La privacy è da sempre una delle caratteristiche più ricercate dagli utenti nello spazio on-chain, ma anche una di quelle più complesse da poter esercitare in un ambiente sicuro, decentralizzato e user-friendly. Near Protocol sta cercando di affrontare questo compromesso, e lo sta facendo attraverso un nuovo modello che mira a offrire un’interfaccia semplificata per l’esecuzione di operazioni anonime e private.
Il tema della riservatezza non è nuovo in casa Near, e se ne discute già da diversi anni, in particolare con l’evoluzione dell’architettura Intents. Parliamo di un motore di esecuzione in cui l’utente comunica solo l’intento di una determinata operazione, e la rete ricerca il routing migliore per poter eseguire la transazione nel modo più efficiente possibile all’interno dei mercati DeFi.
Da questo concetto, però, Near ha appena compiuto lo step successivo, introducendo un nuovo livello di esecuzione esclusivamente dedicato alla privacy.
NEAR Intents oltre i $17 miliardi: crescita dei volumi e focus sulla privacy
Negli ultimi mesi il progetto Near ha cavalcato con successo il folle trend delle privacy coin, spingendo l’acceleratore sulla narrativa della riservatezza e portando sempre più al centro dei propri interessi l’architettura Intents. Un sistema automatizzato e intelligente che era già stato sviluppato anni prima, ma che solo negli ultimi mesi ha spiccato letteralmente il volo.
Ad oggi, secondo i dati di Token Terminal, gli utenti hanno processato circa $17 miliardi di volumi di scambio tramite il protocollo Near Intents.

Tuttavia, c’è stato fino ad ora un grosso malinteso – reso più complicato dallo storytelling del team di Near – legato proprio al concetto di privacy. Near Intents infatti, non abilita di per sé transazioni completamente anonime, ma funge solo come motore di esecuzione che riduce il livello di esposizione rispetto a un’interazione diretta con i protocolli decentralizzati.
Questo perché l’esecuzione non passa attraverso il mempool pubblico classico, ma viene gestita da una rete di solver che si occupa di trovare il routing più efficiente – in maniera simile al DEX CowSwap che ottimizza il trading in DeFi.
Morale della favola: le operazioni sono meno trasparenti e meno attaccabili da MEV, ma comunque visibili on-chain e di conseguenza non esattamente private.
Di recente però Near ha finalmente trovato il modo di colmare questo limite, introducendo un nuovo layer di riservatezza sopra il motore Intents che cambia completamente il modo in cui le operazioni vengono processate. Da qui nascono i Confidential Intents.
Confidential Intents: nuovo layer per la privacy on-chain
Si tratta di un layer opzionale sviluppato sopra l’architettura Near Intents, che consente di eseguire operazioni in un ambiente separato rispetto alla blockchain pubblica, mantenendo riservati i dettagli della transazione durante tutto il processo di esecuzione.
A livello tecnico, l’intent viene eseguito su uno shard privato di NEAR; ossia in uno spazio on-chain privato, gestito da un set di validatori indipendenti e permissioned che operano all’interno di “infrastrutture protette”.

Così facendo, informazioni come l’importo dell’operazione, gli asset coinvolti e, più in generale, i dettagli legati a trasferimenti, depositi e interazioni tra chain non vengono esposte pubblicamente, ma rimangono confinate all’interno di uno shard riservato.
È importante specificare che Confidential Intents rappresenta un livello opzionale, che gli utenti possono scegliere se abilitare o meno. Allo stesso modo questa funzione non si applica solo al trading in DeFi, ma anche ai trasferimenti on-chain, agli account web3 e alla gestione dei fondi attraverso il programma incentivi Earn.
E come si accede a questo layer per la privacy? Esiste un’interfaccia dedicata che permette di attivare facilmente questa modalità.
Near.com: come accedere alla privacy su NEAR Intents
Fino a poco tempo fa gli scambi Near Intents, ossia quelli che hanno prodotto i volumi mostrati sopra, erano accessibili principalmente tramite integrazioni dedicate e interfacce sviluppate da terze parti. Ora invece è disponibile un’interfaccia unificata che permette di eseguire swap cross-chain, pagamenti tra indirizzi e maturare uno yield sul proprio deposito (con queste ultime due funzionalità attualmente in fase di sviluppo).
Basta passare per il sito di web di Near, e depositare fondi tramite trasferimento da exchange o dal proprio wallet non custodiale. A questo punto, cliccando sulla voce in alto a sinistra “Confidential mode”, si attiva la modalità riservata, la quale consente di eseguire operazioni mantenendo privati i dettagli lungo tutto il processo.
Poc’anzi parlavamo di layer opzionale proprio per questo: se si sceglie il Confidential mode si passa in un ambiente riservato, mentre in modalità standard le operazioni continuano a essere eseguite tramite l’architettura Intents in forma pubblica.

Attualmente è disponibile solo la sezione Confidential Trade, ma a breve verranno sbloccate nuove funzionalità come il Confidential earn o i Confidential payments.
Un account privato per istituzioni e whales
Uno degli aspetti più interessanti dell’intera architettura dei Confidential Intents riguarda la possibilità di gestire un account in modalità riservata. Si tratta di una caratteristica sempre più ricercata da istituzioni e soggetti ad alto patrimonio, che non vogliono esporsi pubblicamente e preferiscono operare senza che terzi possano osservare i movimenti dei propri fondi.
Tutto questo diventa ancora più importante nel mondo DeFi, dove esistono particolari vulnerabilità legate a dinamiche MEV come front running o sandwich attack. Tutti meccanismi che sfruttano la trasparenza delle blockchain pubbliche e che traggono vantaggio dal poter leggere l’ordine delle transazioni in un determinato blocco.
Con un account privato, invece, questi rischi vengono ridotti in modo significativo, proprio perché le operazioni non sono più visibili pubblicamente durante il loro svolgimento.
Per attivare il Confidential Account, è necessario prima depositare fondi sulla chain pubblica, per poi trasferire le monete, tramite la sezione “Assets”, sull’account riservato.
Confidential intents: un catalizzatore per la crescita di $NEAR?
Ovviamente tutto questo sviluppo infrastrutturale da parte di Near Protocol potrebbe portare maggiore attività sulla propria piattaforma, e di conseguenza maggiori commissioni per la piattaforma, contribuendo indirettamente anche alla creazione di valore per il token $NEAR.
La nuova interfaccia semplificata, unita all’introduzione della modalità riservata, rende infatti l’esperienza molto più accessibile per l’utente retail, ma allo stesso tempo più adatta a clienti di natura istituzionale o a whales. Dal lancio dei Confidential Trade c’è stata una prima ondata di metriche in crescita (volumi, fees, revenue), che lascia ben sperare per un’ulteriore espansione dell’attività sul protocollo.
Detto ciò, dovremo tenere sotto d’occhio questa dashboard per capire se effettivamente le nuove soluzioni lato privacy riusciranno ad attrarre nuova utenza e portare nuovi capitali.

Per il resto, da un punto di vista più ampio, il token $NEAR è reduce da una lunga fase ribassista che prosegue da quasi due anni. Gli holders si trovano in forte condizione di perdita, anche a causa dell’andamento problematico dei mercati sul fronte macro.
Ci sarà da vedere dunque se un potenziale rally futuro indurrà gli investitori più esposti nel breve termine a prendere profitto, o se invece l’arrivo di nuova domanda sarà in grado di sostenere un’accumulazione più strutturata.
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