Congelati 318.000$ in stablecoin all'hacker che ha colpito Bitget: Tether e Circle intervengono
Il mondo crypto si muove: i principali gestori di stablecoin congelato parte del bottino degli hacker che hanno colpito Bitget.
22:37 • Pubblicato 25/09/2026
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Circle e Tether, le due principali società globali che emettono stablecoin, hanno congelato circa 318.000$. Erano di proprietà dell’hacker che ha colpito, giovedì 24 settembre, l’exchange di criptovalute Bitget. Si tratta del primo congelamento di fondi relativi all’attacco che ha fruttato, agli hacker, oltre 385 milioni di dollari.
La risposta è stata tempestiva, con il freeze di Circle che è arrivato quando in Italia erano le 07:00 di venerdì. Tether si è mossa con leggero ritardo ma è comunque riuscita a congelare quanto contenuto in uno dei wallet riconducibili agli hacker di cui sopra.
Congelare? Ma le crypto non erano insequestrabili?
In realtà per le stablecoin è possibile inserire in blacklist un determinato indirizzo. È un meccanismo noto, che è controllato dagli emittenti del token, che lo utilizzano però soltanto in queste circostanze o su richiesta delle autorità. È un meccanismo senza il quale sarebbe difficile poter operare legalmente, dato che arrivano anche richieste dalle autorità di applicazione di sanzioni a determinati soggetti, con conseguente congelamento obbligatorio.
Una volta inserito in blacklist, un indirizzo non ha più la possibilità di interagire con lo smart contract della stablecoin, il che vuol dire trovarsi nell’impossibilità di poterli spostare. Di fatto e per quel che conta, è come se fossero congelati. L’emittente può poi produrne di nuovi per assegnarli alle autorità o alle vittime di attacchi.
Circle in passato era stata attaccata più volte per una certa lentezza nel reagire. L’azienda, che è presente anche in Europa con EURC, ha sempre però affermato di operare soltanto su richiesta delle autorità. Non è chiaro per il momento quali autorità siano intervenute.
Impossibile sequestrare gli ETH nello stesso portafoglio
Non sarà possibile congelare però i 170,4 ETH2.693 $▲ +0,23% che sono nello stesso wallet – puoi verificare qui – perché non esiste un meccanismo come quello descritto sopra e perché siamo davanti a criptovalute effettivamente decentralizzate.
Continueranno però i tentativi di recuperarli nel caso in cui dovessero transitare per exchange o per altre strutture centralizzate, per quanto le possibilità siano estremamente ridotte.
Per ora il recupero di asset è modesto: parliamo di 318.000$ su un ammanco che secondo quanto riportato da Bitget è di 387,5 milioni di dollari. Bitget ha comunque risorse per coprire quanto è stato sottratto senza che siano causati problemi o imposti haircut agli utenti.
Il gruppo coltiva da tempo un fondo di garanzia da 5.550 Bitcoin, che valgono ai prezzi attuali 464 milioni di dollari. Inoltre, l’exchange è dotato di risorse proprie per il 135% complessivo rispetto agli asset degli utenti.
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