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CROLLO LETTURA

Bitcoin, oro, azioni: è tutto FINITO? Il CROLLO distorce la realtà oppure è ora di uscire?

I momenti di grande confusione finiscono per far perdere lucidità. Tre punti per iniziare a ragionare di nuovo.

Tutti gli operatori di mercato, dai trader più evoluti a chi investe poche decine di euro, tendono a elaborare teorie di medio e lungo periodo prendendo come campione solo gli avvenimenti degli ultimi giorni, o, nei casi migliori, delle ultime settimane. È una tendenza molto umana, che però non aiuta sempre chi vuole posizionarsi correttamente sul mercato. In piena controtendenza, proveremo a offrirti uno sguardo di respiro più ampio sulle condizioni attuali del mercato e sul perché certe reazioni sono state probabilmente eccessive.

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È bear market? Non è bear market? Siamo in una fase discendente? Sono discorsi che lasciano un po’ il tempo che trovano, senza fare un assessment più ampio di ciò che sta avvenendo non solo sui mercati crypto e Bitcoin, ma anche su quelli tradizionali.

Grande volatilità, anche dove meno te la aspetti

L’oro è il safe haven, il porto sicuro per chi vuole investire senza troppe preoccupazioni. È generalmente vero, salvo quando capitano delle settimane come quella che si è appena conclusa, che ha visto grandi movimenti di capitale a leva, che ne hanno spinto il valore su, prima della tragica sessione di venerdì.

Non è però il prezzo a dovervi interessare, ma piuttosto il messaggio che i mercati hanno mandato: grandi movimenti, book poco profondi, utilizzo della leva importante e probabilmente anche l’arrivo di un’onda tardiva di retail.

Sono segnali che attengono più alla struttura dei mercati che alla qualità dell’asset. Nessuno contesterebbe all’oro di non essere un eccellente asset da inserire in portafoglio (con percentuali da valutare). Ciò che è successo è più un problema di quanto fragili siano certi mercati (in particolare quello dei derivati). L’intervento, ennesimo, del CME sui margini massimi.

Il punto su cui ragionare è questo: è l’oro a valere improvvisamente di meno – o è stato un effetto a cascata di mercati che si sono scassati sul piano organizzativo e strutturale? Probabilmente la seconda.

Bitcoin e crypto: non tutto è uguale

Su queste pagine – e in particolare su quelle della mailing list del nostro direttore Alessio Ippolito – da tempo si discute su un fatto che i più tendono a voler ignorare. Il mercato Bitcoin e crypto è cambiato radicalmente negli ultimi due anni. Sono entrate categorie di investitori che mai vi avevano messo piede, sono state fatte delle scelte (questo sì, questo no) che hanno per sempre separato gli asset da investimento da scommesse… per pochi.

Cosa vogliamo dirti con questo? Che quanto avvenuto sabato è l’ennesimo campanello d’allarme, l’ennesima richiesta del tuo portafoglio di essere modificato verso asset che siano più ragionevoli. È vero che possono avere dei movimenti bruschi, ma il primo punto tra 2025 e 2026 da affrontare dovrebbe essere quello di non trovarsi in un nuovo 10 ottobre. Ovvero con taluni asset crypto che mancando una struttura solida di mercato, vanno a zero, anche se per pochi secondi.

Grande è la confusione sotto il cielo

Siamo davanti a cambiamenti importanti sia a livello geopolitico, sia a livello finanziario ed economico. Il 2025 è stato il primo anno della presidenza Trump, che sta cercando di imporre dei cambiamenti molto più strutturali di quanto sembrino dalle sue sparate in TV.

Da una possibile alleanza tra Fed e Tesoro (vedi nomina di Warsh) passando per il commercio internazionale e le sue alleanze.

Dato il caos, trovarci poco sotto gli 80.000$ con Bitcoin è forse un quadro meno fosco di quanto potrebbe apparire.

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