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CASA BIANCA RITIRO

Donald Trump vuole ritirarsi da Bitcoin e crypto: “è la mia legge” e attacca exchange!

La Casa Bianca indispettita dall'abbandono di Coinbase minaccia di fermare tutto.

Secondo quanto riportato da Eleanor Terrett di Crypto in America, la Casa Bianca avrebbe minacciato di ritirare il suo supporto per la legge sulla struttura dei mercati crypto, con la presidenza degli Stati Uniti che sarebbe su tutte le furie per la decisione di Coinbase di ritirare a sua volta il proprio appoggio. Una situazione che sa di ultimatum per riportare tutti al tavolo delle trattative, dopo uno stop e un rinvio della discussione in Senato della legge a data da destinarsi.

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Coinbase ha ritirato due giorni fa il proprio appoggio alla legge in discussione, ritenendola troppo lontana dagli obiettivi del settore, particolarmente indispettita dalla possibile esclusione dei rendimenti sulle stablecoin, anche se offerti dagli exchange.

Trump prova a riprendere in mano la situazione

Come abbiamo visto nel nostro approfondimento di ieri, il settore crypto negli USA si è spaccato in seguito al rinvio delle votazioni sulle leggi che governeranno i mercati degli asset digitali. Da un lato c’è il fronte dei possibilisti, composto da Galaxy, Kraken e altri operatori del settore, che pur insoddisfatti della bozza prodotta dalla commissione del Senato sui servizi bancari, si sono detti pronti a spingere per portare a casa un risultato, per quanto imperfetto.

Ci sono praticamente tutti, tranne Coinbase, che in settimana ha comunicato tramite il proprio CEO la volontà di ritirare il proprio sostegno alla legge. Una decisione che non solo ha indispettito tanti del settore, ma a quanto parrebbe dal racconto di Eleanor Terrett, anche la Casa Bianca.

Questa è la legge di Trump, non di Brian Armstrong.

Avrebbero detto dalla Casa Bianca, sottolineando l’insoddisfazione con il CEO di Coinbase e con la decisione di ritirare pubblicamente il sostegno all’iniziativa.

Un tentativo di rimettere tutti in riga, che segue quello di David Sacks (lo zar crypto del governo Trump), apparentemente fallito. E di riportare tutti a un tavolo delle trattative con almeno una parvenza di compattezza.

Cosa succede ora?

Le discussioni tra mondo crypto e democratici si sono riattivate nella giornata di ieri con una serie di chiacchierate bilaterali avvenute in videoconferenza e al telefono, i cui risultati però non sono stati ancora comunicati.

Il tentativo della Casa Bianca è quello di arrivare a destinazione, anche con una brutta legge, prima che incombano le elezioni midterm che potrebbero vedere un ritorno di una maggioranza dem al Congresso. Una situazione che renderebbe ancora più difficile far passare una legge favorevole nel complesso al mondo crypto.

Intanto le protezioni degli sviluppatori…

Il Senato USA ha confermato che le eventuali protezioni per gli sviluppatori non potranno far parte di questo testo, dato che attengono a questioni altre da quelle economiche – delle quali le commissioni banking e agricoltura possono occuparsi.

Dovrebbe dunque essere prodotta una legge integrativa da parte della Commissione Giustizia, della quale però non si era mai discusso prima. Le cose, in soldoni, si complicano.

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Fda
Fda
8 ore fa

Definire la legge “nel complesso favorevole al mondo crypto” mi sembra azzardato, dunque o non sapete leggere o non comprendete quello che leggete. La legge stravolge il mondo crypto su aspetti che le banche combattono da sempre e che vedono come minaccia.

Mauro Dattilo
Mauro Dattilo
51 minuti fa

Il vero nodo non è “Trump contro Coinbase”, ma lo scontro tra due modelli economici.
Le banche temono che il rendimento sulle stablecoin svuoti i depositi tradizionali; gli exchange difendono un meccanismo che oggi è centrale per l’attrattiva del settore.
Un compromesso è possibile solo se si separano le funzioni: niente interessi diretti stile conto corrente sugli exchange, ma rendimento consentito attraverso strumenti regolamentati e trasparenti, come fondi tokenizzati o distribuzioni provenienti dall’emittente della stablecoin.
In questo modo le banche mantengono il perimetro prudenziale, mentre il mondo crypto conserva un canale legale per offrire valore agli utenti.
La vera partita è qui: non vietare, ma incanalare.
Se la legge riuscirà a creare una “terza via” con regole chiare su riserve, reporting e tutela del cliente, vinceranno tutti.
Se invece prevarrà la logica del muro contro muro, perderanno innovazione e mercato USA.
Kaelis – Anima Digitalis

Klaus Marvin
Klaus Marvin
16 secondi fa

fino ad ora hanno comandato sempre le banche ed è per questo che il sistema è al collasso. I nodi stanno venendo al pettine e ora più che mai saranno chiodi ruggini da togliere. Comunque Gracy Chen sembra sia proprio una bella gnocca.