È stato un sabato di recupero per le criptovalute e Bitcoin, che provano a recuperare dopo un venerdì dominato dalla paura su tutte le principali piazze e che ha visto degli scarichi considerevoli anche al top. Bene Bitcoin che prova a recuperare i 67.000$, fa meglio Ethereum tornato sopra i 2.000$, per una situazione durante il weekend di relativa calma, anche sugli altri mercati. Sì, sono chiusi, ma c’è comunque modo di seguirne almeno in parte il prezzo – cosa che vedremo più avanti.
Nonostante le notizie che arrivano dal Medio Oriente non siano delle migliori, i mercati (quelli aperti) trovano spazio per un sospiro di sollievo, dopo una settimana di paure amplificate e di pricing di certe situazioni attese forse eccessivo. Se dovessimo avere una forbice tra il brutto possibile e il bello possibile, la sensazione è che i mercati si siano forse troppo accalcati sulla parte più bassa.
Petrolio intorno ai 100$ (WTI)
Il petrolio è tranquillo, nel senso che non ha avuto dei grossi spike di prezzo, ma progressivamente si è avvicinato ai 100$, per quanto riguarda il contratto sul WTI, che prenderemo a riferimento di questa breve analisi. Continuano movimenti anomali, che abbiamo discusso in chat oggi sul nostro Canale Telegram VIP (se segui il link puoi ottenere 7 giorni di permanenza gratis).

La sensazione è che ogni volta che si arrivi sui 100$, delle forze misteriose inizino a shortare per riportarne il prezzo in basso. È assurdo pensare che stiano operando su Hyperliquid, che rimane un mercato ancora poco liquido e che comunque in pochi seguono per avere idea di cosa sta succedendo.
Quello che è possibile è che siano tutti convinti che siano diverse le forze, anche “pubbliche”, che vogliono mantenere i futures sotto un certo livello di prezzo.
Il rischio maggiore per i mercati è che li raffronto poi con le consegne fisiche sia più duro, ma per ora poco importa.
Bene Bitcoin e crypto
Il movimento è iniziato intorno alle 14:40 ora italiana, è parzialmente rientrato ma permetterà di mantenere la giornata in positivo, a meno di imprevedibili scossoni. Una buona reazione, che non avrà fatto arricchire nessuno, ma che al tempo stesso permette di tirare un respiro di sollievo.
Di spirale di mood e sentiment negativi per ora non ve n’è traccia. In tempi di guerra, ci si può accontentare anche delle piccole cose della vita.
C’è però altro che ad avviso di chi vi scrive è più interessante in termini di possibili movimenti alla riapertura delle borse lunedì.
Ecatombe azioni crypto: abbiamo trovato un bottom?
Diverse azioni crypto hanno chiuso con delle perdite importanti, amplificando talvolta anche il movimento ribassista di venerdì di Bitcoin e crypto.
| Ticker | Prezzo ($) | Variazione |
|---|---|---|
| MSTR | $126,03 | -5,33% |
| COIN | $161,14 | -7,23% |
| CRCL | $93,66 | -4,17% |
| WULF | $14,89 | -4,39% |
| GEMI | $4,11 | -12,18% |
| CORZ | $15,07 | -5,16% |
| HUT | $47,41 | -6,98% |
| IREN | $35,09 | -7,54% |
| RIOT | $12,80 | -9,54% |
Qualche considerazione preliminare, dato che sul tema torneremo presto sul canale VIP. La punizione per COIN e CRCL sembra eccessiva, nonostante ci siano brutti segnali da un Clarity Act che non prevederà il vantaggioso yield sulle stablecoin che farebbe tanto comodo sia a Circle che a Coinbase. Le due aziende rimangono finanziariamente in ottime condizioni e forse sono le due grandi occasioni che il mercato crypto sta offrendo.
$GEMI è una scommessa dura e pura: da un lato sta cercando di ristrutturarsi per portare a casa una condizione possibile di ricavi maggiori delle spese, dall’altro dipenderà in larga parte dall’andamento del mercato crypto. Nel caso in cui il progetto di tagliare le spese (che è passato da importanti licenziamenti) dovesse accompagnarsi a una ripresa del settore crypto, sarebbe probabilmente il titolo che potrebbe guadagnare di più di tutta la rassegna.
Puniti anche eccessivamente miner che sono aziende energetiche a tutti gli effetti – e che rimangono bersagli garantiti da parte delle società AI a caccia di datacenter. I mercati probabilmente le prezzano ancora troppo come produttrici di Bitcoin e poco altro. Progressivamente invece saranno sempre meno dipendenti da BTC.
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