Dopo il giuramento di Donald Trump e soprattutto dopo la sua introduzione, ad aprile 2025, dei dazi, in tanti si sono prodotti in previsioni che però, almeno per il momento, la realtà dei fatti si è preoccupata di smentire. In parte riguardano, tali previsioni, anche il mondo Bitcoin e crypto. Una situazione che davvero in pochi avrebbero potuto immaginare e che porta a riconsiderare anche il potere predittivo di tanti esperti.
Dal rendimento dei bond USA a quello dei mercati, dalle ansie che Trump e la sua oggettivamente eterodossa ciurma avrebbero dovuto causare ai mercati di breve periodo, ad un boom crypto che si è fermato con un urlo strozzato in gola.
Cosa NON è successo: una fiera dei nothingburger
I giornali devono fare click, gli analisti devono guadagnarsi le prime pagine, e spesso e volentieri si calca un po’ la mano con certe previsioni. Il grosso però di quelle che vi presenteremo nel corso di questo approfondimento avevano anche senso, se non fosse che poi i mercati hanno deciso di fare l’esatto contrario.
- I bond vigilante non hanno punito Trump
I bond vigilante sono delle figure mitologiche il cui compito sarebbe quello di emergere dalle nebbie per punire governi troppo spendaccioni, troppo aggressivi nella spesa pubblica, troppo instabili e inaffidabili.

Li avevamo intravisti ad aprile, dopo che Trump aveva annunciato a sorpresa dazi che poi ha rivisto in larga parte e che per la parte rimanente sono ora sotto la Spada di Damocle della Corte Suprema. Ad ogni modo il rendimento dei bond, tanto decennali quanto più a breve scadenza, è tornato nell’alveo della normalità.
- Inflazione: per ora i dazi impattano poco
Ok, è vero che non abbiamo dati molto affidabili, dato che durante lo shutdown ci sono state delle interpolazioni tutto fuorché corrette. Tuttavia da aprile a oggi sebbene ci sia stato un lieve rimbalzo dell’inflazione, non sembra che i dazi abbiano prodotto i danni alla stabilità dei prezzi che tutti si erano prefigurati.

Mistero della fede? Dati aggiustati? Cose che l’economia e gli economisti fanno ancora fatica a capire? Tra pochi mesi dovremmo avere una risposta più convincente.
- Disoccupazione: non è vero che…
Questa giocherà a sfavore di chi sogna tagli ai tassi che siano decisi, prolungati, che riportino il costo del denaro quasi a zero. Da quando la disoccupazione USA ha toccato il suo minimo ad aprile 2023, non ha iniziato a correre, ma a seguire un trend leggermente rialzista e comunque piuttosto laterale.

Quando si era tornati sopra al 4%, in tanti avevano scritto che il cambio di trend della disoccupazione, sia al rialzo che al ribasso, tende ad accelerare e può essere fermato solo dalla politica monetaria “inversa”. Anche questo non pare che sia accaduto.
- Restrittivo chi?
È vero che Fed ha ridotto sensibilmente il suo balance sheet. È anche vero che siamo stati in territorio restrittivo con i tassi, ma è altrettanto vero che la massa monetaria M2 ha ripreso a crescere a gennaio 2024 e da lì non si è più fermata.

Per quanto i tassi siano ancora, almeno a livello storico, elevati, di liquidità non è che ne manchi. E anche certi malumori su certi mercati sentinella/canarino sono prontamente rientrati. Anche in questo caso, un nothingburger.
- Bitcoin e crypto: niente volo
Come sono andati Bitcoin e crypto “grazie” all’elezione di Donald Trump, il primo presidente che ha fatto campagna a favore di questi asset? Insomma. Bitcoin viene da un anno non entusiasmante, nonostante siano arrivati consistenti investimenti da Wall Street. Il resto del settore ha fatto anche peggio.

Cosa succede? Il presidente “crypto” non funziona? In parte i suoi stessi affari nel comparto hanno ostacolato l’approvazione di leggi fondamentali, in parte è dipeso da una grande assenza di retail che sembrano ancora fare fatica a tornare sul mercato. In tanti dicevano che sarebbero serviti nuovi massimi. Per ora però non si sono dimostrati sufficienti.
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