Arriva una convincente analisi di Wintermute sul comportamento degli investitori retail, i grandi assenti da inizio 2025 a questa parte e forse principali responsabili dell’andamento fiacco degli ultimi mesi per il mondo crypto. Da inizio 2025 si sarebbe infatti rotta una correlazione importante tra azioni e crypto, almeno negli atteggiamenti e nelle scelte di allocazione.
Mentre per anni le due categorie di asset sono state viste come parallele dagli investitori retail, da qualche mese a questa parte invece sarebbero state considerate come l’una in sostituzione dell’altra. E, a guardare gli andamenti delle borse nel corso degli ultimi mesi, i retail avrebbero certamente preferito l’azionario al mondo crypto che un tempo animavano con una certa convinzione. Chissà se la corsa degli ultimi giorni sia imputabile all’ennesima inversione.
L’analisi di Wintermute
L’analisi di Wintermute è di quelle da leggere in dettaglio – puoi trovarla qui – perché affronta uno dei temi più importanti degli ultimi mesi: che fine hanno fatto i retail?
Prima prova fornita da Wintermute: dal 2025 sembrerebbe essersi rotta una correlazione che – pur con alti e bassi – è stata sempre centrale.

Se prima quando i retail compravano azioni compravano anche crypto – e viceversa, ora quella correlazione sembrerebbe essere diventata di segno inverso. Il grafico riportato da Wintermute mostra il livello di attività nelle azioni – in nero – e il market cap delle altcoin, che viene ritenuto uno dei metri più affidabili dell’attività degli investitori retail.

Interessante anche il grafico dei flow, che conferma l’intuizione di Wintermute: i retail hanno fondamentalmente dirottato i capitali che avevano piazzato sulle crypto verso il mondo delle azioni, più generoso in termini di ritorni, amplificando in realtà il movimento che li aveva portati a spostarsi.
Le crypto? Vendono volatilità

C’è un altro spunto molto interessante del quale discutiamo da tempo sul nostro canale VIP. Le crypto vendono all’investitore non ritorni, ma volatilità. Ed è questo il motivo principale per il quale i retail investono in questo mercato.
Dato che la volatilità è stata in grande contrazione negli ultimi mesi, può essere questa una delle cause della fuga di retail, che dovranno tornare a vedere movimenti rapidi e estremi prima di riaffacciarsi verso il mondo crypto. Una posizione credibile, quella di Wintermute, che viene appunto accompagnata dal grafico che alleghiamo.

La volatilità di Bitcoin e del mondo crypto è stata oggetto di una compressione strutturale che secondo Wintermute sarà duratura, anche a causa della normalizzazione e maturazione del mercato.

La presenza di DAT e ETF ha compresso, dice sempre Wintermute, gli spike di volatilità che avevano definito i cicli precedenti.
La cosa è anche visibile da un grafico del nostro giornale, che mostra come Bitcoin sia tra le altre cose sempre dotato di fat tail interessanti, ma con movimenti daily meno estremi rispetto a ciò che accadeva prima dell’11 gennaio 2024, la data di esordio sulle borse USA degli ETF.
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