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ATKINS SEC

Accordo storico per Bitcoin e crypto: SEC e CFTC non faranno più guerra. USA centro dei mercati

Firma di un accordo di massima tra le due agenzie federali. Spazio al mondo crypto senza più attacchi.
ATKINS SEC

La guerra è finita. CFTC e SEC hanno firmato un accordo di massima che le vedrà collaborare per la definizione di linee guida e regolamenti anche per il mondo crypto. Si chiude così un conflitto decennale tra le due agenzie federali USA, che entrambe rivendicavano pieni poteri sul mercato Bitcoin e crypto. Un passo avanti positivo per i mercati, in attesa che il Congresso approvi l’atteso Clarity Act.

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L’accordo di massima vedrà la collaborazione tra le due agenzie, in un settore, quello crypto, che fino alla scorsa gestione di SEC navigava a cavallo del settore delle commodity (di competenza di CFTC) e delle security (di competenza di SEC).

Cosa cambia con il memorandum

È stato siglato quello che negli USA chiamano MOU (per Memorandum of Understanding), un accordo di massima che farà da base per una collaborazione più stretta tra le due agenzie, che decidono così di evitare conflitti di attribuzione futuri.

Per decenni, le lotte tra regolatori, le registrazioni doppie e set di regole diversi tra SEC e CFTC hanno rallentato l’innovazione e spinto i partecipanti ai mercati verso altre giurisdizioni. Questo accordo servirà come base per l’armonizzazione tra le agenzie – che è fondamentale per supportare la leadership USA nel prossimo capitolo dell’innovazione finanziaria.

Questa è la dichiarazione di Paul Atkins, commissario che ha sostituito Gary Gensler alla guida di SEC, agenzia che durante il precedente ciclo si è contraddistinta per un atteggiamento particolarmente aggressivo verso il mondo crypto.

Un atteggiamento aggressivo che è stato alla base della lunga procedura contro Ripple e contro tanti altri progetti, più o meno rilevanti. Uno spauracchio per il mondo crypto e DeFi che anche in virtù di questo accordo, non dovrebbe essere più fonte di preoccupazione.

Chiarire

La parola d’ordine è chiarire. Un atteggiamento di maggiore apertura anche alla richiesta di chiarimenti su prodotti che spesso non è facile inserire nell’una (commodity) o nell’altra categoria (security). Della scarsa chiarezza delle agenzie si erano lamentati più volte in passato diversi degli operatori di mercato, tra i quali Coinbase, anche in merito alla registrazione degli exchange crypto presso SEC.

Tutto questo in attesa dell’arrivo del Clarity Act, complesso di regole che dovrebbe disciplinare più nello specifico il mondo crypto e i suoi operatori. Un complesso di regole che per ora è fermo fuori dal Senato, a causa di uno scontro politico che riguarda anche il presidente Donald Trump e il suo impegno economico in diverse aree del mondo crypto, dal mining ai progetti DeFi come WLFI.

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