Dicevano che la blockchain di Solana è solo memecoin e speculazione, destinata a ricoprire un ruolo marginale nella finanza che conta davvero e relegata all’interno del terreno di caccia dei degen. Eppure, stando ai dati pubblicati da Grayscale, pare che abbia trovato un’altra nicchia in cui eccelle: quella delle stablecoin, più precisamente dei flussi di pagamento on-chain.
Nel solo mese di febbraio Solana ha ospitato trasferimenti stable per $650 miliardi, raddoppiando il suo precedente record mensile e distanziandosi da tutte le altre chain rivali che nello stesso periodo hanno registrato scambi meno consistenti. Il dato ci interessa per svariati motivi, ma il più importante è che evidenzia come utenti e istituzioni siano interessati a muovere grandi flussi economici reali all’interno dell’infrastruttura, grazie ai vantaggi in termini di costi e scalabilità.
Solana: ottimo mese con le stablecoin, record di volumi
Febbraio si è chiuso con un risultato pazzesco per Solana: $650 miliardi di volumi di trasferimento in stablecoin, il doppio rispetto a quanto realizzato ad ottobre 2025, mese del precedente record. Ad affermarlo non siamo della redazione, ma Zach Pandl di Grayscale, che in una nota pubblicata ieri dalla società ha condiviso un interessante grafico con i dati aggregati dei trasferimenti.
Solana supera così per la prima volta le altre reti come Ethereum e Tron, che ad oggi detengono la quota maggiore della supply di stablecoin ma che allo stesso tempo non sembrano essere utilizzate così freneticamente per i pagamenti on-chain. Da un’altra prospettiva, vediamo comunque come il volume complessivo tra tutte le chain sia in crescita mese dopo mese, a dimostrazione della grande adozione mainstream attorno a questi prodotti.

Per tutti gli holders di $SOL questo è un ottimo dato, perché offre un nuovo driver speculativo su cui scommettere per il futuro ed offre un nuovo palcoscenico più nobile rispetto alla giungla delle memecoin, dove l’ecosistema aveva puntato tutto negli ultimi anni.
Più nello specifico, potremmo trovarci di fronte a una trasformazione: da hub di trading adibito per rugpull e massima speculazione ad infrastruttura dove far girare grandi movimenti di capitale. Detto ciò, non sappiamo chiaramente quanti dei $650 miliardi di scambi registrati nell’ultimo mese siano deliberati e quanti frutto di attività di wash, ma il quadro generale resta indicativamente valido.
In aumento anche la supply di stablecoin su Solana
Parallelamente ai volumi di pagamento, sta crescendo (seppur in misura meno esplosiva) anche la quantità di stablecoin presenti sulla chain Solana. Rispetto allo scorso anno, ora vediamo oltre $4 miliardi di asset in più, di cui la maggior parte distribuita tra USDT ed USDC, con un totale che arriva a circa $16 miliardi secondo i dati Blockworks.
In realtà l’offerta di stablecoin sulla rete riguarda anche decine di monete minori, tra cui USDG, USD1, PYUSD, BUIDL, USX, YLDS, USDY, CASH e diverse altre sotto i $100 milioni di capitalizzazione. L’ecosistema si sta arricchendo in modo evidente nell’ultimo periodo, offrendo anche tante opportunità di yield per gli utenti DeFi.

Sempre in relazione all’adozione on-chain su Solana, PandI di Grayscale ha ricordato che la catena si trova in testa alle classifiche web3, per parametri come utenti attivi, volume delle transazioni e commissioni generate, cosa che conferma ancor di più la tesi secondo cui si sta evolvendo verso una dimensione più strutturata, fatta di casi d’uso reali oltre che di speculazione.
Le memecoin non scompaiono
In tutto ciò, dobbiamo comunque ricordare che le memecoin restano una componente centrale dell’ecosistema Solana. Nonostante la crescita dei pagamenti in stablecoin e dei casi d’uso più articolati, buona parte dell’attività on-chain continua infatti a essere alimentata proprio dal trading selvaggio di questi asset altamente speculativi.
Basta guardare la distribuzione dei volumi settimanali attorno ai vari DEX per notare come PumpSwap, AMM di PumpFun, vanti ancora la quota maggioritaria dei volumi DEX. Il numero di traders attivi su questo tipo di piattaforme è in forte calo dal momento di massima hype di dicembre 2024, ma gli scambi restano complessivamente robusti (anche qui non sappiamo quanti siano frutto di wash).

$SOL: flussi positivi per il token dell’ecosistema Solana
Spostandoci ora invece più verticalmente sul token $SOL ed analizzando il suo outlook di mercato, possiamo intravedere che è in atto un tentativo solido di recupero dopo il calo delle ultime settimane. Diversi dati indicano una possibile accumulazione in corso, con gli holders che stanno incrementando le proprie posizioni ed i flussi ETF che, seppur minuti, indicano una tendenza all’acquisto nei contesti istituzionali.
Interessante guardare anche come, da febbraio in poi, i volumi di trasferimento di $SOL siano cresciuti in modo sostenuto, raggiungendo valori che non venivano toccati da inizio 2025, durante il boom dell’interesse per la chain Solana grazie al lancio delle memecoin di Trump. Questa metrica evidenzia come sia in atto un movimento serrato di monete, probabilmente con tanto valore che passa dalle mani deboli a quelle forti, proprio in concomitanza del bottom locale.

Anche i dati on-chain dei profitti/perdite realizzati/non realizzati sono incoraggianti: dopo l’ultima capitolazione, il mercato sembra aver assorbito gran parte della pressione di vendita, lasciando spazio ad una fase di riassestamento e possibile ripartenza al rialzo.
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