Può un’azienda che è al centro della rivoluzione di questo ciclo, l’AI, perdere più del 14% in un’ora? Sì, può accadere, soprattutto quando uno dei fondatori viene beccato a contrabbandare 2,5 miliardi di dollari di tecnologia che in Cina non sarebbe mai dovuta finire. È la storia di Super Micro Computer Inc, del suo co-fondatore Yih-Shyan Liaw e di grandi numeri. Non solo in termini di merce contrabbandata secondo l’accusa, ma anche per gli anni di galera ai quali potrebbe essere condannato.
L’arresto, secondo il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti d’America è avvenuto giovedì. Servirà un processo, che sarà lungo e complicato. Le accuse però sono gravi e possono valere fino a trenta anni di reclusione. Come azienda, non sembra ci sia il coinvolgimento diretto di Super Micro, almeno per il momento. Il titolo ha comunque subito uno scarico importante durante le contrattazioni a mercati chiusi. Ha raggiunto perdite del -14% salvo poi recuperare verso un comunque poco incoraggiante -10%.
Il reato
Secondo quanto riportato dal Dipartimento di Giustizia, Yih-Shyan Liaw avrebbe compiuto:
sforzi per aggirare le leggi sugli export statunitensi, ricorrendo a documenti falsificati, server fittizi utilizzati per trarre in inganno gli ispettori e anche complicati sistemi di trasferimento e trasbordo, tutto con il fine di occultare la vera destinazione delle tecnologie relative a AI, che sono soggette a restrizioni.
La destinazione citata nella documentazione del Dipartimento di Giustizia è la Cina, che è sottoposta a restrizioni importanti per l’importazione dell’hardware più avanzato da destinare ai calcoli necessari ai modelli di intelligenza artificiale.
Restrizioni che il co-fondatore di Super Micro avrebbe contribuito ad aggirare, per un valore totale di merce esportata illegalmente di circa 2,5 miliardi di dollari.
I mercati, nonostante non sembra che Super Micro sia stata accusata a livello aziendale di aver partecipato, hanno scaricato il titolo, portandolo sotto i 27$ dai 30$ ai quali scambiava alla chiusura delle contrattazioni a New York.
È il caso di più alto profilo di contrabbando di merce sottoposta a limitazioni nelle esportazioni degli ultimi anni.
Il titolo ha trovato un bottom?
Sembrerebbe di sì, anche se il giudizio definitivo sarà di competenza delle trattative spot aperte a tutti, a partire da questo pomeriggio, alle 14:30 ora italiana. Super Micro nel frattempo ha dichiarato la piena collaborazione con le autorità USA e anche di aver congedato almeno due dipendenti.
Super Micro non è in alcun modo autorizzata all’esportazione di chip verso la Cina sottoposti a restrizioni. Utilizza chip di proprietà di Nvidia, anche questi, almeno nei modelli oggetto di indagine del Dipartimento di Giustizia, sottoposti a restrizioni.
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