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Dollaro Yen

La Fed può colpire Bitcoin, ma il primo effetto si vede già su euro e yen

La crisi dello yen e la politica aggressiva della Federal Reserve scuotono il mercato valutario globale, riaccendendo i rischi sui mercati e Bitcoin.
Dollaro Yen

Questa è stata una settimana caratterizzata dalla Federal Reserve e dalla conferenza stampa di Kevin Warsh il 28 luglio. L’attenzione sui tassi e su un possibile aumento sta catalizzando l’interesse anche del mondo crypto e di Bitcoin. Eppure gli effetti si scaricano storicamente prima sul terreno valutario, dove i movimenti sono più rapidi e il mercato muove miliardi. È sui cambi euro/dollaro e dollaro/yen che la politica monetaria lascia il segno più immediato.

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Perché i tassi muovono prima le valute

I tassi delle Banche Centrali e il campo valutario del forex hanno un legame diretto e quasi meccanico. Quando il mercato si aspetta rialzi dalla Fed, tenere capitali in dollari diventa più remunerativo di prima. I flussi internazionali corrono verso il biglietto verde, la domanda sale e il dollaro si rafforza sulle altre valute.

Meccanismo tassi Fed e reazione valute
Meccanismo tassi Fed e reazione valute

Conta però il differenziale con le altre banche centrali, non il livello del tasso americano da solo. E conta soprattutto l’aspettativa, perché i mercati prezzano in anticipo. Se al contrario la Fed segnala tagli, il dollaro si indebolisce e le altre valute recuperano terreno, a partire da euro e sterlina.

Euro/dollaro, un rimbalzo in cerca di conferme

Sul cambio euro/dollaro il quadro attuale ci mostra un dollaro debole e un euro in ripresa. La candela weekly ha chiuso a 1,15500, in rialzo del +1,37%.

Euro/Dollaro - weekly 02 agosto 2026
Euro/Dollaro – weekly 02 agosto 2026

La panoramica grafica mostra un andamento sostanzialmente laterale da giugno dell’anno scorso. A giugno di quest’anno euro/dollaro è andato a toccare il primo supporto vettoriale in area 1,1380, dove ha costruito la base del rimbalzo attuale. La prima resistenza vettoriale, del movimento dal massimo di gennaio al minimo di questo giugno, passa a 1,1642. La resistenza principale si colloca invece più in alto, in area 1,1735.

Il segnale trova conferma nel Dollar Index, l’indice del dollaro contro un paniere di valute, sceso a 99,802. Il DXY è l’antagonista naturale dell’euro e il grafico mostra la candela weekly chiusa a -1,35%, dopo il tentativo di breakout della settimana scorsa della resistenza a 99,80. L’obiettivo per un rafforzamento del Dollar Index è però il breakout a 103. Su questo livello interseca anche la SMA 50.

Lo yen a un passo dal baratro

Dollaro/yen, grafico mensile
Dollaro/yen, grafico mensile luglio 2026

Il fronte più caldo resta però il cambio dollaro/yen, dove la tensione è esplosa in questi giorni. Nel corso dell’ultimo mese la quotazione è arrivata a 164, il livello che segna i minimi degli ultimi trent’anni per la valuta giapponese. Dal picco lo yen ha però recuperato fino a 157,469, con un calo del 3,11%. È importante leggere bene il segno di questo movimento, perché sul cambio dollaro/yen il numero indica quanti yen servono per comprare un dollaro: quando quel numero scende, significa che è lo yen a rafforzarsi.

Come riportato da Gianluca Grossi, Stati Uniti e Giappone sarebbero intervenuti insieme dopo trent’anni di distanza. Tokyo avrebbe mosso oltre 52 miliardi di dollari in una sola seduta, il suo intervento più grande di sempre. La Federal Reserve di New York avrebbe invece venduto euro contro yen, per circa 14 miliardi.

Il ritorno sul Bitcoin e lo spettro del 2024

È qui che il cerchio si chiude e il discorso torna sul Bitcoin e sulle crypto. Un dollaro forte alimentato da una Fed aggressiva pesa su tutti gli asset rischiosi, valute deboli e crypto comprese. Il pericolo maggiore ha un precedente preciso e recente, l’agosto del 2024. Allora la crisi dello yen innescò l’uscita dai carry trade, le operazioni che prendono yen a basso costo per investirlo dove rende di più. Quella fuga provocò una correzione globale che travolse anche Bitcoin in pochi giorni. Se la Fed resta dura e l’intervento sullo yen non regge, quello scenario torna concreto sul tavolo.

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