L’ecosistema Hyperliquid non smette mai di stupire con nuove iniziative all’avanguardia, sia sviluppate dal core team sia lanciate da sviluppatori esterni che sfruttano l’infrastruttura del DEX per costruire nuovi servizi e applicazioni. L’ultima novità arriva da Propr, una piattaforma che punta a portare il modello delle prop firm direttamente on-chain, permettendo ai trader di accedere a capitali per fare trading sui perps.
Il progetto non è ancora live ma prevede di lanciare i primi finanziamenti nei prossimi mesi, con l’obiettivo di portare migliaia di utenti ad operare sui book pubblici e verificabili di Hyperliquid. In ballo ci sono tanti miliardi di dollari di revenue che derivano dal mondo del prop trading tradizionale, di cui una parte potrebbe confluire nel settore DeFi, ed un grande flywheel per la crescita del token $HYPE.
Prop firm su Hyperliquid: il trading finanziato con capitali terzi
Il prop trading è una pratica molto diffusa nella finanza tradizionale e particolarmente apprezzata da diversi trader, perché permette loro di operare sui mercati utilizzando capitali altrui messi a disposizione da società specializzate, banche e broker, senza rischiare i propri fondi personali. In genere questa attività viene svolta da intermediari centralizzati su mercati come forex, futures e CFD su indici e materie prime, e molto di rado invece all’interno del mondo crypto e in ambienti decentralizzati.
Ora però grazie al progetto Propr, l’industria delle prop firm, che genera dal settore tradizionale oltre $20 miliardi di ricavi all’anno, sta per debuttare su Hyperliquid. L’idea alla base è quella di sfruttare l’orderbook on-chain della piattaforma e la sua infrastruttura altamente performante e trasparente per attirare traders esterni, soprattutto da una nicchia che già opera con conti finanziati nei mercati regolamentati.
Come funzionerà questo modello di prop trading su Hyperliquid?
Come qualsiasi tipologia di prop firm esistente, anche qui su Hyperliquid ci saranno dei limiti e delle condizioni che il trader dovrà rispettare per ottenere l’accesso ai fondi e poter continuare ad operare. Innanzitutto, Propr metterà a disposizione da $10.000 fino a $100.000 per singolo utente, chiedendo però in cambio una “evaluation fee” una tantum che parte da $100 ed arriva fino a $999.
Una volta registrati alla piattaforma, si dovrà scegliere la dimensione dell’account ed il tipo di “challenge” che si vuole effettuare con un account demo. Esattamente come accade in altre realtà simili del mondo TradFi come FTMO, anche qui si deve dimostrare a Propr di essere dei buoni trader completando una sfida in termini di PNL, ma con denaro finto.
Ci sono due modelli disponibili: il primo, dove vi è un obiettivo di profitto del 10%, con una perdita giornaliera massima del 3% ed un drawdown massimo (statico, cioè riferito al valore preso in prestito) del 6%. Il secondo invece richiede una fee iniziale minore, ma prevede due step di profitto, con una perdita giornaliera del 5% ed un drawdown finale (ovvero calcolato anche sui profitti) dell’8%.

Una volta che la challenge viene superata senza scendere oltre i limiti di loss, si ottiene accesso al finanziamento e si può iniziare ad operare liberamente sui perps di Hyperliquid, spaziando tra diversi contratti disponibili.
Cosa succede dopo aver ottenuto i fondi
A questo punto non ci sono più obiettivi di PNL da raggiungere, ed il trader può concentrarsi sulla propria strategia. Restano però alcuni limiti di gestione del rischio, in quanto il conto finanziato non può essere bruciato con una singola operazione sbagliata. Più precisamente rimangono gli stessi vincoli di drawdown e perdita giornaliera della fase di challenge, sotto i quali l’account viene considerato in bancarotta e chiuso definitivamente.
L’utente non potrà più richiedere un finanziamento da quell’indirizzo, anche se la questione è facilmente aggirabile utilizzando un address differente. Per quanto riguarda invece eventuali profitti generati con l’account, questi vengono distribuiti per l’80% al trader e per il 20% alla piattaforma come forma di revenue. I payout possono essere richiesti liberamente, con il pagamento che viene svolto in USDC. L’importo minimo di pagamenti è di $250.

