SEC, l’authority di borsa degli Stati Uniti, ha approvato la richiesta di Nasdaq per la tokenizzazione di azioni e altri asset. La più importante borsa USA potrà così avviare un progetto pilota, con la collaborazione di DTC. Nasdaq è stata la prima delle borse americane a richiedere e ottenere un’autorizzazione di questo tipo.
Si tratterà di un progetto pilota, all’interno del quale la tokenizzazione e dunque la registrazione degli scambi onchain sarà comunque sostenuta da un database classico che sarà utilizzato in parallelo. I partecipanti al progetto pilota potranno chiedere di avere i propri trade con settlement onchain – con la stessa priorità.
Stesse condizioni, stesso trading
Non ci saranno differenze sostanziali né in termini di priorità né in termini di diritti riconosciuti. Sarà un progetto pilota e dunque per il momento una sperimentazione con capitali e volumi ridotti, in attesa di quella che poi sarà – in assenza di problemi – un’eventuale fase B.
Tutto questo mentre tante altre piattaforme crypto hanno già iniziato ad offrire soluzioni in proprio. Bitget ha recentemente integrato le soluzioni di Ondo, Kraken offre da tempo xStocks e tanti altri stanno seguendo la stessa strada.
- Una questione di efficienza
È da tempo che sottolineiamo però un’altra questione: la tokenizzazione degli asset come le azioni, gli ETF e altri titoli in genere scambiati in borse pubbliche, è principalmente una questione di efficienza.
Le blockchain, pubbliche o private che siano, offrono un sistema per la riconciliazione di denaro contro titolo molto più efficiente e economico rispetto a quelli attualmente utilizzati anche negli Stati Uniti.
Un passaggio che è il motivo per cui tutti o quasi i grandi player delle borse USA stanno spingendo in questa direzione. Anche NYSE, il New York Stock Exchange, borsa rivale di Nasdaq, ha chiesto un’autorizzazione simile, che presto otterrà.
In Europa la Borsa di Stoccarda
Anche se con ritmi meno elevati, anche in Europa si sta muovendo qualcosa. La Borsa di Stoccarda ha siglato un accordo con Kraken, exchange di criptovalute già attivo nel mondo della tokenizzazione – e altri accordi sono in lavorazione e saranno annunciati nei prossimi mesi.
Sarà interessante inoltre seguire l’evoluzione di asset non scambiati su borse pubbliche, che potrebbero trovare maggiore facilità nell’affermarsi in forma tokenizzata.
Diverse banche europee, su tutte Société Générale, hanno già testato la possibilità di emettere asset money market proprio in forma tokenizzata.
Anche Banca d’Italia in passato ha condotto esperimenti, in particolare su rete Polygon per la tokenizzazione di alcuni asset finanziari.
Di movimento ce n’è, anche in un continente più restio alle novità.
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