Nonostante sia dimissionario, Villeroy de Galhau, governatore della banca centrale francese, fa ancora politica monetaria a mezzo stampa. In una recente intervista rilasciata a La Stampa, Villeroy ha parlato della possibilità di intervento da parte di BCE, per quanto l’istituto non abbia alcun tipo di potere sui prezzi del greggio. È prematuro però, secondo il francese, parlare di quando si potranno alzare i tassi di interesse, aggiungendo però subito dopo che le notizie che arrivano dal fronte iraniano non sono delle migliori.
I mercati in realtà prezzano già da metà marzo almeno un paio di rialzi dei tassi, con alcuni dei principali analisti che se li aspettano già dal prossimo incontro dell’istituto.
Dimissionario ma all’attacco
Villeroy de Galhau lascerà il suo posto di governatore in giugno, dopo un curioso (e irrituale) teatrino politico a Parigi. Le malelingue lo vogliono fuori prima del tempo a causa di un supposto intervento di Emmanuel Macron, presidente della Francia, che temerebbe di lasciare la possibilità di elezione del successore nelle mani delle destre.
Ad ogni modo, finché sarà in carica Villeroy continuerà ad apparire in pubblico e anche a rilasciare interviste su toni non esattamente tranquilli. L’ultima è per il quotidiano italiano La Stampa – qui l’intervista integrale – dove il francese sentenzia:
La Banca Centrale Europea non ha controllo sui prezzi, ma ha la possibilità e il dovere di ancorare le aspettative delle famiglie e delle attività all’inflazione target di medio periodo del 2%. Siamo pronti ad agire in questa direzione se necessario.
E poi ha aggiunto:
Il dibattito su date prestabilite è molto prematuro. I mercati hanno sovra-interpretato negli ultimi giorni.
E quindi uno schiaffo a mercati forse eccessivamente posizionati prevedendo rialzi ai tassi che non sono stati ancora decisi e che non si sa se e quando arriveranno. Rimane il fatto che bombe, missili e droni continueranno però a fare più rumore di quello delle dichiarazioni di un membro pur così autorevole del central banking europeo.
Intanto anche negli USA
Jerome Powell, nella sua ultima rilevante apparizione pubblica – che risale però ormai a due settimane fa – aveva invitato tutti alla calma. Gli shock energetici momentanei hanno effetti fatui sull’inflazione e dunque possono essere ignorati.
I mercati però, almeno a guardarne il comportamento, non sono poi così convinti di quel momentaneo. Ed è per questo che stanno gradualmente prezzando una guerra che durerà più a lungo.
Alex Lavarello, questa mattina, ha parlato anche del problema petrolio, in un’analisi a 360° che vi consiglio di leggere per fare il punto sulla situazione, al netto dei pur pregnanti interventi di Villeroy.
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Chi riveste certi incarichi… deve stare …in silenzio… ed eventualmente parlare con i fatti !!!
R.
Pienamente d’accordo. Doppiamente d’accordo se sei dimissionario.