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UFFICIALE: NO TAGLI. Si apre la GUERRA tra Jerome Powell e la Casa Bianca [LIVE]

Jerome Powell decide per il no ai tagli - e per lo scontro

Come prevedibile, il FOMC di Federal Reserve ha lasciato i tassi invariati negli Stati Uniti, a 350-375 punti base come riferimento. La decisione era stata ampiamente anticipata da analisti e mercati, che prezzavano con un misero 2,8% la possibilità che Jerome Powell e gli altri 11 del FOMC optassero per un ulteriore taglio, dopo quello di dicembre. La conferenza stampa di Jerome Powell (che seguiremo live su YouTube), sarà decisiva per comprendere quale direzione prenderanno i mercati, in una giornata che attende anche le trimestrali di Microsoft, Tesla e Meta poco dopo il discorso di JPow.

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Come prevedibile Stephen Miran, l’uomo di Trump nel board di Federal Reserve, ha votato contro il “no ai tagli”. Qualcosa di aspettato e che non cambia per ora gli equilibri in gioco. Meno prevedibile il voto di Waller a favore di tagli di 25 punti base. Gli altri 10 voti concordi invece sul mantenere i tassi invariati.

Niente di fatto, ma di dossier aperti ne rimangono tanti

Con ogni probabilità si tornerà alla fase in cui da Fed cantano quasi tutti lo stesso coro, fatta eccezione per la fronda pro Trump – che di una politica monetaria più tranquilla e assennata non vuole neanche sentirne parlare. Ovvero a un equilibrio tra rischio disoccupazione e rischio inflazione che costringerà – questo confermerà Jerome Powell in conferenza stampa – ad aspettare di volta in volta i dati per decidere.

La nostra live sulla conferenza stampa di Jerome Powell

Rimangono però aperte diverse questioni che potranno fare la differenza soprattutto quando a maggio Powell sarà costretto – per fine mandato – ad abbandonare la sua posizione di Presidente di Federal Reserve.

  • L’indagine ancora in corso

C’è un’indagine ancora in corso su Jerome Powell, riguardo la nota ristrutturazione di alcuni degli edifici di Fed. JPow ha dichiarato che l’indagine stessa è un attacco all’indipendenza di Federal Reserve e questo potrebbe dare il via a una serie di ripicche – anche subconscie – che complicano il quadro dei tagli da qui a maggio.

  • L’incombente

È Rick Rieder, che tutti definiscono una colomba che ragiona. Ovvero un potenziale presidente di Federal Reserve che ha atteggiamenti pro-tagli, ma senza essere uno yes man di Donald Trump.

Ha delle teorie piuttosto originali sull’inflazione: secondo Rieder infatti l’economia USA sarebbe in larga parte non così sensibile ai tassi, e dunque la decisione di tenerli bassi è un favore al mercato immobiliare che finisce per abbassare l’inflazione in quanto abbassa il costo delle case (e degli affitti). Da maggio potremmo avere dunque un presidente di Federal Reserve molto più propenso a ragionare lateralmente, e dunque meno attaccato a dati sull’inflazione che per ora sono molto lontani dal target del 2%.

Meeting analisi
In verde le rispettive possibilità di “almeno un taglio”, da qui a settembre, meeting per meeting

Ora palla a Jerome Powell

Jerome Powell parlerà alle 20:30 – e lo seguiremo in diretta qui sul nostro Canale YouTube. Ti aspettiamo per discutere in diretta ogni parola di Powell durante una conferenza stampa che potrebbe essere davvero decisiva per i mercati.

Mercati che in attesa del dato sull’inflazione si sono dimostrati però piuttosto gagliardi, con S&P 500 che ha fissato un nuovo record e con il mondo crypto e Bitcoin che ha tutto sommato tenuto botta.

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