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Economia

Jerome Powell ha già vinto in tribunale. Giudice accusa Donald Trump di voler controllare Fed

Il presidente di Fed attaccato ingiustamente e senza prove, secondo un giudice federale

18:30 • Pubblicato 14/03/2026

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Scritto da Gianluca Grossi

Caporedattore e Content Strategy

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Un giudice nominato da Barack Obama difende un presidente di Federal Reserve nominato da Donald Trump, con i rapporti però tra questi ultimi due che – come dovrebbe essere noto – si sono deteriorati. Il tema è quello della citazione in giudizio da parte del Dipartimento di Giustizia contro Jerome Powell, attuale presidente della banca centrale statunitense. La prima risposta del ramo giudiziario è che le accuse del DoJ sono vuote, funzionali a esercitare pressioni politiche e senza neppure uno straccio di prova. Si tratta di una vittoria, per quanto intermedia, di Jerome Powell.

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A decidere è stato appunto James Boasberg – nominato da Obama – che ha smontato l’impianto accusatorio del Dipartimento di Giustizia, definendolo costruito ad arte per esercitare pressioni e disturbare il presidente (di Fed).

Non c’è neanche una prova

Le accuse riguardavano una testimonianza di Jerome Powell davanti al Congresso, riguardante certe ristrutturazioni all’interno di uno degli edifici di Federal Reserve. Ristrutturazioni che sono state per qualche tempo una fissazione dei più vicini a Trump e che – almeno secondo il giudice – non offrirebbero però sponda a ciò che nei processi deve pur esserci, ovvero lo straccio di una prova.

Due subpoena sono state dunque rispedite al mittente – in una mossa che i mercati hanno interpretato come una insolita (e che in passato mai si era resa necessaria) difesa dell’indipendenza di Federal Reserve da parte del ramo giudiziario.

Come scrive Nick Timiraos su The Wall Street Journal, nella relativamente breve storia di Fed il patto tra Casa Bianca e banca centrale era stato sempre lo stesso: i presidenti degli USA si lamentano dei tassi, fanno qualche sparata in TV, ma poi riconoscono l’indipendenza di Fed. Evitando, in genere, di spingersi oltre.

Tutto questo mentre ormai mancano poche settimane all’inizio di una transizione che porterà Kevin Warsh (in attesa di approvazione da parte del Senato) a rimpiazzare proprio Jerome Powell, per scadenza naturale del mandato.

Una situazione complicata sulla quale pare abbiano già fatto leva i legali di Powell, almeno per quanto concerne la possibilità che rimanga membro del Board.

Per ora però tutto dovrebbe tornare alla normalità: Fed, indipendente, da una parte e dall’altro il Presidente degli USA di turno a lamentarsi di tassi che sono sempre troppo alti. D’altronde l’ultimo rant social di Trump sui tassi è avvenuto proprio poche ore fa, quando con uno dei soliti post ha attaccato Powell, invitandolo a tagliare i tassi per dare una mano in un momento di potenziale crisi energetica.

Tutto questo mentre mercoledì Fed dovrà decidere dei tassi: tra poche ore uno speciale per capire cosa cambia davvero (anche in termini di dotplot), sul nostro Canale Telegram VIP: puoi accedervi anche in PROVA e senza pagare nulla da qui!

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Caporedattore e Content Strategy

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  • Analisi fondamentale e TradFi
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Caporedattore ed analista economico. È divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Detenzioni: Bitcoin, Ethereum.

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