Dopo 14 trimestri consecutivi di disimpegno dal mercato, Berkshire Hathaway torna a essere acquirente netta di azioni. Erano tre anni e mezzo che il gruppo vendeva più azioni di quante ne acquistava, con l’incantesimo che si è rotto con il secondo trimestre pieno di Greg Abel a capo della società di investimenti fondata da Warren Buffett. Per i dettagli si dovranno aspettare i filing del form 13F, che per ora mancano. Le informazioni che stiamo diffondendo arrivano dalla pubblicazione dei risultati trimestrali dell’azienda.
Non si tratta comunque di grandi spostamenti. Il gruppo, al 31 marzo, aveva in cassa 397 miliardi di dollari di liquidità, mentre adesso ne avrebbe nel complesso 20,5 in meno. Un 5% circa di acquisti netti, con i dettagli però che mancano ancora.
Google e poi?
Anche se Google non ha riportato la cessione durante le sue ultime trimestrali, tecnicamente Berkshire Hathaway avrebbe investito 10 miliardi di dollari in Google, in un round di finanziamenti del gruppo di Mountain View destinato agli investimenti in AI, con la raccolta che è avvenuta tramite emissione di azioni ordinarie.
Ad ogni modo c’è anche altro nelle trimestrali del gruppo. Operating profit che sfiora i 13 miliardi di dollari (12,98, per la precisione), e evidentemente un nuovo atteggiamento, dato che il gruppo è tornato a essere acquirente netto di azioni, per poco più di 20 miliardi di dollari.
Il gruppo continua comunque a essere seduto su una quantità enorme di liquidità, per più di 370 miliardi di dollari, e non sembrerebbe avere alcuna intenzione di farsi prendere dalla fretta nell’impiegarli.
Dopotutto i tassi, anche sui bond molto a breve termine, sono interessanti e permettono di conseguire dei buoni profitti. Seguendo quella che è stata la scuola del fondatore Warren Buffett, si dovrà aspettare l’occasione giusta.
Quando i dettagli?
La prossima settimana il gruppo fondato da Warren Buffett invierà la documentazione a SEC riguardante i suoi ultimi investimenti. E avremo così un dettaglio che riguarda il cambiamento delle posizioni, che sarà certamente più interessante dell’aggregato, perché permetterà di conoscere ogni singolo movimento e anche eventuali vendite.
Data l’entità degli spostamenti, e dato che poco meno di 5 miliardi dovrebbero riguardare l’acquisto di azioni proprie, dubitiamo che la classifica degli investimenti di Berkshire Hathaway cambi radicalmente, per quanto il nuovo management sembri più aperto all’idea di farsi coinvolgere nel ciclo AI, anche se tramite aziende di grande solidità come Google.
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