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CLESSIDRA TEMPO SCADUTO

Il tempo sta per scadere: azioni, Bitcoin e finanza ignorano il rischio del secolo?

Un allarme che hanno avvertito in pochi. Il problema è che il tempo sta per scadere.
CLESSIDRA TEMPO SCADUTO

Alcuni dei vecchi dei trading floor sono terrorizzati a morte. I mercati però, nel loro complesso, stanno tenendo. Il punto è sempre lo stesso, quello che ha occupato il grosso delle cronache finanziarie e non degli ultimi 15 giorni. Guerra in Iran e dunque Stretto di Hormuz e dunque petrolio. Il transito è azzerato dal 2 marzo, ma i mercati, da qualunque lato si voglia guardare alla cosa, non stanno prezzando quasi nulla. C’è chi lancia l’allarme, inascoltato, e chi invece si comporta come se nulla fosse. In questo approfondimento proveremo a fare una ricognizione di quello che sta succedendo, di ciò che potrebbe accadere e più in generale della situazione.

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Quattro giorni fa se lo chiedeva Katie Martin su Financial Times, poi le hanno fatto eco le principali banche d’affari. I mercati sono troppo compiacenti rispetto alla guerra in Iran? E questa compiacenza in cosa si è trasformata? E in cosa potrebbe trasformarsi?

Non tutti i mercati

Da un lato abbiamo il mercato azionario che ha corretto in modo ridotto, segnale che dall’orecchio dei rischi di una guerra sembrerebbe non sentirci, dall’altro però di mercati che si sono mossi ce ne sono stati diversi, tutti prezzando un peggioramento delle condizioni generali.

  • Fed Funds Rate swaps

Sono gli swap che CME utilizza per il FedWatch Tool, ovvero il grafico che racconta cosa si aspettano i mercati in termini di tassi. Il grafico si muove rapidamente, ma anche chi non è molto esperto di queste vicende potrebbe individuare facilmente l’inizio della guerra, anche senza guardare le date.

Il gioco del momento: copri le date e scopri quand’è iniziata la guerra

Da marzo sono aumentate in modo sensibile le possibilità di no tagli o di solo un taglio da 25 punti base. I mercati, permetterla nel modo più semplice possibile, ritengono che ci sarà una politica monetaria più restrittiva delle attese. Perché? Perché se il greggio dovesse rimanere su prezzi molto elevati, l’inflazione ne risentirebbe.

  • Bond

Tutti i bond statali a dieci anni hanno rendimenti su mercato secondario in sensibile rialzo, almeno sul mensile. Anche qui, segnale che ci si aspettano dei tassi più alti rispetto alle previsioni – in aggiunta a qualche segnale di stress e di preoccupazione generale.

PaeseYield1 giorno1 mese
Stati Uniti+4,20%–2+14
Canada+3,39%–4+16
Brasile+14,04%+15+34
Messico+9,31%–12+56
Germania+2,90%–5+17
Regno Unito+4,69%–8+32
Francia+3,55%–6+24
Italia+3,65%–7+31
Spagna+3,38%–5+27
Paesi Bassi+3,05%–5+25
Portogallo+3,32%–6+22
Grecia+3,65%–6+31
Svizzera+0,29%–4+11
Rendimenti principali bond decennali governativi
  • Aspettative su BTC

Ne abbiamo parlato oggi qui. Mercoledì 18 marzo ci saranno i dati sull’inflazione europea – ed erano già preoccupanti prima di tenere conto del rialzo degli energetici.

Il dato che vedremo tra poche ore riguarderà il mese di febbraio e non tiene ancora conto dei rialzi di gas e petrolio di marzo. I falchi di BCE si sfregano le mani e piazzeranno – almeno secondo i mercati – almeno un rialzo dei tassi.

  • Bitcoin?

Sulla particolare situazione di Bitcoin abbiamo pubblicato ieri un’intervista con André Dragosch di Bitwise Europe che spiega il perché della reazione ottima di un asset che, in condizioni del genere, tutti o quasi si sarebbero aspettati a picco.

Transito Hormuz
Il transito da Hormuz – Bloomberg Terminal

Ad ogni modo, una reazione c’è stata, anche se non è quella che in tanti si aspettavano.

Chi ignora il possibile caos?

In due parole: mercato azionario. La tabella che riportiamo ha le performance dei principali indici, sul settimanale e sul mensile:

IndiceSettimanaleMensile
🇺🇸 US500-0,79%-2,23%
🇺🇸 US30-1,15%-5,05%
🇺🇸 US100-0,64%-0,41%
🇯🇵 JP2250,19%-4,88%
🇬🇧 GB100-0,04%-2,60%
🇩🇪 DE40-1,02%-6,15%
🇫🇷 FR40-1,06%-5,42%
🇮🇹 IT40-0,65%-3,14%
🇪🇸 ES35-1,15%-5,24%
🇦🇺 ASX200-1,20%-4,64%
🇨🇳 SHANGHAI-1,78%-1,64%
🇮🇳 SENSEX-2,73%-9,15%
🇨🇦 TSX-0,86%-1,21%
🇷🇺 MOEX-0,01%2,68%
🇧🇷 IBOVESPA-1,51%-2,87%
🇲🇽 IPC-1,96%-6,89%
🇳🇱 NL250,85%0,04%
🇨🇭 CH20-0,81%-6,14%
🇿🇦 SAALL-1,97%-4,30%
🇸🇬 STI1,55%-1,31%
Andamento dei principali indici

È innegabile che ci sia stata una reazione negativa. Ma per quanto sia difficile prezzare eventi di questo tipo, potremo tutti concordare sul fatto che da la reazione, anche per i mercati maggiormente colpiti da eventuali aumenti dei costi degli energetici è stata invero assai modesta.

Ed è qui che arriva il tema dei mercati troppo compiacenti. Abbiamo linkato poco sopra le opinioni del Financial Times della scorsa settimana, ve ne aggiungeremo altre tra i più importanti analisti, istituti, enti internazionali.

BIS:

Se il conflitto sarà prolungato, l’amplificazione finanziaria potrebbe aumentare gli impatti macro. Un aumento dei tassi di interesse eserciterebbe pressione sulla valutazione degli asset. I costi di finanziamento in rialzo per i governi e la necessità di emettere più debito minerebbero la sostenibilità fiscale, date le finanze già in difficoltà in molti paesi.

A parlare è Hyun Song Shin, che è a capo del dipartimento delle politiche monetarie di BIS.

Altra fonte istituzionale. Oggi la banca centrale australiana è stata la prima ad alzare i tassi, con una votazione di 5 contro 4. Una decisione tirata, che però segnala l’aria che tira.

Le opinioni che circolano tra le banche d’affari – che per carità potrebbero non avere sempre ragione – sono tutte o quasi dello stesso tenore.

I mercati non pensano di essere troppo compiacenti. Sbagliano?

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