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Santoni crypto Gesù compra bitcoin

Compra Bitcoin, lo vuole Gesù. Domenica delle Palme con gli influencer “cristiani”

Bitcoin? Roba da cristiani. Aumenta il trend dei Cristo-influencer che vendono corsi ai fedeli.
Santoni crypto Gesù compra bitcoin

C’è chi vive la Domenica delle Palme in chiesa e nella sua comunità di credenti, chi la ignora (ci mancherebbe, siamo in un paese libero) e chi – a 10.000 chilometri dal Vaticano, la vive con Bitcoin. NBC ha pubblicato un lungo approfondimento su influencer, pastori e quelle cose strane del cristianesimo all’americana che ora si incrociano con Bitcoin. Chiese che propongono corsi, canali a pagamento per seguire il mercato e tante altre stranezze che mischiano sacro e profano. Bitcoin moneta cristiana? Il dibattito è aperto da tempo, ma il sospetto fondato è che qualcuno stia cercando di abusare del suo ruolo di ministro della fede per strappare qualche sottoscrizione.

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Trend di investimento sacro? Ennesimo scam organizzato dalle chiese acefale tanto popolari negli Stati Uniti? Oppure c’è qualcosa di più profondo?

Buy the dip, lo dice il Signore

Dalle chiese che permettono le offerte in Bitcoin a quelle vicine, molto vicine, forse troppo vicine a influencer cristiani che si sono trasformati in fuffa guru. Dopo l’elezione di Donald Trump – il primo presidente crypto, nonché presidente molto popolare tra gli evangelici – sembra che il matrimonio tra chiese e chiesette americane e Bitcoin sia diventato più saldo che mai.

Non citeremo i nomi – che potete trovare sull’approfondimento di NBC – anche per evitare pubblicità a chi dovrebbe averne il meno possibile. Il fenomeno comunque c’è, è in crescita, è evidente ed è anche, a nostro modo di vedere le cose, preoccupante.

Lo schema è sempre lo stesso: costruirsi un seguito in nome del Signore, sfruttare quel pubblico per vendere la qualunque. Quella qualunque sono investimenti, o consigli di investimento, canali che permettono di seguire il mercato, aggiornamenti e compagnia. Non siamo ancora alla simonia, perché non si promettono né cariche né salvezza. Qualcuno però gioca con la prima valuta che non è di Cesare. E dunque quando sarà il momento di dargli ciò che è suo, potremo volentieri tenercela in tasca.

Bitcoin e mammona

Nessuno può servire a due padroni: o odierà l’uno e amerà l’altro, o preferirà l’uno e disprezzerà l’altro: non potete servire a Dio e a mammona.

Anche quando ci si organizza di tutto punto per leggere e rileggere il Vangelo, il rischio di perdersi qualche passaggio importante c’è. L’ammonimento a non poter servire due padroni, a non poter amare Dio e mammona, deve essere sfuggito ai più di questi influencer “cristiani”, con le comunità di credenti (soprattutto se esigue di dimensioni) che si confermano tra le vittime più ricorrenti di truffe finanziarie.

Le comunità religiose sono spesso vulnerabili alle truffe perché sono tenute insieme da un network di fiducia. Credo che le nostre difese siano abbassate quando c’è qualcuno che parla la nostra lingua, che in alcuni casi si veste come facciamo noi o che professa la nostra stessa fede.

È questo il parere di William Schultz, professore all’Università di Chicago “Divinity School”, che viene riportato da NBC e che non possiamo che fare nostro, nella speranza di vedere certe tendenze lontane dai nostri lidi.

Dai loro frutti li riconoscerete

D’altronde non è la prima volta che il matrimonio tra diversi produce delle aberrazioni. In tanti ricorderanno il pastore Lorenzo Sewell, che dopo aver benedetto anche Donald Trump durante la seconda inaugurazione, ebbe a proporre ai suoi fedeli una sua meme coin.

Un pastore ai piani alti

Lungi da noi paragonare Bitcoin e meme, ma il meccanismo, almeno a chi ha occhi per guardare, dovrebbe essere chiaro.

Intanto, riporta sempre NBC, la no profit Thank God for Bitcoin ha visto la sua conferenza annuale raddoppiare le presenze. Tutto questo mentre le conferenze Bitcoin e crypto non stanno passando un buon momento.

Chiudiamo con la speranza che i credenti facciano proprio uno dei fondamentali di Bitcoin: don’t trust, verify. Soprattutto quanto è un santone/pastore a proporti investimenti.

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Klaus Marvin
Klaus Marvin
6 ore fa

cari amici se anche la banca del vaticano riciclava denaro e la morte dei paschi di Siena pure e chissà quanti altri istituti di credito allora possiamo dire che il Bitcoin è la moneta di Dio oltre che del popolo. Ora non ci resta che aspettare che Dio, oltre ai pani e ai pesci, inizi a moltiplicare anche il valore del Bitcoin. Credetemi, abbiamo proprio bisogno di un miracolo.