La Solana Foundation sta aggiornando il suo Delegation Program (SFDP), introducendo nuove regole per tutti i validatori della rete, ossia per tutti coloro che partecipano al consenso tramite lo staking di $SOL. Le novità toccano diversi aspetti della blockchain, tra cui i più importanti riguardano però la latenza di blocco e la decentralizzazione dei nodi.
Solana è da sempre teatro di transazioni ad alto throughput, e fino ad oggi la componente della scalabilità non è mai mancata all’interno del network. Ora però, con il nuovo upgrade si punta a risolvere alcune inefficienze tecniche che limitavano la sincronizzazione e la propagazione dei dati, ma soprattutto, si punta a rendere lo staking meno concentrato e più distribuito a livello geografico.
Solana Delegation Program: cos’è e come funziona?
Parliamo di un programma di incentivi attraverso cui la Solana Foundation delega parte dei propri $SOL che detiene in Treasury a vari validatori dell’ecosistema. In poche parole, l’entità stabilisce delle regole e premia tutti i nodi che le rispettano offrendo la delega delle proprie monete, così da promuovere comportamenti corretti e rafforzando la sicurezza della rete.
I validatori sono ovviamente incoraggiati a seguire queste linee guida perché così facendo ottengono un boost importante dei propri ricavi (più $SOL in delega, più commissioni generate), e tendenzialmente tutti vanno in questa direzione.
Le regole si basano su una vasta gamma di requisiti infrastrutturali e riguardano il modo in cui i validator operano all’interno della rete, sia nella gestione delle transazioni sia nella distribuzione dell’infrastruttura su cui si appoggiano. Il concetto è che la Foundation Solana cerca di rendere lo staking sempre più ampio, efficiente e decentralizzato possibile attorno a tutti gli operatori, e lo fa attraverso premi economici.

Ad ogni modo, le regole imposte dalla Foundation non sono fisse, ma cambiano nel tempo in base alle esigenze dell’ecosistema. E proprio ieri, il team dell’organizzazione ha pubblicato un aggiornamento dei criteri operativi che entreranno in vigore dal 1° maggio 2026.
Cosa cambia per lo staking Solana?
Lato utente non cambierà nulla. Chiunque potrà continuare a fare staking di $SOL attraverso la propria interfaccia wallet (o tramite liquid staking) delegando il potere di voto a uno dei tanti validator operativi sul network Solana.
Le nuove direttive introdotte dal Delegation Program riguardano invece esclusivamente i validator, ovvero gli operatori che partecipano al consenso e alla validazione dei blocchi. Si tratta di attori specializzati dotati di infrastruttura tecnica avanzata e di una quantità significativa di monete in staking, spesso pari ad alcune migliaia di $SOL, oltre a requisiti hardware piuttosto impegnativi.
Le nuove regole del Delegation Program
In sostanza, i nuovi criteri pubblicati dalla Solana Foundation interessano quattro aspetti differenti, ognuno dei quali interviene su un ambito specifico del funzionamento dei validatori.
- Schedulazione dell’ordine delle transazioni: i validatori devono ordinare le tx in un blocco seguendo il principio FIFO (primo a entrare, primo a uscire), o scegliendo chi paga più priority fee.
- Trasmissione degli shred: gli shreds, ossia i “pezzi di blocco” devono essere inviati alla rete ogni 50 millisecondi. Questa regola è fondamentale per ridurre la latenza e scoraggiare comportamenti MEV.
- Nessuna censura: per ottenere l’eleggibilità al Delegation Program i nodi non devono assolutamente censurare le transazioni.
- Nessun ritardo: in aggiunta al punto precedente, i validatori non possono ritardare la propagazione delle tx oltre i tempi prestabiliti.
Ci sono poi in realtà anche altri 2 punti fondamentali, che sono quelli che mirano a ridurre la centralizzazione dello staking, intesa come concentrazione geografica e infrastrutturale.
Più nello specifico, nessun validatore – se vuole ricevere l’incentivo dalla Foundation – può affidarsi a un singolo ASN (provider di rete come AWS) che gestisce più del 25% dello staking complessivo del network.
Parallelamente, nessun validator può operare all’interno dello stesso data center che ospita oltre il 15% dello stake complessivo della rete. Per curiosità, vi mostriamo la mappa in cui è raffigurata la distribuzione dei nodi Solana.

Solana pronta ad aumentare la decentralizzazione?
Il nuovo Delegation Program è un ottimo intervento con cui il team di Solana cerca di rendere il network più decentralizzato rispetto al passato, puntando su una maggiore diffusione fisica dei nodi e limitando il potere attorno a pochi operatori.
Non sarà comunque sufficiente a raggiungere un livello di decentralizzazione simile a quello di Ethereum, che vanta ad oggi un numero ben più ampio di validatori indipendenti. Parliamo di circa 935.000 nodi che detengono uno stake di almeno 32 $ETH, contro i circa 754 validator attualmente attivi su Solana.

Da questo punto di vista, nel confronto Ethereum vs Solana, è senza ombra di dubbio il primo a prevalere, ma il nuovo upgrade rappresenta comunque un piccolo passo in avanti per quest’ultima e per la sua community.
Altra questione interessante del nuovo aggiornamento: il limite della finestra di 50 millisecondi per l’ordinamento delle transazioni in un blocco potrebbe ridurre fortemente la presenza di manipolazioni MEV ed evitare sempre più trappole come il sandwich attack.
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