La settimana si è aperta con una pessima performance tanto dei mercati azionari (nonostante il trading vero oggi sarà chiuso negli USA per il MLK Day) e come ci ha già raccontato una puntuale analisi di Alex Lavarello, i mercati crypto non hanno fatto molto meglio. Oltre però al gruppo di testa che perde tra il 2% e il 4%, c’è da leggere la situazione soprattutto nei bassifondi della capitalizzazione delle prime 100, con alcune pessime performance che sono in parte frutto di un atteggiamento risk off, in parte un segnale chiaro.
Tra i peggiori infatti troviamo Aster, Ondo, Sui e Aptos, cosa che segnala dei cambiamenti nel mercato crypto che puniscono progetti all’apparenza solidi più delle meme, che sono in genere, queste ultime, il termometro chiaro dell’appetito (in questo caso svanito) per il rischio.
Non solo meme: male Aster, Ondo, Sui
A pagare il prezzo più alto è Aster, il dex che è nell’orbita di Binance e che nonostante spinte più o meno limpide da parte del principale exchange per volumi sembra chiaro non possa competere con Hyperliquid. Un crollo verticale per oltre il 10% che segnala non solo uno scarico degli asset più rischiosi da parte dei trader, ma anche l’assenza di una domanda strutturale per l’asset.
Diverso il discorso invece per $SUI, che arriva da un buon momento in apertura di 2026, che l’ha trasformata in una candidata ideale per il profit taking in concomitanza di eventi geopolitici che hanno causato qualche preoccupazione ai mercati.
Per il resto – al netto di qualche perdita importante su altri layer 1 infrastrutturali, i mercati hanno consegnato alla storia una ritirata anche su Lighter (altra alternativa a Hyperliquid) e curiosamente su Ondo, probabilmente prezzando una maggiore concorrenza nel campo degli asset tokenizzati e – cosa più interessante – di maggiore difficoltà nel progredire con le leggi che dovrebbero normare anche quel mercato.
Un momento di correzione come tanti ne abbiamo già visti nel corso della breve ma intensa vita del mercato crypto e che vede però ben 14 asset tra i primi 100 per capitalizzazione perdere oltre il 10% nelle ultime 24 ore.
Brutta correzione, che però per il momento non cambia granché sul medio e lungo periodo
Lo scarico è avvenuto su asset che difficilmente iscriveremmo nel gruppo dei solidi e dunque, almeno per il momento, ad avviso di chi vi sta scrivendo non cambia granché il panorama del mercato crypto.
La chiusura forzata oggi delle borse USA per il Martin Luther King Day renderà più difficile capire che tipo di conclusioni vorranno trarre le piazze. Rimane la necessità di prestare la massima attenzione e – mentre si svilupperà l’ennesimo attrito tra USA e UE, evitare esposizioni troppo avventurose e con leva eccessiva. Per il resto, non posso che rimandarvi all’ottima analisi di Alex Lavarello qui.
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quello che ha detto Trump lo sta mantenendo e lo dimostrano i fatti. Vuol fare ritornare gli Stati Uniti il più forte stato al mondo e se questo succederà sarà un bene anche per noi ma in un Europa debole e inesperta dove la classica mano destra non sa cosa sta facendo la mano sinistra non capiscono che dovrebbero agevolare Trump invece di criticare le sue mosse. Io penso che alla fine le cose andranno come devono andare e nel frattempo bisogna posizionarsi con gli investimenti che ne trarranno giovamento.