Il titolo è di quelli forti, ma non ci siamo arrivati senza riflettere. Così come ad aprile 2025 (in occasione dell’avvio dei dazi degli USA ai danni di tutti o quasi gli altri paesi), anche questa volta le prime pagine nazionali e internazionali sono piene di wishful thinking spacciato per analisi. Complicato? Ti prego di seguirci per qualche minuto, perché la questione è di quelle importanti. Tutti o quasi stanno scrivendo di vendite pesanti del debito pubblico USA, che secondo loro dovrebbe riportare Trump e il suo governo a più miti consigli. La cosa è importante per tutta una serie di motivi.
È importante, ci dicevamo, per due motivi: il primo è che è una cosa grave e seria, ma non raccontata in modo serio. Il secondo motivo è che in realtà leggendo i giornali e dando loro retta, avresti probabilmente già perso un mucchio di soldi.
L’angolo del wishful thinking
Le analisi sono una cosa, il wishful thinking un’altra. Ci spieghiamo molto brevemente: un conto è raccontare il mondo come lo vorremmo, un altro è trasformare il nostro desiderio di un mondo (migliore? Parliamone) in un’analisi di quello che avverrà. Sui bond USA e sulle presunte vendite è accaduto proprio questo.
- Europei indispettiti
La questione Groenlandia, ma anche certe uscite infelici (e umilianti) del governo Trump sugli europei hanno rinfocolato un sentimento sopito, ovvero un certo orgoglio di essere europei e un certo desiderio di non essere umiliati. La cosa ha preso diverse forme (a partire dal boicottaggio presunto di prodotti USA in Danimarca), e anche diverse strade… mediatiche.
- Nessun dato
I dati sulla detenzione di debito pubblico USA da parte di entità straniere vengono comunicati con un certo ritardo. Ad oggi abbiamo quelli di novembre, e forse a marzo avremo quelli di gennaio per fare i conti. Per ora l’unico metro che abbiamo a disposizione per valutare lo stato del mercato dei bond USA è quello del rendimento. Quando ci sono scossoni o vendite importanti, il rendimento sul mercato secondario si alza sensibilmente. La cosa non solo non è avvenuta in proporzioni apprezzabili, ma per quel poco di rialzo, è già ampiamente rientrata. Nel momento in cui scriviamo, i rendimenti al 4,25% per i bond decennali sul secondario sono tutto fuorché un livello di allarme.

Imparare il contesto squallido che ritagliano certi giornali
Ha fatto il giro del mondo la notizia di un fondo pensione danese che ha annunciato di voler vendere da qui a fine mese tutti i bond USA che detiene. Avete letto questa notizia nella forma seguente:
Fondo pensione [insegnanti] danese venderà bond USA.
Il che è vero, ma elimina tutto il contesto utile a capire davvero la portata della notizia. Dato che magis amica veritas è uno dei motti sottintesi di questa testata, ve lo aggiungiamo noi il contesto:
- Il fondo in questione ha solo 100M di dollari in bond USA;
- Il fondo in questione ha già preso in passato scelte “attiviste”;
A partire, quest’ultimo aspetto, dalla sottoscrizione di una lettera contro Musk da azionisti Tesla ma con un numero molto esiguo di titoli.
Lasciamo ai nostri lettori determinare se sia corretto o meno fare delle scelte da attivista, tra le altre cose con denari che i contribuenti danesi devono e non scelgono di versare.
Il dato oggettivo che non possiamo mancare di riportarvi riguarda il nothingburger, l’assenza di rilevanza di questa notizia: sono quattro soldi – in senso anche non metaforico – e dato l’estremismo politico con il quale viene condotto un fondo che dovrebbe pensare a far fare soldi ai contribuenti, la decisione non verrà presa come faro da nessun altro fondo, se non da chi è mosso dagli stessi… motivi.

Non leggere nulla
Ci scuseranno i proverbiali quattro lettori di Criptovaluta.it® se chiuderemo in modo così netto. Il punto è che di segnale ce n’è davvero poco su una stampa mainstream che non ha più alcun interesse (o forse alcuna capacità?) di raccontare ciò che succede.
Se la realtà viene sostituita dai sogni, o peggio ancora da letture esclusivamente politiche, dato che da queste informazioni potreste prendere decisioni ERRATE di investimento, meglio non leggere nulla. Se non questa testata 😉
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