Il contesto crypto, così come quello dei mercati finanziari tradizionali, è influenzato in questa fase da una combinazione di fattori. Tra questi pesa il quadro geopolitico legato al conflitto Stati Uniti – Iran, con relativo impatto sul prezzo del petrolio e sulla percezione del rischio. Le tensioni sull’energia stanno generando volatilità sui mercati e ansia sull’inflazione, con implicazioni sui tassi delle Banche centrali e a cascata su Bitcoin e crypto.
Il ruolo storico del dollaro sui mercati
Ampliando lo sguardo oltre la fase attuale, uno dei fattori che storicamente ha inciso maggiormente sulla direzione dei mercati è stato l’andamento del dollaro. Negli ultimi anni la relazione tra dollaro, materie prime e asset di rischio ha mostrato dinamiche ricorrenti, alternando fasi di forte correlazione a momenti di disallineamento.
Panoramica monthly del Dollar Index
L’U.S. Dollar Index (DXY) è un indicatore che misura il valore del dollaro americano rispetto a un paniere di sei valute principali, tra cui euro, yen, sterlina e franco svizzero. È considerato il principale riferimento per valutare la forza o la debolezza del dollaro sui mercati globali. Nel grafico monthly abbiamo una panoramica del Dollar index, dai minimi del 2021 e relativi swing rialzisti e ribassisti.

Focalizzandoci sugli ultimi 12 mesi, si può osservare come il prezzo del DXY da luglio 2025 sia bloccato sotto la resistenza area 100. Da qui ha ritracciato per stabilizzarsi nei mesi successivi in un range compreso tra la trendline di supporto dinamico (linea verde) e la fascia di resistenza.
Il DXY sta vivendo una fase di equilibrio, non sta né accelerando al rialzo né crollando, però si muove in un’area di congestione che potrebbe anticipare un movimento direzionale. Il breakout della resistenza potrebbe essere il trigger per una nuova fase di forza del dollaro, con possibili implicazioni ribassiste su materie prime e BTC.
Dollar Index e materie prime
Le principali materie prime sono denominate in dollari, così come Bitcoin e le crypto. Quando il dollaro si rafforza, petrolio, oro e metalli industriali diventano più costosi per chi utilizza altre valute. Questo può ridurre la domanda e spingere i prezzi al ribasso. Viceversa, un dollaro debole tende a favorire la domanda globale di commodities, sostenendone i prezzi. Per questo motivo esiste spesso una relazione inversa tra l’indice del dollaro e le principali materie prime.

Nel grafico riportiamo una panoramica dell’andamento delle principali materie prime da inizio 2026 a confronto con BTC. Sul lato positivo spiccano il cotone a +14,39%, l’alluminio a +13,74% e il grano a +12,73%. L’oro segna un +10,57%, l’argento a +7,70%, il succo d’arancia a +4,34% e il rame a +3,32%. In negativo troviamo il platino a -3,36% e il palladio a -8,94%. BTC si colloca ampiamente in negativo con un -19%, confermando come in questa fase le materie prime stiano sovraperformando nettamente l’asset digitale.
Dove sta funzionando la correlazione del DXY
In questa fase la correlazione inversa classica tra DXY e materie prime sta funzionando regolarmente, con il dollaro debole e le commodities in rialzo. L’anomalia riguarda invece BTC, che nonostante il dollaro in discesa sta registrando un forte calo da inizio anno. I fattori geopolitici, l’incertezza sui dazi e il risk-off generalizzato stanno prevalendo sul beneficio che storicamente un dollaro debole offre agli asset digitali.
Correlazione Bitcoin – Dollar Index e anomalia del 2026
La correlazione tra DXY e BTC la possiamo osservare nella panoramica sul grafico weekly dal 2020. Qui si possono osservare le fasi ricorrenti in cui un dollaro debole (DXY Down) ha coinciso con rialzi di BTC (BTC UP) e viceversa.

Nel 2020-2021 il DXY in discesa ha accompagnato il forte rally di BTC, nel 2022 il rafforzamento del dollaro ha coinciso con il bear market crypto e nel 2023-2024 la nuova discesa del DXY ha sostenuto la ripartenza di BTC.
In questa fase del 2026 la correlazione inversa classica non sta funzionando. Il DXY è in discesa verso area 98,70 e le materie prime stanno rispettando il pattern con rialzi diffusi. Tuttavia BTC rappresenta l’anomalia: segna un -18,87% da inizio anno nonostante il dollaro debole. I fattori geopolitici legati al conflitto Iran – USA e il risk-off generalizzato stanno prevalendo sul beneficio che storicamente un dollaro debole offre a BTC.
Criptovaluta.it® Ultime Notizie Bitcoin e Crypto News | Criptovalute Oggi
