Hedera HBAR vola a +20%. Accordo con IBM inizia a pesare. Al centro una soluzione per le identità digitali degli agent
Per Hedera è un buon momento, sostenuto anche da importanti accordi con un gigante del settore IT Enterprise.
10:07 • Pubblicato 29/09/2026
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È un’incredibile corsa quella di Hedera e della sua criptovaluta di riferimento HBAR. Nel giro di 24 ore la criptovaluta – tra le più conosciute del giro tech – ha guadagnato quasi il 20%, complice una notizia passata in sordina la scorsa settimana ma che ora sembrerebbe essere in grado di offrire spinta sul token.
La notizia più importante della settimana è infatti l’accordo del gruppo con IBM, che ha inserito IDTrust nella sua piattaforma Cloud per i clienti Enterprise. IDTrust è una piattaforma di verifica dell’ identità decentralizzata, che permette il controllo di portafogli di identità digitali, costruita sul network di Hedera. THG, società che sviluppa soluzioni Enterprise su Hedera, ha inoltre ottenuto lo status di IBM Silver Partner, ritenuto molto prestigioso soprattutto nel giro delle big corp.
Volumi per il token?
Il discorso è certamente complesso. Quello di IBM è un canale enterprise di prima fascia, che garantirà in prima battuta una grande pubblicità, che nessuna quantità di denaro avrebbe potuto comprare.
L’inserimento nel catalogo di servizi cloud di IBM vuol dire partecipare a una delle più importanti vetrine del mondo corporate, ma non è chiaro se sia stata davvero questa la notizia che ha innescato una corsa di HBAR0,1173 $▲ +3,44% che non si vedeva da tempo.
Ricordiamo ai nostri lettori che alla governance di Hedera partecipano grandi gruppi come Accenture, Dell, Google e la stessa IBM, per quella che è forse la DLT più rappresentativa del mondo tech corporate.
L’accordo arriva dunque anche come frutto ed evoluzione della scelta di posizionamento di questo progetto. Il suo token, inoltre, è tra i pochi tra le altcoin ad avere un ETF quotato negli Stati Uniti.
Le grandi aziende stanno impiegando agenti AI su larga scala che possono negoziare contratti, processare dati sensibili e eseguire in autonomia transazioni finanziarie. La domanda che tutti si stanno facendo è: “Come posso essere sicuro che questo agente è autorizzato a operare per mio conto?
Il problema risolto da IDTrust è dunque concreto e deve essere questo uno dei motivi che ha spinto IBM a siglare l’accordo e a offrire al gruppo una vetrina di eccezione.
Che cos’è IDTrust e come funziona
IDTrust è un sistema di verifica dell’identità decentralizzato, che può assegnare identità crittografiche ai dispositivi, agli agent e anche alle persone. Tramite questo sistema di credenziali si possono verificare non solo la provenienza di certe operazioni, ma anche le autorizzazioni.
Un sistema interessante in una fase di grande sviluppo – come segnala correttamente Stefan Deiss di THG – di agent AI che prendono decisioni economiche e che soprattutto concludono transazioni.
Secondo il comunicato stampa, IBM starebbe inoltre sviluppando una suite di prodotti completa per gli agent. Non è chiaro per il momento se soluzioni di terzi, come nel caso di IDTrust, ne faranno parte.
Intanto però – anche se a scoppio ritardato, HBAR si gode la corsa.
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