Bitcoin ed Ethereum al ribasso. Wall Street in rosso, in attesa dei dati che guideranno Fed. Il petrolio torna a salire
Wall Street apre in calo mentre petrolio e rendimenti Treasury aumentano la pressione su Bitcoin, Ethereum, tecnologia e metalli preziosi.
08:07 • Pubblicato 28/09/2026
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Gli indici finanziari aprono la settimana in tono debole, dopo una chiusura contrastata della settimana passata e con la tensione geopolitica sul petrolio ancora protagonista assoluta. Stamattina i future di Wall Street scendono trainati dal Nasdaq, mentre Bitcoin rimane sotto la resistenza degli 84.000 USDT. Ethereum scende verso il supporto. Oro e argento accompagnano il ribasso generale, penalizzati dai rendimenti americani in salita e dal dollaro solido.
Wall Street apre in rosso, il petrolio resta protagonista
La debolezza parte dalla tecnologia, il settore che negli ultimi mesi aveva tenuto maggiormente a Wall Street. Il future del Nasdaq cede il -0,68% nella sessione notturna, il calo più marcato tra gli indici americani. Il future dell’S&P 500 e quello del Dow Jones arretrano in modo più contenuto, entrambi vicino al -0,36%.

Anche i mercati asiatici sono deboli, con il Nikkei che segna prima della chiusura un -1,95% mentre i listini europei oggi sono sostanzialmente invariati, ma in negativo da inizio mese. Sul clima di avversione al rischio pesano pure i metalli preziosi, con l’oro che perde il -2% e l’argento che cede il -3,57%.
Bitcoin ed Ethereum alla prova dei supporti di breve
Apertura al ribasso per il mercato crypto, con cali generalizzati sulla maggior parte dei token. In particolare oggi spicca il -4% di Dogecoin. Nel grafico daily allegato possiamo osservare l’andamento di BTC83.144 $▼ -1,56%, in una fase di ribasso ormai in corso da sette sedute. Il prezzo sta andando a testare il primo supporto di breve termine in area 82.800 USDT, mentre quello più rilevante si colloca a 81.250 USDT.

Ribasso anche per Ethereum, che attualmente quota 2.650 USDT con un calo del -1,30%. Il prezzo sta andando a testare il supporto a 2.630 USDT, già rotto alcuni giorni fa, mentre il supporto principale si colloca a 2.580 USDT. Su entrambi, sia su BTC sia su ETH, nella parte inferiore si può vedere come l’RSI stia tagliando al ribasso anche la sua media.
PCE e Non Farm Payroll, la settimana che influenza la Fed
A pesare non è la paura ma il prezzo del denaro, salito a un livello che cambia ogni valutazione. Il rendimento del Treasury americano a dieci anni viaggia intorno al 5,20% alla chiusura di venerdì scorso. Un rendimento così generoso rischia di togliere attrattiva alle azioni e all’oro che non paga interessi.
La Federal Reserve tiene il costo del denaro tra 3,75% e 4%, frenata dall’inflazione che l’energia continua ad alimentare. Mercoledì esce il PCE, l’indice dei prezzi dei consumi che la banca centrale guarda prima di ogni decisione sui tassi. Giovedì tocca all’ISM manifatturiero, il sondaggio tra i responsabili acquisti che fotografa lo stato dell’industria americana. Venerdì arrivano i Non Farm Payroll, le buste paga non agricole, attese intorno a 100.000 nuovi posti. Sul fronte societario venerdì Microsoft era salita di circa 3,66% grazie al rilancio dell’assistente Copilot.
Le tensioni sul petrolio non mollano la presa

Il vero motore delle tensioni resta il petrolio, sostenuto da una crisi che blocca da mesi la principale arteria del greggio mondiale. La settimana scorsa gli incontri alle Nazioni Unite non hanno registrato passi avanti rilevanti per una soluzione del conflitto tra USA e Iran. Il future del greggio WTI apre la settimana con un +1,87% e quota 94,14$, mentre il Brent avanza del +1,35% e quota 98,79$.
Lo Stretto di Hormuz è chiuso formalmente al traffico commerciale dalla fine di febbraio, e i transiti sono crollati all’1% della normalità. Iran e Oman continuano a trattare intanto rotte marittime dedicate, mentre il greggio del Golfo viene trasbordato da nave a nave al largo delle coste omanite.
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