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Bitcoin Crollo Wall Street

Petrolio sopra i 75$, crollo azioni UE e USA. Bitcoin, crypto e bond puniti. Cosa succede ora?

Tensioni e bombe nel Golfo spingono il crollo di Wall Street e calo crypto. Sale sopra i 75$ il petrolio mentre i titoli di Stato subiscono forti vendite.
Bitcoin Crollo Wall Street

La calma apparente che si stava respirando sui mercati finanziari viene rotta questa mattina, con ribassi diffusi sui mercati azionari. Le crypto sono in calo, ma con movimenti ancora contenuti, con Bitcoin a -2,65% ed Ethereum a -3,30%. Le altcoin in ordine sparso sono in calo, ma alcune ancora in verde come Near Protocol che segna un +3,75% e da inizio marzo un rally del 20%.

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Futures USA in forte ribasso crypto in ordine sparso

La giornata, nelle ultime 24 ore per il mondo crypto, è stata di forti movimenti in entrambi i versi. Dalle prime ore di ieri si è registrata una fase di discesa, seguita poi da un rimbalzo nella prima mattinata, con numerosi segni positivi in chiusura di giornata.

Tra i migliori spicca Near Protocol, che nelle ultime 24 ore segna ancora un +14%, seguito da Morpho con un +7%, così come Chiliz, che da tempo non si vedeva tra i token in positivo.

Crypto sulle montagne russe

In allegato riportiamo l’andamento della Top 20 per market cap su grafico orario, facendo riferimento ai movimenti dalla mezzanotte di oggi. Qui si può osservare la forte fase di contrazione che stanno subendo, con ribassi più marcati per Zcash, Cardano, Dogecoin ed Ethereum. In verde restano soltanto Unus Sed Leo e Cronos.

Crypto Top 20

Attesa per l’apertura dei mercati spot a Wall Street

Questa mattina spiccano anche i ribassi dei futures americani, con l’S&P 500 , al momento di questa stesura che segna -1,45% e il Dow Jones con -1,40%, mentre il Nasdaq registra un calo maggiore, con un -1,90%.

S&P 500 - Nasdq - Dow Jones
S&P 500 – Nasdaq – Dow Jones

Crollo per l’Europa, con l’EuroStoxx a -2,65% e il DAX a -3%. Nel quadro dei cali dei prezzi si inserisce anche l’oro con un -0,55% a 5.276$ l’oncia. I ribassi avvengono dopo nuove tensioni nel Golfo Persico, con il petrolio sta registrando un rimbalzo del +4,87%.

L’attenzione ora è rivolta a Wall Street alle ore 15:30 italiana, quando aprirà il cash sugli indici azionari. Il rischio è che la tenuta del supporto a 6.780 punti di S&P 500 venga meno e ci sia un’accelerazione ribassista. Dal punto di vista grafico si può notare come anche Nasdaq e Dow Jones siano nella medesima situazione con test dei supporti.

Petrolio a contatto con la resistenza dei 75$

In allegato potete vedere il grafico dell’andamento del future sul petrolio (CL1) Proprio questa mattina, nell’articolo: Su Bitcoin e crypto rischio molto alto. Wall Street in rosso, petrolio preoccupa tutti [Analisi] avevamo scritto di prestare attenzione quando quotava ancora 72$, in particolare alla resistenza in area 75$.

Future Petrolio - 3 marzo 2026
Future Petrolio – 3 marzo 2026

Un breakout di quest’area potrebbe acuire le tensioni sui mercati finanziari globali, con un effetto a catena che ormai, come fil rouge, coinvolge automaticamente anche le criptovalute.

Allo stato attuale il petrolio è in rialzo su base giornaliera del +5,5% e si trova a contatto con l’area di resistenza, come si può notare nella sezione destra del grafico daily. Si osserva inoltre chiaramente un gap aperto rispetto all’apertura di ieri mattina e, da un punto di vista tecnico, spesso i gap sono destinati a essere chiusi nel tempo, ma probabilmente non si tratterà di una dinamica di breve periodo.

Crolli tra i Titoli di Stato, ulteriore segnale di tensione

Facendo un salto fuori dal mondo crypto e da Bitcoin, vi riportiamo un altro dato che può essere indicativo di un sell-off generalizzato. Ecco l’andamento dei titoli di Stato europei, un mercato che muove comunque centinaia di miliardi.

In allegato trovate l’andamento dei future sul BTP, sull’OAT francese e sul Bund tedesco. Su base settimanale il BTP registra un -1,40%, l’OAT un -1,30% e il Bund un -1,07%. Nel grafico è riportata una panoramica del loro andamento degli ultimi 12 mesi.

Pressioni su inflazione e tassi e impatto sulle crypto

Anche la discesa congiunta di azionari e obbligazionari rappresenta un segnale delle crescenti tensioni che si respirano sui mercati. Questa tensione è legata alle preoccupazioni per un aumento dei prezzi del petrolio, a un possibile rialzo dell’inflazione e al progressivo ridursi della probabilità di tagli dei tassi di interesse, fattori che a loro volta andranno a influenzare anche il comparto crypto.

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