Hyperliquid si conferma uno dei top progetti della nicchia DeFi, e più in generale di tutto il mondo crypto. La piattaforma continua a mostrare tutto il suo potenziale, con metriche on-chain che segnano un inflow di nuovi capitali e nuovi utenti. Ed il token $HYPE risponde bene sui mercati andando a stampare una performance del +32% nell’ultimo mese di negoziazioni, percentuale che gli permette di ritornare sopra i $40 ed annullare il brutto periodo ribassista di fine 2025.
Tutti vogliono fare trading su Hyperliquid, soprattutto alla luce del recente boom delle materie prime (petrolio in primis), che come abbiamo visto più volte nelle pubblicazioni di questo giornale, stanno attirando volumi di assoluto rilievo. Nel frattempo sta diminuendo anche la concorrenza con altri protocolli perpetual DEX, indebolendo di fatto una narrativa che solo pochi mesi fa aveva dato filo da torcere.
In crescita l’attività sul DEX di Hyperliquid
Secondo i dati Hyperscreener, da inizio 2026 c’è stato un forte incremento della partecipazione degli utenti su Hyperliquid. I volumi complessivi del DEX sono scesi leggermente, come naturale conseguenza del calo dei prezzi del mercato durante gli ultimi mesi, ma allo stesso tempo sulla piattaforma sono entrati nuovi investitori che hanno contribuito ad eseguire un numero sempre maggiore di trades.
Dalle metriche vediamo appunto un record di “New Users” segnato in data 13 marzo, giorno in cui si sono connessi alla piattaforma quasi 6.000 nuovi indirizzi, oltre ad un nuovo massimo nel “Number of Trades” ad 1 milione di operazioni, questa volta però registrato il 4 marzo.

Da notare anche parallelamente come a seguito delle turbolenze di gennaio/febbraio, gli inflow sono tornati gradualmente positivi. In particolare, nel momento più critico per i prezzi dei crypto assets, Hyperliquid ha visto fuoriuscire circa $400 milioni di capitali, in tempi relativamente brevi. Poi, da metà febbraio in poi il DEX ha ripreso il suo trend positivo, macinando flussi di cassa in entrata.
Complessivamente, sin dal lancio del protocollo, gli inflow hanno raggiunto i $3,88 miliardi, con la parte più rilevante accumulata nel periodo tra aprile e settembre 2025.

Continua la spinta delle materie prime: volumi del petrolio aiutano $HYPE
Come accennato poc’anzi, uno dei driver principali della recente crescita di Hyperliquid è rappresentato dall’espansione dei mercati legati alle materie prime, con il petrolio in prima linea. Dal 2026 in poi infatti, le coppie di scambio della sezione HIP-3 hanno registrato un forte aumento dei volumi e dell’open interest associato.
Viste le crescenti tensioni geopolitiche e l’interesse da parte degli investitori ad esporsi alle commodities in tempi di guerra, approfittando anche delle speculazioni aperte nel weekend, i numeri sul DEX sono letteralmente esplosi. Le performance di oro, argento, rame, uranio e petrolio hanno portato la quota dei volumi HIP-3 a sfiorare il 40% del totale del protocollo, mentre il relativo OI è cresciuto fino a poco meno del 22%.

Hyperliquid si divora la competizione nei perp DEX
Un altro fattore molto curioso da analizzare riguarda il livello di antagonismo tra Hyperliquid e gli altri perpetual DEX del settore DeFi. In molti ricorderanno come durante il periodo estivo, e in maniera ancor più evidente tra settembre ed ottobre, l’aumento della popolarità di altre piattaforme competitor aveva eroso l’interesse verso $HYPE e la sua chain.
Lighter, Aster, Avantis ed altre piazze di scambio di derivati si erano temporaneamente imposte come alternative valide ad Hyperliquid, attirando capitali e volumi di trading anche grazie alle varie campagne airdrop promosse in quel periodo. Se seguite con costanza Criptovaluta.it, vi ricorderete anche come in diverse occasioni vi avevamo parlato di una concorrenza che sarebbe andata pian piano a morire.
Oggi i dati ci danno ragione: a fine novembre la quota dei volumi di Lighter, rispetto a quella di Hyperliquid, era del 75% (con revenue sostanzialmente più basse viste le promozioni a zero fees). Al momento invece lo scenario si è completamente invertito, con Lighter tornato ad occupare una posizione più marginale.

$HYPE meglio del resto delle altcoin: recuperato il dump di novembre
Tutti questi ottimi risultati, che rappresentano solo la punta dell’iceberg delle gesta messe in atto da Hyperliquid, si sono inevitabilmente tradotti in dinamiche rialziste per il token $HYPE. Dopo aver passato un pessimo Q4, durante il quale i prezzi sono passati dal record dei $60 fino a poco più di $20, gli investitori pare abbiano ritrovato fiducia nella criptovaluta.
Da fine gennaio 2026 $HYPE è una delle poche altcoin che cresce mentre Bitcoin ed Ethereum sono rimasti a muoversi in un terreno incerto. Nella giornata di ieri poi, mentre tutto il comparto finalmente respirava aria di candele verdi, la moneta di Hyperliquid si è riportata sopra il target dei $40, annullando gran parte del crollo di fine 2025.
Delle caratteristiche particolarmente interessanti di $HYPE ne abbiamo parlato in diverse occasioni, sbilanciandoci verso un futuro rialzista per il progetto. Nel nostro ultimo video vi abbiamo parlato anche di quali fattori differiscono, in termini economico-monetari, da altre criptovalute. Dinamica in comune anche con altri due asset. Qui la puntata integrale.
Hyperliquid vault: attenzione a questo dato
Concludiamo la nostra analisi evidenziando un dato che forse può aiutarci ad inquadrare l’attuale contesto e sentiment di mercato degli investitori, al di là delle singole performance di Hyperliquid e del suo token $HYPE, ma più in generale sul posizionamento dei traders.
È curioso notare a tal proposito come il vault HLP della piattaforma, da fine gennaio in poi si sia mossa con un “Net Position” sbilanciato verso posizioni long. Ciò significa che nelle ultime settimane la maggior parte dei trader liquidati sia stata dalla parte dei long, con un valore delle posizioni tuttavia molto più contenuto rispetto al periodo compreso tra aprile e ottobre 2025.

Questo è il risultato verosimilmente del calo generale dell’open interest sulle borse futures e del minor appetito per il rischio degli investitori. L’HLP continua a macinare PnL positivi, offrendo ai fornitori di liquidità un APR stimato intorno all’1% al mese, ma questa situazione evidenzia anche un contesto meno “tirato” rispetto ai mesi precedenti.
Da questo punto di vista, la partecipazione speculativa degli utenti sembra ancora in fase di assestamento, con più long liquidati che short, e un volume complessivo poco significativo
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