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DeFi

WLFI: colpo di mano per lo staking della famiglia Trump. Proteste, ma vincono i sì

Staking per 180 giorni o niente voto. Proteste online, ma è valanga di sì.

09:19 • Aggiornato 12/03/2026

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Pubblicato 08/03/2026

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Scritto da Gianluca Grossi

Caporedattore e Content Strategy

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La nuova proposta per la governance di WLFI, il progetto crypto legato alla famiglia Trump, è così bizzarra da aver raggiunto anche le prime pagine di Bloomberg. Il progetto punta a eliminare i diritti di voto degli holder, a meno che questi non accettino di mettere in staking WLFI0,0548 $▼ -1,80%, per almeno 180 giorni. Una mossa dettata dalla necessità di rinforzare il valore del token e che ha già acceso una discussione dai toni accesi.

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È ancora un proposal, ma per tanti ha le sembianze di un colpo di mano per un progetto che predicava decentralizzazione e orizzontalità. Invece, dovesse passare, ricorderebbe che le promesse di tanti progetti sono scritte nella sabbia.

Staking, per aumentare il valore di $WLFI

I mercati hanno avuto un atteggiamento tutto sommato di neutralità sulla proposta, anche se sui social non si parla di altro. Anche i piani più alti del mondo crypto – vedi Alex Thorn di Galaxy ne stanno discutendo – e in una domenica comunque priva di grandi eventi si è guadagnata anche la prima pagina di Bloomberg.

Cosa potrebbe cambiare? Semplice: se vuoi votare in virtù dei token che possiedi, devi metterli in staking bloccandoli per almeno 180 giorni, ovvero con l’impossibilità di venderli. Un meccanismo che abbiamo visto anche in altri protocolli ma che forse mai era stato inserito in seconda battuta.

C’è da sottolineare che in realtà le votazioni stanno dando ragione alla proposta. Termineranno sì il 12 marzo, ma per ora i sì schiacciano i no 99,3 a 0,51, con una piccola parte di astenuti.

Cosa c’è nella proposta?

  • Peso specifico dei voti che dipende dallo staking e dal tempo residuo di lock, questo per limitare la concentrazione di potere;
  • Nessuna possibilità di trasferire i propri governance right;
  • Obiettivo APR intorno al 2%;
  • Staking che sarà pagato dalla tesoreria di WLFI;
  • Nessun limite minimo per gli staker individuali, 10M di WLFI per i nodi e 50M per i Super Node.

Colpo di mano o normale governance?

Anche prendendoci degli insulti in passato, abbiamo sempre difeso la libertà di ciascun progetto di fare ciò che ritiene più opportuno. Lo abbiamo fatto anche quando una minoranza con la maggioranza dei token ha deciso contro la minoranza.

Le regole di questi progetti sono piuttosto chiare – e chi partecipa con poco denaro pensando di avere gli stessi diritti di chi ne ha investito tanto, dovrebbe riconsiderare la propria posizione.

D’altronde, anche le società per azioni funzionano allo stesso modo, e se dovessimo andare in assemblea dei soci ENI a pretendere di dettare la linea con una decina di azioni… verremmo correttamente accompagnati alla porta.

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Caporedattore e Content Strategy

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Expertise

  • Analisi fondamentale e TradFi
  • News crypto, Bitcoin e Blockchain
  • Fintech, banche centrali & law
Caporedattore ed analista economico. È divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Detenzioni: Bitcoin, Ethereum.

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