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Petrolio 100 crypto

Il venerdì della paura si avvicina: petrolio sopra i 100$, crypto alt crollano. E ora?

Il petrolio termometro della tensione. Soffrono soprattutto le alt.
Petrolio 100 crypto

È un mercato che continua a essere dominato da annunci non confermati, da notizie di avvicinamenti e di allontanamenti, senza che nulla sia effettivamente cambiato. Il tira e molla spinge di nuovo su i prezzi del greggio, con il Brent che nel momento in cui pubblichiamo questo approfondimento, supera i 100$. Sulle 24 ore le due principali denominazioni del petrolio in termini finanziari hanno guadagnato oltre il 7%. L’andamento del petrolio è in correlazione inversa con il mondo crypto, e il recente rialzo ha causato delle correzioni importanti nel mondo crypto. Tra le top, a perdere maggiore terreno è Ethereum, con un -5% rispetto a 24 ore fa.

Puoi investire anche sul petrolio con AvaTrade – che ti protegge qui dai trade errati fino a 1.000.000$. Su questa piattaforma troverai anche futures sulle principali materie prime – e la possibilità di fare trading anche con AvaSocial, che ti permette di copiare i più bravi sulla piattaforma.

Correlazione inversa che punisce anche Solana e più in generale tutto il mondo crypto. Il settore altcoin continua a muoversi relativamente come asset risk on – e il futuro dipenderà anche dalla riapertura delle borse USA tra poco.

La paura dei mercati per il venerdì

La paura dei mercati cresce all’avvicinarsi del venerdì, giorno in cui chiuderanno le trattative e che storicamente è stato il preferito da Donald Trump per annunci poco graditi. Le notizie che arrivano da Washington sono impossibili da decifrare: si alternano infatti buone notizie poi intervallate da cattive notizie, con i mercati che salgono quando puntano sul TACO (ovvero sui passi indietro di Trump) e soffrono invece quando i timori per il prolungamento della guerra prendono il sopravvento.

Brent 100
Brent sopra i 100$ – qui su HyperLiquid

Il timore è appunto che venerdì prossimo, ovvero tra meno di 48 ore, ci siano nuovi annunci che rimanderanno la soluzione della questione di Hormuz – e che dunque i prezzi del greggio tornino a salire, comprimendo gli andamenti di borsa e anche il buonumore.

Paura anche per la politica monetaria

Ne abbiamo parlato qui, in merito al cambio di atteggiamento di BCE. Purtroppo a breve saremo probabilmente costretti a riparlarne, a meno che la soluzione di Hormuz non si risolva nel breve periodo. Nonostante in genere le banche centrali ignorano spike di prezzo degli energetici di breve periodo, il timore fondato è che la situazione in Iran si prolunghi più del preventivato, generando un’inflazione duratura.

BCE sembrerebbe pronta ad alzare i tassi già dal prossimo incontro. Bank of England dovrà cambiare registro. Altre si sono già mosse al rialzo, come è avvenuto in Australia. Federal Reserve potrebbe non tagliare durante tutto il 2026 e andranno a farsi benedire, passateci la volgarità, quelle voglie di liquidità a buon mercato che le piazze ritenevano prossime al soddisfacimento.

Il mercato crypto si è comportato in modo egregio durante tutto il periodo della guerra, pur avendo incontrato delle difficoltà in concomitanza delle paturnie del petrolio, come vi ha illustrato questa mattina Alex Lavarello, nel suo Buongiorno Borse.

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