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TradFi

Il re degli short sui mutui subprime contro l'AI: Micheal Burry attacca queste azioni (e va long su queste altre)

Michael Burry non molla. È convinto della sua tesi anti-AI e aumenta le esposizioni short. Intanto però investe anche in azioni... fuori dal giro.

13:38 • Aggiornato 23/09/2026

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Scritto da Gianluca Grossi

Caporedattore e Content Strategy

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Michael Burry insiste con la sua tesi, nonostante i mercati si siano preoccupati di smentirlo più volte durante questo ciclo. L’investitore leggendario che anticipò la grande crisi dei mutui subprime ha aumentato le sue posizioni ribassiste su Micron, Palantir, Nebius e anche sul più importante ETF che replica l’andamento delle società che vendono chip. Burry è convinto della sua tesi e non ha paura di andare contro, evidentemente, al mondo intero.

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Nonostante gli sberleffi di tutto il mondo (e anche di chi ha performance assai peggiori delle sue), Michael Burry non molla. Forse però a essere interessanti non sono soltanto le sue posizioni short, note e ricaricate, ma anche quelle long.

AI? Tutto un bluff

Michael Burry ne ha scritte tante sul mondo AI. È da tempo che parla di bolla alimentata non solo da aspettative irrealistiche sui ritorni, ma anche da qualche conto truccato che non racconta tutta la verità sullo stato patrimoniale effettivo dei principali player del settore.

Nonostante il comparto venga però da una corsa incredibile e nonostante anche la correzione di giugno-luglio sia stata ampiamente colmata dai rialzi, Burry non demorde. Il genio della crisi dei subprime ha infatti annunciato sulla sua newsletter di aver rincarato le dosi delle posizioni short su diverse aziende ed ETF del settore. Su tutte Palantir, ormai sua nemesi, insieme a Nebius (neocloud), l’ETF SOXX che replica il più importante indice sui semiconduttori e anche Micron.

C’è però anche del movimento lato long, ovvero sulle posizioni rialziste. Burry ha infatti annunciato pubblicamente di aver aumentato le puntate su QXO, su Birkenstock, su Build-A-Bear, Sprout e MercadoLibre. Sono anche questi vecchi pallini di quello che è considerato uno dei più grandi investitori di sempre, anche se con una strategia molto particolare, che non tutti coloro i quali vogliono imitarlo hanno compreso.

Può perdere a lungo, ma se dovesse avere ragione…

L’errore principale che si fa quando si giudicano le posizioni di Michael Burry è quello di considerarle con lo stesso metro che applichiamo alle nostre. Ovvero andando a giudicare i minimi (o anche più importanti) movimenti di mercato che gli remano contro.

Lo stile di Michael Burry è chiaro: opzioni, in genere, che potrebbero renderlo “il più ricco di sempre” se le cose dovessero andare come dice lui. Può permettersi di avere torto a lungo (paga dei premi, per ora sostenibili) e può anche chiudere le puntate sbagliate.

Sul macro-tema però continua a essere coerente: AI esploderà come bolla e si trascinerà dietro le aziende sulle quali ha puntato contro. Un giorno avrà ragione? Oppure continuerà a pagare premi finché non sarà più sostenibile?

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Caporedattore e Content Strategy

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Expertise

  • Analisi fondamentale e TradFi
  • News crypto, Bitcoin e Blockchain
  • Fintech, banche centrali & law
Caporedattore ed analista economico. È divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Detenzioni: Bitcoin, Ethereum.

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