Anche Tether – come annunciato nel 2025 – avrà una sua stablecoin in regola con quanto prevedono le nuove normative USA in merito alle stablecoin. Si chiamerà USA₮ e sarà destinata esclusivamente al mercato degli Stati Uniti, permettendo così a USDT di mantenere la composizione di riserve attuale. Secondo quanto riportato dalla stessa Tether, il token stable sarà disponibile in fase di lancio su Bybit, CDC, Kraken, OKX e anche Moonpay.
Si tratta dunque di una mossa per rimanere su un mercato americano che sarà restrittivo delle libertà di riserva delle quali oggi il grosso delle stablecoin ha goduto, motivo per il quale è sorta la necessità di realizzare una nuova stablecoin. A guidare le operazioni ci sarà Bo Hines, un tempo nella squadra di Donald Trump che si occupava di crypto e – dall’annuncio di USA₮ – è in forza appunto alla divisione statunitense di Tether.
Come funzionerà USA₮?
Si tratta di una stablecoin concepita per operare negli States, in base alle nuove regole che sono state imposte dal Genius Act. Regole che prevedono riserve che devono essere al 100% in bond, repo o cash. USDC, il principale rivale di Tether, opera già con riserve compliant (pur con un accordo particolare per il MiCA europeo), mentre Tether ha deciso di separare l’attività principale, che è quella di USDT, da quella del token che offrirà sulle piazze americane.
Saranno diversi gli exchange che la supporteranno in fase di lancio, come Bybit nella versione global, OKX e anche Kraken (anche qui, sospettiamo nella versione internazionale e/o americana, dato che USA₮ non è MiCA compliant).
Le riserve di Tether USDT
Una breve spiegazione sulla composizione delle riserve di USDT dovrebbe aiutare a comprendere la necessità per Tether di lanciare un token specifico per gli States. Secondo la documentazione ufficiale pubblicata dalla stessa Tether, attualmente Tether ha riserve per 181 miliardi di dollari, a fronte di 174 miliardi di circolante.
Di queste:
- Il 77,23% è in bond e titoli cash equivalent (che sono in linea con quanto previsto dalla normativa USA)
- Lo 0,01% in corporate bond (non compliant con normativa USA)
- 7,13% in metalli preziosi, dei quali il grosso dovrebbe essere in oro (non compliant con nuova normativa USA)
- 5,44% in Bitcoin (non compliant con normativa USA)
- 2,14% in altri investimenti (non compliant con normativa USA)
- 8,06% in prestiti con collaterale (non compliant con normativa USA)
Una gestione elastica, che viene controbilanciata da riserve in eccesso a fare da cuscinetto, che però non è in linea con quanto previsto dalle nuove leggi USA.
Tether USDT non è compliant neanche in Europa – secondo quanto previsto dal MiCA – e per ora non sembrerebbe che il gruppo sia in procinto di emettere una stablecoin legata al dollaro o all’euro come ha annunciato oggi per gli States.
Normative disallineate
Rimane, su questo ultimo punto, il tema delle normative disallineate. Genius Act e MiCA impongono obblighi diversi che non possono essere simultaneamente rispettati dalla stessa stablecoin, che in assenza di accordi particolari si trova costretta ad essere in linea o con ciò che dice Washington, o con ciò che dice Bruxelles.
USDC è esente da questo meccanismo, in quanto ha ottenuto un accordo particolare in Europa, tramite trasferimento e ribilanciamento delle riserve. Un accordo che è stato fonte di polemiche, che sono arrivati anche dai piani alti di BCE.
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