque un investimento da considerare come rischioso, lungi dall’essere per ora un’alternativa alle riserve di valore – anche per combattere l’inflazione futura o il debasement come regime complessivo (ne abbiamo parlato ieri qui sul nostro Substack).
Le allocazioni per il 2026
C’è anche spazio per qualche anticipazione per il 2026. In quali tipi di asset pensano di investire i soggetti interrogati da Bitwise?
| Titolo | Voglio investirci |
|---|---|
| Azioni crypto | 26% |
| ETF Spot | 16% |
| Fondi diversificati su crypto | 14% |
| Covered call | 9% |
| DAT | 4% |
| Altre strategie crypto | 4% |
| ETF Futures | 3% |
| Fondi hedge | 3% |
Sarà dunque, come sospettavamo, un anno che vedrà al centro del palcoscenico le società quotate che operano nel settore crypto, con il 2025 che è stato forse soltanto un assaggio.
I temi più popolari
Il mercato è fatto anche di narrative. Quali sono quelle che attecchiscono di più tra gli investitori “normali”?
- Stablecoin e tokenizzazione: che interessano come tema primario il grosso degli investitori crypto, al 30%.
- Oro digitale e contro il debasement: “soltanto” il 22%, segnale che questo tema sta crescendo, ma non ancora abbastanza.
- AI + crypto: il 19%, anche se non è chiaro secondo quale immaginata intersezione. Si parla dei miner, ormai sempre di più società ibride che offrono anche elettricità e housing a macchine per i calcoli “AI”?
- Finanza decentralizzata al 17%, segno che c’è ancora spazio per crescere.
Molto indietro DePIN (8%) e altri settori (3%). Sei d’accordo con i risultati di questa ricerca? Vieni a dircelo nel nostro canale Telegram – così da rimanere sempre aggiornato sulla ultime notizie che arrivano dai mercati e soprattutto per entrare a far parte di una community di più di 11.000 appassionati come te.
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