E che succede se un utente preleva i fondi sul proprio wallet personale? Ovviamente non può. Anche se stiamo operando sull’orderbook on-chain di Hyperliquid, in realtà la nostra equity viene gestita all’interno della piattaforma Propr con un modello custodiale. Dunque non possiamo ritirare i fondi on-chain ma solamente utilizzarli per fare trading, o al massimo prelevare eventuali gain.
Regole e condotte proibite su Propr
Non esistono in realtà grosse vincoli operativi, se non quelli imposti dai limiti di gestione del rischio riguardo le perdite massime riscontrabili. I trader hanno tutto il tempo che vogliono per operare su Hyperliquid, senza alcuna barriera in termini di profitto massimo giornaliero o di giorni minimi di negoziazione.
Si può addirittura collegare l’account con bot esterni ed automatizzare la propria operatività come meglio si crede. Ciò che invece è proibito riguarda la vendita del proprio account ad utenti terzi, e la gestione di posizioni opposte tra due o più account ( per garantire che uno di questi superi la challenge iniziale).
È richiesta anche la verifica KYC per accedere a conti finanziati, mentre non è necessaria per la fase di challenge iniziale con conto demo.
La difficoltà del trading con prop firm: attenzione alla volatilità delle crypto
È ovviamente molto interessante poter fare trading con soldi altrui senza rischiare fondi propri, ma è altrettanto complesso riuscire a rimanere entro i limiti di rischio imposti dalla piattaforma, soprattutto in un mercato volatile come quello delle criptovalute. A maggior ragione perché stiamo operando con la leva, e su contratti che possono muoversi molto velocemente, perdere il 3-5% in un giorno o scendere sotto la soglia di drawdown massima è più facile del previsto se non sappiamo gestire bene le posizioni.
A tal proposito, vi ricordiamo quanto la distribuzione dei ritorni giornalieri di Bitcoin sia così estremamente ampia, e che si può arrivare ad una volatilità di diversi punti percentuali in una sola sessione. Da questa chart, offerta in gentile concessione da Criptovaluta.it, potete capire quanto in realtà sia comune per BTC (figuriamoci per le altcoin, ndr) perdere o guadagnare un 3-5% in una sola sessione.

Detto ciò nessuno ci impedisce di operare con leva 1X, di gestire in rischio in maniera conservativa, o di tradare coppie meno volatili come magari XYZ100 (variante di Nasdaq 100), o mercati forex.
Altra possibile fonte di valore per Hyperliquid ed HYPE
Se questo esperimento del prop trading su Hyperliquid dovesse riscontrare successo tra il pubblico degen e quello dei mercati regolamentati, l’ecosistema potrebbe beneficiare di una nuova fonte di volume e di attività sui mercati perpetui. Ogni trader finanziato finirebbe infatti per operare direttamente sull’orderbook della piattaforma, contribuendo ad aumentare volumi e commissioni generate dal protocollo.
Tutto ciò crea un ulteriore flywheel (oltre a tutti quelli già esistenti tra perps, vault, HIP-3 e futuri aggiornamenti) per il valore di $HYPE, con il token che beneficia direttamente dell’attività sulla piattaforma grazie ai buybacks finanziati dalle revenue. Facciamo presente che poco fa Hyperliquid ha toccato quota 1 milione di traders cumulativi che hanno utilizzato almeno una volta la piattaforma, con oltre $4 trilioni di volumi totali.
È ancora presto per capire quale sarà l’impatto reale di questa moda, ma è chiaro che il prop trading potrebbe diventare un ulteriore canale di crescita per l’attività sulla piattaforma.
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