Anche Justin Sun, fondatore di Tron e investitore tanto ricco quanto contestato nello spazio crypto, si schiera contro quanto accaduto in WLFI, progetto DeFi legato alla famiglia del presidente degli USA Donald Trump. In un lungo post affidato a X, il leader di Tron accusa le mele marce all’interno del progetto di abusare di funzioni che erano state nascoste al momento della presentazione del progetto – e che permettono il controllo totale dei capitali degli investitori.
Justin Sun, che ripete di essere da sempre fervente sostenitore di Trump e delle sue politiche crypto-friendly, non nasconde l’amarezza, definendosi prima grande vittima di questo modus operandi, a causa del congelamento del suo portafoglio in WLFI nel 2025.
Nessuna governance, nessuna trasparenza
Le accuse che Justin Sun pubblica sul suo account X, in cinese, sono molto gravi:
C’è una backdoor nello smart contract di WLFI […] che offre potere unilaterale per congelare, restringere e effettivamente confiscare i diritti di proprietà di qualunque holder del token, senza motivazioni possibili e senza possibilità di appello. Questo è l’opposto della decentralizzazione.
E poi aggiunge, in un crescendo di accuse:
Ogni azione del team di WLFI per estrarre commissioni dagli utenti, per impiantare segretamente back door e controllo sugli asset, per congelare gli asset degli investitori senza disclosure e per trattare la community come un bancomat personale – tutte queste azioni sono illegittime e non sono mai state autorizzate da un processo di governance equo, trasparente o in buona fede.
Soltanto pochi giorni fa WLFI è stata accusata di aver utilizzato token “fasulli” per ottenere prestiti in DeFi, ultima goccia di un vaso già colmo di polemiche e che ha avuto eco importante anche a livello politico.
Parte delle difficoltà nell’avanzamento del cosiddetto Clarity Act, il gruppo di leggi che dovrebbe regolamentare il mondo crypto negli USA, dipende anche dal coinvolgimento poco limpido e poco trasparente del presidente degli USA e della sua famiglia nel mondo crypto.
Altri accusano Justin Sun di aver investito – offrendo una parte di credibilità al progetto – al solo scopo di migliorare i suoi rapporti con la famiglia Trump e di conseguenza con le agenzie del governo USA, che hanno chiuso qualunque tipo di indagine nei suoi confronti e nei confronti dei suoi progetti.
Tutto questo mentre il progetto continua a essere governato da pochi e ricchissimi detentori di token – che ora Justin Sun accusa di manipolazione del protocollo e di scarsa trasparenza. Se Justin Sun ha deciso di criticare pubblicamente il progetto, probabilmente continueremo a sentirne delle altre nei prossimi giorni.
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