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ORO ADDIO

Disastro oro: -6% in poche ore. Argento perde il 10%. Le banche centrali dovranno vendere?

Chi sta vendendo oro? Le banche centrali potrebbero prepararsi a invertire il trend. Intanto però le perdite sono ingenti.
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L’oro apre la settimana di contrattazioni sulle piazze futures con altre perdite importanti. L’argento lo segue, perdendo oltre il 10%. Se dovessimo guardare alle definizioni classiche, saremmo già in pieno territorio da bear market. Definizioni però queste che lasciano il tempo che trovano e che difficilmente ci aiuteranno a capire il particolare momento del gold.

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Una situazione difficile per l’oro, che punisce chi è arrivato tardi durante la corsa e che ci ricorda un’altra banale e dolorosa verità: essere riserva di valore non vuol dire necessariamente essere porto sicuro all’inizio delle guerre. Soprattutto se le guerre di cui sopra vogliono dire aspettativa di tassi più alti e necessità immediata di liquidità per far fronte al caos sui mercati.

Ridateci i bond!

Il meccanismo è relativamente chiaro – anche se ci sono poi diversi dettagli da aggiungere per avere un quadro il più possibile chiaro.

  1. L’oro arriva da una corsa incredibile, alimentata in parte dai retail arrivati in ritardo
  2. L’oro mostrava già evidenti segnali di debolezza poco prima della guerra
  3. Dopo la corsa incredibile del 2025-26 i book presentavano dei buchi importanti
  4. In tanti hanno liquidato sia per i profitti, sia perché ora interessa altro

Cosa interessa di altro? Il meccanismo che si è innescato e del quale abbiamo parlato già più volte sulle pagine di questa testata è il seguente:

  1. Ci si aspetta inflazione, esogena ma pur sempre inflazione
  2. Alcune banche centrali alzeranno i tassi (altre ignoreranno la questione, se di breve)
  3. I fixed income statali, ovvero i bond, si fanno più allettanti
  4. In tempo di guerra, meglio guardare altrove e proteggersi alla buona

Sono purtroppo meccanismi che hanno lasciato con il proverbiale cerino in mano gli investitori retail che avevano puntato tutto sull’oro e che ora si leccano le ferite. Una lezione dura sul non credere troppo alle narrative stanche e nate decenni fa, che non sempre sono corrette e non sempre sono una ricetta semplice da applicare.

Eventi estremi “alla Bitcoin”

Gli eventi di questi ultimi giorni non sono esattamente normali. Qui vi offriamo una distribuzione dei ritorni giornalieri dell’oro prima della guerra, che segnalano come quanto avvenuto nelle ultime 24 ore (e più volte durante la guerra) sia in una fat tail poco comune per l’oro, per quanto non sia completamente libero da giornate con eventi estremi.

Questo la dice possibilmente lunga sul particolare momento dell’oro, frutto di una combinazione tra corse scellerate e a leva nella prima parte del 2026 (e alla fine del 2025) e un evento guerra previsto da pochi e che continua ad avere dei colpi di coda importanti.

È bear market? Chi vi scrive non è un grande fan delle definizioni automatiche che poco aggiungono alla questione. Sarà più interessante invece leggere quanto ha scritto James Mackintosh su The Wall Street Journal nel fine settimana:

I grandi gain dell’oro erano iniziati quando le banche centrali hanno iniziato ad accumulare oro con le loro riserve invece dei dollari, dopo il congelamento degli asset russi, successivamente all’invasione dell’Ucraina. […] La guerra in Iran solleva questioni su quanto a lungo questo meccanismo possa continuare. Il punto delle riserve in valuta estera è di proteggere la capacità di un paese di importare beni quando ci sono degli shock. […] Questo è il momento per i paesi importatori di petrolio di spendere riserve e non di accumularne. E se non stanno aggiungendo riserve, è molto difficile per loro comprare oro.

E ha poi aggiunto:

I paesi ricchi di petrolio nel Golfo Persico che hanno problemi finanziari perché non possono esportare oro e gas naturale attraverso lo stretto di Hormuz potrebbero diventare venditori [di oro] e non più compratori.

Un quadro relativamente fosco, certamente frutto delle analisi che arrivano dalla guerra, ma da tenere in debita considerazione prima di muoversi sull’oro, in qualunque direzione.

Qui puoi leggere l’analisi completa su The Wall Street Journal.

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