Le stablecoin sono una tecnologia che piace anche al Vecchio Continente. Piacciono alle banche e alle istituzioni, che stanno spingendo per potenziare la loro emissione nell’Eurozona, ma anche agli investitori che cercano soluzioni comode per parcheggiare liquidità nel mondo crypto. Piacciono ancora di più in Italia, dove la nuova Legge di Bilancio ha stabilito una tassazione agevolata per i proventi che derivano dalla messa a rendita di tali strumenti.
In tutte le principali stablecoin legate all’euro, vediamo un forte aumento della loro supply negli ultimi mesi, segno che, seppur con modalità e tempi meno invasivi rispetto all’America, sta crescendo l’interesse degli operatori. Analizziamo i dati più nel dettaglio e vediamo quali sono attualmente le opportunità di rendimento più interessanti.
Stablecoin euro: aumentano i capitali in gioco
Sta crescendo la quota di supply delle principali stablecoin basate su euro. Non è una dinamica recente ma un movimento iniziato già tra il 2024 ed il 2025, quando diverse banche europee hanno iniziato a spingere sull’acceleratore per proporre questi prodotti ai propri clienti, in linea con l’entrata in vigore della regolamentazione MiCA.
La stablecoin più importante di tutta la nicchia è $EURC, che ad oggi comprende $440 milioni di market cap, reduce da una grossa crescita nell’ultimo anno, con la dimensione del mercato che è praticamente triplicata. È gestita da Circle, la stessa società che si occupa di $USDC, ma attraverso la sua filiale europea.

Un’altra moneta in forte espansione è $EURCV, stablecoin gestita dalla banca francese Société Générale, tramite la sua divisione SG-FORGE. Si tratta anche in questo caso di un prodotto regolamentato e conforme alle normative vigenti, con una supply che attualmente si attesta intorno ai $71,7 milioni. Dall’inizio del 2025 sono stati aggiunti oltre $40 milioni di controvalore alle riserve.

Altro caso interessante, quello di Monerium e della sua stablecoin $EURe. In questo caso la moneta appare più piccola, con una capitalizzazione di appena $29,6 milioni, ma anche qui notiamo un forte trend di crescita, con la supply che è quasi raddoppiata dalla fine del 2024 ad oggi.
Monerium è un istituto di moneta elettronica autorizzato e regolamentato dall’Autorità di Vigilanza Finanziaria islandese, con tutte le licenze per operare nell’area euro. Il token $EURe, a differenza delle prime due stablecoin citate che sono prettamente presenti su chain Ethereum, è per il 70% distribuito su rete Gnosis.

Aliquota al 26% per i rendimenti su stablecoin euro
In Italia, con l’ultima stretta del Governo sui redditi generati da operazioni con cripto-attività, le stablecoin euro sono rimaste uno dei pochi strumenti su cui si applica ancora un’aliquota del 26% sulle plusvalenze. Non che questo sia il driver dell’espansione recente delle suddette monete, ma comunque un punto che vale la pena considerare per noi operatori italiani.
ATTENZIONE: non parliamo di redditi derivanti da operazioni di trading (es. scambiando $EURC per $BTC), ma dei rendimenti generati dall’utilizzo delle stablecoin in protocolli che permettono di ottenere yield, come piattaforme di lending oppure servizi di staking offerti da alcuni exchange.
In questi casi, sui proventi ottenuti dalla messa a rendita, si paga il 26% di tassazione piuttosto che il 33%, che è l’aliquota relativa a introiti generati col trading o con le stablecoin basate su dollaro ed altre valute fiat.
Le soluzioni DeFi più interessanti
Fino a poco tempo fa non esistevano grosse piazze dove far lavorare le proprie stablecoin euro, con tutto il settore DeFi concentrato sulle monete legate al dollaro USA. Ora invece, nonostante vi sia ancora un gap notevole, vediamo comparire nuove infrastrutture e nuove strade percorribili.
Ad esempio sui vaults di Morpho possiamo trovare diverse opzioni per ottenere yield compresi tra il 2,2% ed il 4,10%, su stable come $EURC ed $EURCV. Il vault più remunerativo al momento è quello di Steakhouse Prime Instant, che presenta quasi $8 milioni di depositi ed un’esposizione basata sul lending contro blue chip ed asset tokenizzati.

Molto interessante anche la pool di $EURe su Aave, rete Gnosis. Qui il rendimento previsto è del 3,37%, con un tasso che varia nel tempo in base al rapporto tra depositi e loans. Il mercato vale complessivamente $18,4 milioni ed è di conseguenza più stabile rispetto ai vault di Morpho.
L’unico difetto è che l’asset non può essere utilizzato come base di garanzia per accedere a prestiti, ma solo in borrow ad un tasso del 4,63%.

Stablecoin euro: una goccia nell’oceano dei mercati globali
Chiaramente scegliere di parcheggiare liquidità in DeFi tramite una stablecoin euro, piuttosto che optare per una moneta legata al dollaro statunitense, ha senso come strategia solo se pensiamo che l’euro guadagnerà sul dollaro.
Infatti rimanendo su monete come $EURC, $EURCV o $EURe si mantiene esposizione alla valuta euro, mentre passando su asset come $USDT o $USDC si assume indirettamente un’esposizione al dollaro.

Solo uno scenario in cui l’euro riesce a tenere il passo del dollaro, o addirittura a sovraperformarlo, rende davvero interessante l’idea di ottenere rendimenti in stablecoin denominate in euro, che tra l’altro beneficiano del vantaggio della tassazione agevolata. Per il resto le stable basate su USD hanno in genere rendimenti più elevati che vanno dal 4% al 8-9%, senza doversi esporre a rischi particolarmente elevati.
Per non parlare del fatto che il mercato delle stablecoin è dominato quasi interamente da monete ancorate al dollaro statunitense, che rappresentano circa il 99,75% dell’intera capitalizzazione del settore, e su cui troviamo mercati DeFi più liquidi ed efficienti.
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