Chi aveva ipotizzato un ritorno dell’altseason in questo primo trimestre del 2026 deve necessariamente rivedere le proprie convinzioni. Il mercato crypto continua a risentire negativamente delle tensioni geopolitiche e della crisi energetica in Medio Oriente, con le altcoin che – come spesso accade in momenti di incertezza – tendono a essere le più penalizzate.
Gli ultimi dati di CryptoQuant parlano di una quota pari a circa il 40% di tutti i token crypto (escluso Bitcoin) che viene scambiata vicina ai rispettivi minimi storici. Si tratta di un numero che fotografa perfettamente lo stato dell’industria altcoin – già in bear market da diversi mesi – e che racconta di un contesto completamente diverso rispetto a quello degli anni passati.
Altseason rimandata: altcoin intrappolate sui minimi
L’ultimo ciclo del mercato crypto si è rivelato decisamente meno entusiasmante di come lo avevano pronosticato in molti. L’altseason non si è vista neanche con il binocolo, ad eccezione di qualche finestra speculativa positiva a fine 2024, e in minima parte tra il Q2 e il Q3 del 2025, durante le quali le altcoin hanno avuto modo di sfogarsi brevemente al rialzo.
Per il resto, l’andamento generale dei token crypto è stato letteralmente sanguinante, con il 40% di tutte le monete alternative a Bitcoin che attualmente si trova nei pressi dei propri minimi storici. Ciò significa che 2 token su 5 sono negoziati ai valori più bassi di sempre, segnale non indifferente di una debolezza diffusa su tutto il comparto degli asset digitali.
La cosa che tra l’altro è ancora più preoccupante è che questo dato risulta persino peggiore rispetto a quello registrato durante il precedente ciclo bear, secondo quanto descritto da CryptoQuant. Al bottom del 2022 infatti, la percentuale di altcoin sui minimi storici si era fermata “solo” al 38%, un livello ormai già superato e con potenziale spazio per un ulteriore peggioramento nel breve termine.

Token crypto sotto pressione: l’effetto di un mercato troppo saturo
Le cause di questo risultato così negativo sul fronte altcoin sono molteplici e dipendono in gran parte da un minore appetito per il rischio da parte degli investitori negli ultimi mesi, un fattore che ha inevitabilmente indebolito la tesi di un incombente altseason.
In realtà però, questa non è l’unica motivazione – e forse nemmeno la principale – che spiega un esito così bearish per i token crypto. Il fatto che ad oggi più token siano vicini agli ATL rispetto al precedente bear market rappresenta un esito quasi fisiologico, se si considera l’enorme espansione dell’offerta di token osservata nell’ultimo periodo.
Oggi abbiamo molte più monete disponibili su cui investire rispetto al passato (circa 47 milioni di crypto in totale) e questo non può che frammentare la liquidità del mercato. Ovviamente una grande fetta dei token esistenti è rappresentata da memecoin a bassa capitalizzazione di mercato che sono poco influenti nel conteggio, ma resta comunque evidente come le troppe crypto senza utilità non facciano bene alle performance dell’intero comparto.

C’è poi anche un problema legato alle modalità con cui i nuovi token sono stati lanciati durante il 2025 – con il classico meccanismo “High FDV low float” – cioè con una valutazione iniziale molto alta e una supply circolante estremamente ridotta.
Questo ha contribuito in maniera significativa alla crisi del mercato altcoin, viste proprio le condizioni strutturali che incentivano la pressione di vendita nel tempo a favore di VC ed investitori privati.
Altseason ancora lontana, ma forse c’è ancora un’opportunità
Chi ha sognato l’altseason nell’ultimo ciclo si è scontrato con un mercato dei token tutt’altro che accomodante, e ad oggi si sta probabilmente leccando profonde ferite. Sulla stragrande maggioranza delle altcoin, gli investitori più esposti nel breve periodo registrano infatti perdite consistenti (realizzate e non) che potrebbero non essere più recuperate.
Questo è un dato di fatto che non possiamo di certo ridimensionare, ma su cui possiamo tuttavia ragionare in un’ottica più ampia. C’è chi dice che il momento di comprare è “quando il sangue scorre per le strade” e chi sostiene che alcune delle top altcoin siano qui per restare, a prescindere dalle performance di breve periodo.
Con questa affermazione non vogliamo suggerirvi di fiondarvi sul mercato ad acquistare token a casaccio, ma solo ricordarvi che ci sono alcuni progetti che – in contesti più appetibili per gli asset a rischio – potrebbero offrire grande spazio per un rally a partire da queste valutazioni.
In particolare, ci riferiamo a quei token legati a protocolli con un prodotto reale alle spalle, in grado di generare revenue e attrarre attività organica on-chain.
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